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Corso di Google Analytics - Livello Intermedio

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Metriche, dimensioni, creazione di obiettivi ed eventi, tracciamento delle conversioni: tutto quello che potete fare con Google Analytics lo trovate nelle slide del nostro Luca Marciano Web Analytics, UX e Digital Marketing Consultant.

Publié dans : Marketing
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Corso di Google Analytics - Livello Intermedio

  1. 1. for Google Analytics livello base - intermedio EVERYONE
  2. 2. INDEX: /Prima di iniziare /Segmenti avanzati /Rapporti personalizzati /Eventi /Interazioni social /Obiettivi di conversione /E-commerce /Tracciamento Campagne /Google Tag Manager /A/B test /Dimensioni personalizzate
  3. 3. Prima di iniziare
  4. 4. 4 Dimensioni e metriche  Una dimensione è un attributo posseduto dal visitatore del proprio sito web, le metriche sono le attività effettuate dal visitatore Alcuni esempi di dimensione: • Fonte di Traffico • Nazione • Campagna di marketing Alcuni esempi di metriche: • Sessioni (visite) • Visitatori • Bounce RateLe metriche di solito vengono visualizzate in colonna e le dimensioni per riga.
  5. 5. 5 Il glossario della Web Analytics Le metriche principali Sessioni (visite) Periodo di tempo durante il quale il visitatore è attivo sul sito web Visualizzazioni di pagina Visualizzazione di una pagina del sito attraverso l’utilizzo del browser Utenti (visitatori unici) Il visitatore del sito, corrispondente al browser usato Bounce Rate Percentuale di utenti che abbandonano il sito dopo aver visitato una sola pagina Durata sessione media Tempo di permanenza dell’utente nel sito: calcolato come la somma del tempo trascorso sulle singole pagine
  6. 6. 6 How To: installazione del codice Dove va messo: Lo script va inserito nell’header di tutte le pagine del sito: il codice evidenziato in rosso è l’identificativo univoco della property GA dedicata. I principali CMS permettono di pubblicare lo script GA semplicemente conoscendo il codice UA e utilizzando appositi plugin <script> (function(i,s,o,g,r,a,m){i['GoogleAnalyticsObject']=r;i[r]=i[r ]||function(){ (i[r].q=i[r].q||[]).push(arguments)},i[r].l=1*new Date();a=s.createElement(o), m=s.getElementsByTagName(o)[0];a.async=1;a.src=g; m.parentNode.insertBefore(a,m) })(window,document,'script','//www.google- analytics.com/analytics.js','ga'); ga('create', 'UA-XXXXXXXX-1', 'auto'); ga('send', 'pageview'); </script>  L’installazione del codice non è necessaria se sul sito è stato installato il Google Tag Manager
  7. 7. 7 Report principali Pubblico • Panoramica • Dati Geografici • Tecnologia • Mobile Acquisizione • Canali di Traffico • Campagne • Ottimizzazione motori di ricerca • Adwords Comportamento • Contenuti • Ricerca sul sito • Eventi Conversioni • Obiettivi • E-commerce
  8. 8. Segmenti avanzati
  9. 9. 9 Segmenti avanzati  I segmenti avanzati consentono di isolare e analizzare tipi specifici di traffico Alcuni esempi di segmento: • Utenti mobile • Utenti di una specifica nazione • Utenti di una campagna di marketing I segmenti permettono di sfogliare i report di Google Analytics visualizzando i dati relativi solo a quel segmento di utenza e di confrontarli con quelli di altri segmenti o con i dati relativi a tutte le visite.
