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Costituzione - art. 32 La Repubblica tutela la salute come diritto fondamentale dell'individuo, e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato ad un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.
LEGISLAZIONE SANITARIA Pre-1978 (Frazionamento dell’assistenza) 1.  833/1978 (Istituzione del S.S.N.) 2.  502/1992 e 517/1993 ( Adeguamento del S.S.N. alle moderne esigenze di controllo della spesa, management e qualità dell’assistenza )  3.  229/1999 (Aggiornamento della 502 e 517)
1978: RIFORMA SANITARIA  (Legge 833)  PRIMA DELLA RIFORMA: 1. L’ASSISTENZA SANITARIA ERA FRAMMENTATA IN UNA PLURALITA’ DI ENTI E PRESTAZIONI -  AGLI INDIGENTI PROVVEDEVA LO STATO (CONDOTTA MEDICA) - AI LAVORATORI DIPENDENTI PROVVEDEVANO OBBLIGATORIAMENTE GLI ENTI MUTUALISTICI (INAM, ENPAS….) - ALTRE CATEGORIE (ES.  PROFESSIONISTI)  INTRATTENEVANO RAPPORTI DI TIPO PRIVATISTICO   2. LA SANITA’ SI ISPIRAVA AI PRINCIPI DELLA MEDICINA CURATIVA
I PRINCIPI INFORMATORI DELLA L. 833/78 1.  UNICITA’ DEI SOGGETTI EROGANTI ALLA GESTIONE DELLA SALUTE SI PROVVEDE SU TUTTO IL TERR. NAZ. MEDIANTE UNA RETE COMPLETA DI U.S.L. 2.   GLOBALITA’ DELLE PRESTAZIONI   NON SOLO C’E’ UN UNICO SOGGETTO EROGANTE (USL) MA QUESTO  E’ COMPETENTE AD EROGARE TUTTE LE PRESTAZIONI SANITARIE 3.  UNIVERSALITA’ DEI DESTINATARI ASSISTENZA SANITARIA ESTESA A  TUTTI  I CITTADINI CHE RISIEDONO NELLO STATO ITALIANO 4.  EGUAGLIANZA DEL TRATTAMENTO EGUAGLIANZA DEI CITTADINI NEI CONFRONTI  DEL SERVIZIO SU TUTTO IL TERRITORIO NAZIONALE
[object Object],[object Object],[object Object],[object Object],[object Object],[object Object]
IL S.S.N. E’ ARTICOLATO IN 3 LIVELLI ,[object Object],[object Object],[object Object],ALLO  STATO  SPETTANO FUNZIONI DI PROGRAMMAZIONE GENERALE, DI INDIRIZZO E DI COORDINAMENTO PER GLI ALTRI LIVELLI NONCHE’ DI SALVAGUARDIA DEGLI INTERESSI NAZIONALI. LE  REGIONI  HANNO COMPITI DI PROGRAMMAZIONE OPERATIVA TRADUCENDO, CIOE’ GLI OBIETTIVI DELLA PROGRAMMAZIONE SANITARIA IN PIANI SANITARI TERRITORIALI AI  COMUNI  SPETTANO L’EROGAZIONE DELLE PRESTAZIONI SANITARIE TRAMITE LE UNITA’ SANITARIE LOCALI (USL) O MEDIANTE STRUTTURE PRIVATE CONVENZIONATE.
Legge costituzionale 18 ottobre 2001 n.3 Modifica al titolo 5 della Costituzione  ( composta da 11 articoli) Legislazione esclusiva della Stato es.: norme generali istruzione, immigrazione, difesa, moneta, leggi elettorali, giustizia, previdenza sociale ... Legislazione concorrente es.: istruzione, ricerca scientifica, tutela della salute, alimentazione, protezione civile … potestà legislativa esclusiva alle Regioni  di natura residuale, per tutte le materie non rientranti tra quelle espressamente elencate nei due punti precedenti
LL. 502- 517/ 1993 e L. 229/1999 1. TUTELA DELLA SALUTE  La tutela della salute come diritto dell’individuo ed interesse della collettività, nel rispetto della libertà della persona è garantita dal SSN 2. LIVELLI ESSENZIALI E UNIFORMI DI ASSISTENZA (L.E.A.) E PIANO SANITARIO NAZIONALE (P.S.N.) Il SSN  assicura gratuitamente livelli essenziali e uniformi di assistenza definiti di volta in volta dal PSN con validità triennale.   3.  LIVELLI ESSENZIALI DI ASSISTENZA (L.E.A.) Conferenza Stato - Regioni 22 Novembre 2001 Sono a carico del SSN le tipologie di assistenza, servizi e prestazioni che rispondono a criteri di  efficacia, efficienza ed appropriatezza
EFFICACIA Capacità di una prestazione sanitaria di modificare favorevolmente la salute RCT    METANALISI    EBM Brevi cenni su  efficacia, efficienza e appropriatezza
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EFFICIENZA (ECONOMICITA’) Rapporto prestazioni/risorse = OUTPUT/INPUT Es.: n. interventi chirurgici/risorse impiegate EFFICACIA Rapporto salute/prestazioni = OUTCOME/OUTPUT Es.: tassi di sopravvivenza/n. interventi chirurgici RENDIMENTO (EFFICIENZA) moltiplicando i due precedenti Rapporto salute/risorse = OUTCOME/INPUT Es.: tassi di sopravvivenza/risorse impiegate EFFICACIA ED EFFICIENZA  nel linguaggio economico
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APPROPRIATEZZA E SISTEMI SANITARI PUBBLICO: Tendenza all’inappropriatezza per: Inefficienze del sistema. Es.: ricoveri impropri Eccesso di domanda per prestazioni gratuite (induzione dell’offerta). Es.: esami diagnostici PRIVATO: Tendenza all’inappropriatezza per: Utilizzazione impropria delle prestazioni più remunerative (induzione della domanda). Es.: angioplastiche ASSICURAZIONI PRIVATE: Sovrautilizzazione per classi agiate (eccesso di domanda per prestazioni gratuite).  Sottoutilizzazione per classi meno agiate (assente o basso premio assicurativo)
"Non mi risulta che la devoluzione metta frontiere o dogane ai confini fra regione e regione. Stiamo parlando di assistenza e di organizzazione sanitaria, che e' una cosa diversa. La tutela dei  Livelli essenziali di assistenza   resta in capo allo Stato" Ministro della Salute, 18 Novembre 2005.
4. TRE TIPOLOGIE ASSISTENZIALI: -  ASS. SAN. COLLETTIVITA’  IN AMBIENTE DI VITA E DI LAVORO - ASSISTENZA DISTRETTUALE  - ASSISTENZA OSPEDALIERA 5.  PIANO SANITARIO REGIONALE (P.S.R.) LE REGIONI SONO OBBLIGATE A PREDISPORRE IL P.S.R.  6. AZIENDA SANITARIA LOCALE (A.S.L.) LE USL (ISTITUITE CON LA 833/78) VENGONO RIDOTTE DI NUMERO  (DI SOLITO COINCIDENDO CON LE PROVINCE) E DIVENTANO AZIENDE:
AZIENDALIZZAZIONE ,[object Object],[object Object],[object Object],[object Object],[object Object],[object Object],[object Object],[object Object]
ATTO AZIENDALE ,[object Object],[object Object],[object Object],[object Object]
[object Object],[object Object],[object Object]
Struttura e organizzazione : DIRETTORE GENERALE DIRETTORE  DIRETTORE  SANITARIO  AMMINISTRATIVO  COLLEGIO DI DIREZIONE (229) CONSIGLIO DEI SANITARI (517) COLLEGIO DEI REVISORI (517) COLLEGIO SINDACALE (229) sostituisce il collegio dei revisori
DIRETTORE GENERALE : TUTTI I POTERI DI GESTIONE E DI RAPPRESENTANZA IN PRIMO LUOGO: verifica la corretta ed economica gestione delle risorse nonché il buon andamento dell’amministrazione. DIRETTORE SANITARIO :  dirige i servizi sanitari ai fini organizzativi e igienico-sanitari DIRETTORE AMMINISTRATIVO :  dirige i servizi amministrativi Il rapporto di lavoro del D.G., D.S. e  D.A. è a tempo pieno, regolato da contratto di diritto privato di durata quinquennale e rinnovabile.