  10. 10. 10 Segmenti vs. profili filtrati  I segmenti avanzati consentono di filtrare il traffico al momento, il profilo filtrato va configurato a monte. Le differenze tra segmenti avanzati e profili filtrati: • E’ possibile utilizzarli per la visualizzazione dei dati storici. I profili filtrati infatti permettono di visualizzare i dati dalla data di creazione. • Nei rapporti è possibile confrontare più segmenti avanzati l'uno accanto all'altro. Al contrario, puoi visualizzare i dati solo per un profilo filtrato alla volta. • Un profilo filtrato è in genere la scelta migliore se desideri escludere sempre dalla tua analisi un determinato tipo di traffico. (Es. Voglio filtrare il traffico interno della mia azienda). • Possono essere selezionati da un set di segmenti preimpostati o personalizzati in base a determinate dimensioni / metriche.
  11. 11. 11 Segmenti personalizzati  Con i segmenti personalizzati si può filtrare il traffico combinando diverse dimensioni Come creare un segmento personalizzato: • Aggiungi segmento > Nuovo segmento > Condizioni • E’ possibile fare match tra una o più dimensioni (es. pagina e canale di traffico), impostando la condizione “and” oppure “or”.
  12. 12. Rapporti personalizzati
  13. 13. 13 Rapporti personalizzati  Con i rapporti personalizzati è possibile combinare metriche e dimensioni non disponibili nei report standard Come creare un rapporto personalizzato: • Personalizzazione > Panoramica > Nuovo rapporto personalizzato • Si possono scegliere fino a 5 gruppi di metriche (da max 10 metriche ciascuno), da combinare fino a 5 dimensioni. • La tabella può essere visualizzata in modalita “piatta” (tutte le dimensioni sono esplose) o “explorer” (viene visualizzata la dimensione principale, con la possibilità di un drilldown sulle altre).
  14. 14. Eventi
  15. 15. 15 Eventi  Con gli eventi è possibile tracciare in modo asincrono le interazioni degli utenti con i contenuti del sito Alcuni esempi di eventi tracciabili: • Click su banner/link • Download documento • Play video Gli eventi consentono di monitorare le azioni degli utenti sul sito, indipendentemente dal caricamento di una pagina o di una schermata mobile. Permettono di monitorare l’efficacia degli elementi di interfaccia (ad esempio pulsanti, banner, link) o l’utilizzo di alcune funzionalità da parte degli utenti (es. download pdf, click sul play di un video, ecc.).
  16. 16. 16 How to: tracciamento eventi  Per tracciare gli eventi è necessario un intervento sul codice del sito ga('send', 'event', [eventCategory], [eventAction], [eventLabel], [eventValue]); Il codice evento va inserito su ogni elemento del sito di cui vogliamo tracciare le interazioni degli utenti. La sintassi generica è la seguente: Le parentesi quadre evidenziano le parti variabili da popolare in base alle proprie esigenze; saranno queste le dimensioni che avremo a disposizione su Google Analytics. Inoltre è possibile inserire il parametro “nonInteraction”, che permette di includere le sessioni con click nel calcolo del bounce rate (di default le sessioni con evento sono escluse dal calcolo). Esempio di tracciamento per un click sul pulsante play di un video, con il parametro di non interazione: ga('send', 'event', 'Videos', 'play', 'Fall Campaign', {nonInteraction: true}); Le variabili di un evento: • Category: Il nome del gruppo di oggetti che si desidera tracciare (es. Video) • Action: Descrizione che descrive l’evento (Play, stop, pause, …) • Label: opzionale, viene utilizzato per aggiungere un ulteriore dimensione all’evento • Value: opzionale, viene utilizzato per passare dei valori attribuiti all’evento
  17. 17. Interazioni Social
  18. 18. 18 Interazioni social  Con Google Analytics è possibile tracciare in modo asincrono le interazioni degli utenti con i plugin social Alcuni esempi di interazioni tracciabili: • Like Facebook • Tweet • Share Linkedin Il tracciamento delle interazioni social consente di monitorare le azioni degli utenti con i plugin social, indipendentemente dal caricamento di una pagina come avviene per gli eventi.