[object Object],[object Object],[object Object],[object Object],[object Object],[object Object],[object Object],[object Object]
[object Object],[object Object],[object Object],[object Object],[object Object],COLLEGIO DI DIREZIONE supporto al Direttore Generale per il governo delle attivita’ cliniche e la programmazione e la valutazione delle attivita’ tecnico-sanitarie. Includono il ds e il da, i direttori di distretto, di dipartimento e di presidio
INTEGRAZIONE SOCIO-SANITARIA ( DPCM 30 Novembre 1998) ,[object Object],[object Object],[object Object],[object Object],[object Object],[object Object],[object Object],[object Object],[object Object],Tutte le attività atte a soddisfare, mediante percorsi assistenziali integrati, bisogni di salute delle persone che richiedono sia prestazioni sanitarie che azioni di protezione sociale ...
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MEDICO DI MEDICINA GENERALE (MMG)   Trasforma la domanda in offerta: GATEKEEPER (PORTIERE) Quando decide il percorso è responsabile dell’  Appropriatezza  dell’offerta PROFESSIONISTA: Quando interviene direttam. è responsabile dell’ efficacia  dell’intervento ORDINATORE DI SPESA: Quando decide il percorso è responsabile anche dell’  efficienza  dell’intervento
Ogni DISTRETTO è suddiviso in UNITA’ OPERATIVE in Campania: 1)  U.O.  PREVENZIONE COLLETTIVA 2)  U.O.  PREVENZIONE NEI LUOGHI DI LAVORO 3)  U.O.  VETERINARIA 4)  U.O.  ASSISTENZA SANITARIA DI BASE E SPECIALISTICA 5)  U.O.  MEDICINA LEGALE ED INVALIDI CIVILI  6)  U.O.  MATERNO-INFANTILE 7)  U.O. SALUTE  MENTALE 8)  U.O. SERVIZIO TOSSICODIPENZE (S.E.R.T.) 9)  U.O.  ASSISTENZA ANZIANI
10) U.O.  ASSISTENZA  RIABILITATIVA  11) U.O.  CONTROLLO INTERNO 12) U.O.  RELAZIONE CON IL PUBBLICO E INTEGRAZIONE CON IL SOCIALE  13) U.O.  AMMINISTRATIVA   Le prime tre U.O. pur essendo dislocate presso il DISTRETTO, dipendono funzionalmente dal: DIPARTIMENTO DI PREVENZIONE
[object Object],[object Object],[object Object],[object Object],[object Object],[object Object],[object Object],[object Object],[object Object]
IL DIPARTIMENTO DI PREVENZIONE E’ ARTICOLATO IN 6 SERVIZI (IN CAMPANIA): 1) IGIENE E SANITA’ PUBBLICA  2) PREVENZIONE E SICUREZZA DEGLI AMBIENTI DI LAVORO 3) IGIENE E MEDICINA DEL LAVORO 4) IGIENE DEGLI ALIMENTI E DELLA NUTRIZIONE  5) EPIDEMIOLOGIA E PREVENZIONE  6) VETERINARIO (U.O. VETERINARIA)
In sintesi: DIPARTIMENTO  DI  PREVENZIONE 6 SERVIZI STRUTTURALMENTE FUNZIONALMENTE 6 SERVIZI   U.O. 1-3 U.O. 4-13 13  U.O. DISTRETTI
EVOLUZIONE DEGLI OSPEDALI 1° FASE (fino ai primi del 1900): funzione soprattutto caritatevole per poveri e indigenti 2° FASE (dai primi 1900 al 1968): progressiva espansione ed importanza  ► CENTRALITA’ DELL’OSPEDALE 3° FASE (fino ai giorni nostri): ridimensionamento per costi eccessivi ed elevata inappropriatezza OSPEDALI
RETE OSPEDALIERA ITALIANA ,[object Object],[object Object],[object Object],[object Object],[object Object]
[object Object],[object Object],[object Object],[object Object],[object Object],[object Object],[object Object],[object Object],[object Object],[object Object],Finanziamento mediante sistema DRG
In sede di piano regionale potranno essere trasformati in Aziende quei Presidi Ospedalieri che si doteranno delle caratteristiche richieste All’inverso, la perdita delle caratteristiche strutturali e funzionali può comportare la revoca dell’autonomia e il confluire dell’Ospedale nella ASL come Presidio
AZIENDE OSPEDALIERE DI RILIEVO NAZIONALE E DI  ALTA SPECIALIZZAZIONE IN CAMPANIA CARDARELLI (NAPOLI) SANTOBONO (NAPOLI) MONALDI (NAPOLI) COTUGNO (NAPOLI) SAN GIOVANNI DI DIO (SALERNO) SAN GIUSEPPE MOSCATI (AVELLINO) G. RUMMO (BENEVENTO) SAN SEBASTIANO (CASERTA )
IGIENE AMBIENTALE Dipartimento  di  Prevenzione   A.R.P.A. (agenzia regionale per l’ambiente)
AUTORIZZAZIONI ED ACCREDITAMENTO ,[object Object],[object Object],[object Object],I.  AUTORIZZAZIONE   DEFINITA A LIVELLO STATALE Autorizzazione all’esercizio delle attività sanitarie sulla base del possesso di determinati requisiti  ( requisiti minimi strutturali e tecnologici - legge 23.1.1997)
II.  ACCREDITAMENTO DEFINITO A LIVELLO REGIONALE Rilasciato alle strutture autorizzate pubbliche e private che rispondono a requisiti ulteriori di qualificazione, alla funzionalità rispetto alla programmazione sanitaria e alla verifica dell’attività svolta e dei risultati raggiunti ,[object Object],[object Object],[object Object]
FORMAZIONE CONTINUA   COMPRENDE: I.  AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE Attività successiva a diplomi, lauree, specializzazione etc…. E’ diretta ad adeguare per la restante vita professionale le conoscenze professionali  II.  FORMAZIONE PERMANENTE Attività finalizzata a migliorare le competenze e le abilità ….. Con l’obiettivo di garantire efficacia, efficienza, appropriatezza, sicurezza all’assistenza prestata dal S.S.N. CREDITI FORMATIVI: Attività formative che devono essere maturate dagli operatori in un certo intervallo di tempo.
FORMAZIONE MANAGERIALE Obbligatoria per lo svolgimento di incarichi di direzione sanitaria aziendale e per l’esercizio di funzioni dirigenziali di II livello

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Legislazione Sistema sanitario nazionale

  • 1. Costituzione - art. 32 La Repubblica tutela la salute come diritto fondamentale dell'individuo, e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato ad un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.
  • 2. LEGISLAZIONE SANITARIA Pre-1978 (Frazionamento dell’assistenza) 1. 833/1978 (Istituzione del S.S.N.) 2. 502/1992 e 517/1993 ( Adeguamento del S.S.N. alle moderne esigenze di controllo della spesa, management e qualità dell’assistenza ) 3. 229/1999 (Aggiornamento della 502 e 517)
  • 3. 1978: RIFORMA SANITARIA (Legge 833) PRIMA DELLA RIFORMA: 1. L’ASSISTENZA SANITARIA ERA FRAMMENTATA IN UNA PLURALITA’ DI ENTI E PRESTAZIONI - AGLI INDIGENTI PROVVEDEVA LO STATO (CONDOTTA MEDICA) - AI LAVORATORI DIPENDENTI PROVVEDEVANO OBBLIGATORIAMENTE GLI ENTI MUTUALISTICI (INAM, ENPAS….) - ALTRE CATEGORIE (ES. PROFESSIONISTI) INTRATTENEVANO RAPPORTI DI TIPO PRIVATISTICO 2. LA SANITA’ SI ISPIRAVA AI PRINCIPI DELLA MEDICINA CURATIVA
  • 4. I PRINCIPI INFORMATORI DELLA L. 833/78 1. UNICITA’ DEI SOGGETTI EROGANTI ALLA GESTIONE DELLA SALUTE SI PROVVEDE SU TUTTO IL TERR. NAZ. MEDIANTE UNA RETE COMPLETA DI U.S.L. 2. GLOBALITA’ DELLE PRESTAZIONI NON SOLO C’E’ UN UNICO SOGGETTO EROGANTE (USL) MA QUESTO E’ COMPETENTE AD EROGARE TUTTE LE PRESTAZIONI SANITARIE 3. UNIVERSALITA’ DEI DESTINATARI ASSISTENZA SANITARIA ESTESA A TUTTI I CITTADINI CHE RISIEDONO NELLO STATO ITALIANO 4. EGUAGLIANZA DEL TRATTAMENTO EGUAGLIANZA DEI CITTADINI NEI CONFRONTI DEL SERVIZIO SU TUTTO IL TERRITORIO NAZIONALE
  • 5.