  19. 19. 19 How to: tracciamento social  Per tracciare le interazioni social è necessario un intervento sul codice del sito ga('send', 'social', [socialNetwork], [socialAction], [socialTarget]); Il codice evento va inserito su ogni elemento social di cui vogliamo tracciare le interazioni degli utenti. La sintassi generica è la seguente: Le parentesi quadre evidenziano le parti variabili da popolare in base alle proprie esigenze; saranno queste le dimensioni che avremo a disposizione su Google Analytics. Di seguito un esempio del tracciamento di un like di Facebook: Le variabili di un evento social: • Network: parametro obbligatorio, una stringa che rappresenta il social network da tracciare (es. Facebook, Twitter, LinkedIn) • Action: parametro obbligatorio, una rappresenta l’azione social da tracciare (es. Like, Share, Tweet) • Target: parametro opzionale, una stringa che rappresenta la url della pagina cui si riferisce l’azione social. Ad esempio il titolo della pagina alla quale viene messo un like.FB.Event.subscribe('edge.create', function(url) { ga('send', 'social', 'facebook', 'like', url); });
  20. 20. Obiettivi di conversione
  21. 21. 21 Obiettivi di conversione  Gli obiettivi servono a misurare la capacità di un sito di “convertire”, cioè spingere gli utenti verso un’azione Alcuni esempi di obiettivo: • Acquisto • Registrazione • Iscrizione newsletter Il report sugli obiettivi consente di monitorare il numero di conversioni totali, il tasso di conversione e il tasso di abbandono dell’obiettivo (quando viene tracciato il funnel completo). Inoltre è possibile attribuire un valore monetario alla realizzazione di un obiettivo.
  22. 22. 22 Funnel obiettivo  Con i funnel obiettivo è possibile analizzare step-by-step il percorso di utente verso la conversione Alcuni esempi di obiettivo: • Acquisto • Registrazione • Iscrizione newsletter Il funnel di conversione consente di individuare le cd. “barriere alla conversione”, identificando gli step che hanno un tasso di abbandono più elevato. E’ possibile analizzare anche le pagine verso le quali si dirigono gli utenti quando abbandonano il funnel.
  23. 23. 23 How to: configurazione obiettivi  La configurazione degli obiettivi non richiede interventi sul codice ma solo nel pannello di amministrazione Configurazioni possibili: • Raggiungimento di una pagina (URL) • Durata della visita • Numero di Pagine/Visita • Evento La configurazione più comune prevede di impostare una url di destinazione (pagina obiettivo): Il match sulle url può essere di 3 tipi: - Corrispondenza esatta per URL standard fissi: corrispondenza precisa di ogni carattere dell'URL - Corrispondenza principale: corrispondenza di caratteri identici a partire dall'inizio di una stringa specificata fino all'ultimo carattere della stringa stessa - Corrispondenza espressione regolare: consente corrispondenze flessibili
  24. 24. E-commerce
  25. 25. 25 Report E-commerce  La reportistica dedicata all’e-commerce è fondamentale per monitorare un on line store Metriche principali: • Transazioni • Entrate • Tasso di conversione • Valore medio ordini Il tracciamento e-commerce è una sorta di registratore di cassa per il nostro on line store: uno strumento imprescindibile per monitorare le vendite e il ROI delle nostre campagne. Permette di analizzare tutti i dati principali sulle vendite: transazioni, prodotti acquistati, entrate e soprattutto il tasso di conversione: il rapporto tra gli ordini e le sessioni di navigazione.
  26. 26. 26 How to: configurazione e-commerce  Il setup della reportistica e-commerce, richiede interventi sul codice della “Thank You Page” Campi obbligatori: • ID transazione • Product Name La configurazione più semplice prevede di aggiungere questi script alla “thank you page”, in modo da monitorare transazioni e prodotti acquistati, con tutti i dettagli dell’ordine. ga('ecommerce:addTransaction', { 'id': '1234', // Transaction ID. Required. 'affiliation': 'Acme Clothing', // Affiliation or store name. 'revenue': '11.99', // Grand Total. 'shipping': '5', // Shipping. 'tax': '1.29' // Tax. }); ga('ecommerce:addItem', { 'id': '1234', // Transaction ID. Required. 'name': 'Fluffy Pink Bunnies', // Product name. Required. 'sku': 'DD23444', // SKU/code. 'category': 'Party Toys', // Category or variation. 'price': '11.99', // Unit price. 'quantity': '1’ " // Quantity. }); ga('ecommerce:send');
  27. 27. Tracciamento campagne
  28. 28. 28 Report Campagne  Il tracciamento delle campagne permette di monitorare il ritorno sull’investimento in marketing Una volta configurati i tracciamenti, le campagne entreranno nei report di Google Analytics come i canali di traffico standard, ereditandone tutte le metriche principali (sessioni, entrate, tasso di conversione, ecc.).
  29. 29. 29 How to: tracciamento Campagne  Per tracciare le campagne è sufficiente aggiungere alcuni parametri alle url che puntano verso il sito Quando NON servono i parametri: • Traffico proveniente da Google AdWords: viene rilevato automaticamente da GA • Traffico proveniente da altri siti: viene rilevato automaticamente come referral • Link listing da Portali e Directory: viene rilevato automaticamente I parametri essenziali e più comunemente utilizzati per un corretto tracciamento delle campagne sono Source, Medium e Name. Il tracciamento è fondamentale anche per l’invio delle mail / newsletter: in mancanza di parametri Google Analytics considera questo traffico come diretto. I parametri variabili per il tracciamento delle campagne marketing: Source: (referrer: google, yahoo, etc) identifica la fonte di traffico Medium: (marketing medium: cpc, banner, email) identifica la tipologia di traffico marketing Term: identifica la keyword utilizzata per trovare la pagina (utile nella pubblicità su motore di ricerca) Content: può essere utilizzato per differenziare diverse annunci / contenuti Name: può essere utilizzato con i nomi delle campagne Di seguito un esempio di url parametrizzata: www.example.com/landingPage.html&utm_source=yahoo&utm_medium=ppc&utm_term=Keywo rd
  30. 30. 30 Tool: Google Url Builder  Lo strumento di creazione fornito da Google semplifica notevolmente il lavoro di parametrizzazione delle url
  31. 31. Google Tag Manager
  32. 32. 32 Google Tag Manager: overview  Lo strumento di Google che consente di gestire i tag autonomamente con un'interfaccia web intuitiva. Con il Google Tag Manager è possibile gestire differenti tipi di tag senza dover intervenire ogni volta sul codice del sito. Sul sito viene installato semplicemente lo script “contenitore”, relegando all’interfaccia buona parte delle principali configurazioni. I tag principali disponibili: • Tag tracciamento Google Analytics • Tag conversioni Adwords • Tag remarketing Adwords • Tag transazioni Doubleclick • HTML personalizzato
  33. 33. 33 How to: Google Analytics & GTM  Aggiungere il tag di Analytics di base attraverso il Google Tag Manager è semplice e intuitivo 1. Per prima cosa va creato un nuovo “contenitore di tag” e pubblicato il codice sul sito 3. Impostiamo la regola base: cioè l’attivazione del tag su tutte le pagine del sito. 4. questo punto è possibile salvare e pubblicare una versione del contenitore 2. Il secondo step prevede la creazione di un tag: in questo caso Google Analytics (serve il codice UA presente su GA)
  34. 34. A/B Test