  • 6.
  • 7. Legge costituzionale 18 ottobre 2001 n.3 Modifica al titolo 5 della Costituzione ( composta da 11 articoli) Legislazione esclusiva della Stato es.: norme generali istruzione, immigrazione, difesa, moneta, leggi elettorali, giustizia, previdenza sociale ... Legislazione concorrente es.: istruzione, ricerca scientifica, tutela della salute, alimentazione, protezione civile … potestà legislativa esclusiva alle Regioni di natura residuale, per tutte le materie non rientranti tra quelle espressamente elencate nei due punti precedenti
  • 8. LL. 502- 517/ 1993 e L. 229/1999 1. TUTELA DELLA SALUTE La tutela della salute come diritto dell’individuo ed interesse della collettività, nel rispetto della libertà della persona è garantita dal SSN 2. LIVELLI ESSENZIALI E UNIFORMI DI ASSISTENZA (L.E.A.) E PIANO SANITARIO NAZIONALE (P.S.N.) Il SSN assicura gratuitamente livelli essenziali e uniformi di assistenza definiti di volta in volta dal PSN con validità triennale. 3. LIVELLI ESSENZIALI DI ASSISTENZA (L.E.A.) Conferenza Stato - Regioni 22 Novembre 2001 Sono a carico del SSN le tipologie di assistenza, servizi e prestazioni che rispondono a criteri di efficacia, efficienza ed appropriatezza
  • 9. EFFICACIA Capacità di una prestazione sanitaria di modificare favorevolmente la salute RCT  METANALISI  EBM Brevi cenni su efficacia, efficienza e appropriatezza
  • 10.
  • 11. EFFICIENZA (ECONOMICITA’) Rapporto prestazioni/risorse = OUTPUT/INPUT Es.: n. interventi chirurgici/risorse impiegate EFFICACIA Rapporto salute/prestazioni = OUTCOME/OUTPUT Es.: tassi di sopravvivenza/n. interventi chirurgici RENDIMENTO (EFFICIENZA) moltiplicando i due precedenti Rapporto salute/risorse = OUTCOME/INPUT Es.: tassi di sopravvivenza/risorse impiegate EFFICACIA ED EFFICIENZA nel linguaggio economico
  • 12.
  • 13. APPROPRIATEZZA E SISTEMI SANITARI PUBBLICO: Tendenza all’inappropriatezza per: Inefficienze del sistema. Es.: ricoveri impropri Eccesso di domanda per prestazioni gratuite (induzione dell’offerta). Es.: esami diagnostici PRIVATO: Tendenza all’inappropriatezza per: Utilizzazione impropria delle prestazioni più remunerative (induzione della domanda). Es.: angioplastiche ASSICURAZIONI PRIVATE: Sovrautilizzazione per classi agiate (eccesso di domanda per prestazioni gratuite). Sottoutilizzazione per classi meno agiate (assente o basso premio assicurativo)
  • 14. "Non mi risulta che la devoluzione metta frontiere o dogane ai confini fra regione e regione. Stiamo parlando di assistenza e di organizzazione sanitaria, che e' una cosa diversa. La tutela dei Livelli essenziali di assistenza resta in capo allo Stato" Ministro della Salute, 18 Novembre 2005.