  35. 35. 35 A/B Test: overview  Lo strumento di Google che consente di testare il funzionamento di 2 o più variabili di una pagina Per svolgere correttamente un a/b test si suggerisce di seguire le seguenti 5 fasi: 1. Preparare il test. Fondamentale, prima di eseguire il setup dei goals, è quello di capire gli obiettivi reali del sito. Solo dopo si potrà pensare a cosa testare e come. Identificare le pagine con basse performance e caratterizzate da un alta bounce rate o con un alto tasso d’uscita. 2. Ipotesi. Definire alcune ipotesi su come potrebbero essere migliorate le pagine individuate al punto precedente 3. Configurare e modificare. Dopo aver definito e creato le pagine alternative, bisogna inserire le relative URL in Google Analytics. Le pagine devono quindi essere fisicamente on line. 4. Monitorare il progress e bloccare gli esperimenti. Nel report verranno visualizzati i dati relativi il numero di visite, di conversioni e di conversion rate per le diverse versioni sotto test. 5. Il vincitore. GA identifica la pagina vincente al termine del periodo di tempo impostato. E’ possibile comunque fermare in anticipo un esperimento
  36. 36. 36 How To: A/B test  Per svolgere un a/b test è necessario inserire un codice html nella pagina originale Ovviamente sia sulla pagina originale che sulle varianti è necessario che sia presente il codice di Google Analytics. I passaggi principali: • Selezionare l’obiettivo dell’esperimento • Scegliere la percentuale di utenti che si desidera includere al test • Aggiungere la URL della pagina originale, quella che conterrà il “codice di controllo” • Inserire le URL delle pagine da usare come varianti per l’esperimento • Caricare nella pagina originale il codice dell’esperimento
  37. 37. 37 A/B test: analizzare i risultati  Google Analytics è in grado di stabilire automaticamente la variabile “vincitrice” dell’esperimento Il tempo impiegato da Google Analytics per stabilire la variabile vincitrice dell’esperimento dipende dal volume di accessi al sito e dalla soglia di affidabilità impostata in fase di configurazione (di default 95%).
  38. 38. Dimensioni personalizzate
  39. 39. 39 Dimensioni personalizzate  Le dimensioni personalizzate consentono di associare i dati di Google Analytics a dati di fonti esterne (es. CRM, CMS) Se ad esempio si ha memorizzato il sesso degli utenti che hanno eseguito l'accesso a un sistema CRM, si possono associare queste informazioni ai dati di Google Analytics per visualizzare gli accessi al sito divise per sesso. Alcuni esempi di utilizzo di dimensioni personalizzate: • Utente loggato / non loggato • Utente registrato / non registrato • Autore • Categoria • Client ID
  40. 40. 40 How To: dimensioni personalizzate 1/2  Per definire una dimensione personalizzata, bisogna specificare il nome e l’ambito di applicazione Le dimensioni personalizzate hanno i seguenti valori di configurazione: • Nome: il nome della dimensione personalizzata visualizzato nei rapporti. • Ambito: specifica a quali dati verrà applicata la dimensione personalizzata. • Attiva: indica se il valore della dimensione personalizzata verrà elaborato. Sono disponibili quattro livelli di ambito: - Hit: il valore viene applicato a singoli hit per cui è stata impostato. - Sessione: il valore viene applicato a tutti gli hit in una singola sessione. - Utente: il valore viene applicato a tutti gli hit della sessione corrente e di quelle future finché il valore non cambia o la dimensione personalizzata è resa inattiva. - Prodotto: il valore viene applicato al prodotto per cui è stata impostato (solo e-commerce avanzato). Nel caso delle categorie ad esempio conviene utilizzare la Hit, nel caso della registrazione meglio l’ambito Utente, nel caso di una login meglio l’ambito sessione. Una volta configurata la dimensione che vogliamo tracciare, possiamo intervenire sul codice di tracciamento.
  41. 41. 41 How to: dimensioni personalizzate 2/2  La configurazione sulla piattaforma non basta: va aggiunta una riga al nostro codice di tracciamento ga('create', 'UA-XXXX-Y', 'auto'); // Imposta il valore per la dimensione personalizzata con indice 1 ga('set', 'dimension1', ’Categoria XX'); // Invia il valore della dimensione personalizzata con un hit visualizzazione di pagina ga('send', 'pageview'); Il numero della dimensione corrisponde all’indice generato automaticamente da Google Analytics al momento della configurazione, la parte evidenziata in rosso è la variabile che va popolata dinamicamente con il valore della dimensione personalizzata (es. Categoria Cinema).
  42. 42. Grazie!

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