  • 15. 4. TRE TIPOLOGIE ASSISTENZIALI: - ASS. SAN. COLLETTIVITA’ IN AMBIENTE DI VITA E DI LAVORO - ASSISTENZA DISTRETTUALE - ASSISTENZA OSPEDALIERA 5. PIANO SANITARIO REGIONALE (P.S.R.) LE REGIONI SONO OBBLIGATE A PREDISPORRE IL P.S.R. 6. AZIENDA SANITARIA LOCALE (A.S.L.) LE USL (ISTITUITE CON LA 833/78) VENGONO RIDOTTE DI NUMERO (DI SOLITO COINCIDENDO CON LE PROVINCE) E DIVENTANO AZIENDE:
  • 16.
  • 17.
  • 18.
  • 19. Struttura e organizzazione : DIRETTORE GENERALE DIRETTORE DIRETTORE SANITARIO AMMINISTRATIVO COLLEGIO DI DIREZIONE (229) CONSIGLIO DEI SANITARI (517) COLLEGIO DEI REVISORI (517) COLLEGIO SINDACALE (229) sostituisce il collegio dei revisori
  • 20. DIRETTORE GENERALE : TUTTI I POTERI DI GESTIONE E DI RAPPRESENTANZA IN PRIMO LUOGO: verifica la corretta ed economica gestione delle risorse nonché il buon andamento dell’amministrazione. DIRETTORE SANITARIO : dirige i servizi sanitari ai fini organizzativi e igienico-sanitari DIRETTORE AMMINISTRATIVO : dirige i servizi amministrativi Il rapporto di lavoro del D.G., D.S. e D.A. è a tempo pieno, regolato da contratto di diritto privato di durata quinquennale e rinnovabile.
  • 21.
  • 22.
  • 23.
  • 24.
  • 25.
  • 26.
  • 27. MEDICO DI MEDICINA GENERALE (MMG) Trasforma la domanda in offerta: GATEKEEPER (PORTIERE) Quando decide il percorso è responsabile dell’ Appropriatezza dell’offerta PROFESSIONISTA: Quando interviene direttam. è responsabile dell’ efficacia dell’intervento ORDINATORE DI SPESA: Quando decide il percorso è responsabile anche dell’ efficienza dell’intervento
  • 28. Ogni DISTRETTO è suddiviso in UNITA’ OPERATIVE in Campania: 1) U.O. PREVENZIONE COLLETTIVA 2) U.O. PREVENZIONE NEI LUOGHI DI LAVORO 3) U.O. VETERINARIA 4) U.O. ASSISTENZA SANITARIA DI BASE E SPECIALISTICA 5) U.O. MEDICINA LEGALE ED INVALIDI CIVILI 6) U.O. MATERNO-INFANTILE 7) U.O. SALUTE MENTALE 8) U.O. SERVIZIO TOSSICODIPENZE (S.E.R.T.) 9) U.O. ASSISTENZA ANZIANI
  • 29. 10) U.O. ASSISTENZA RIABILITATIVA 11) U.O. CONTROLLO INTERNO 12) U.O. RELAZIONE CON IL PUBBLICO E INTEGRAZIONE CON IL SOCIALE 13) U.O. AMMINISTRATIVA Le prime tre U.O. pur essendo dislocate presso il DISTRETTO, dipendono funzionalmente dal: DIPARTIMENTO DI PREVENZIONE
  • 30.
  • 31. IL DIPARTIMENTO DI PREVENZIONE E’ ARTICOLATO IN 6 SERVIZI (IN CAMPANIA): 1) IGIENE E SANITA’ PUBBLICA 2) PREVENZIONE E SICUREZZA DEGLI AMBIENTI DI LAVORO 3) IGIENE E MEDICINA DEL LAVORO 4) IGIENE DEGLI ALIMENTI E DELLA NUTRIZIONE 5) EPIDEMIOLOGIA E PREVENZIONE 6) VETERINARIO (U.O. VETERINARIA)
  • 32. In sintesi: DIPARTIMENTO DI PREVENZIONE 6 SERVIZI STRUTTURALMENTE FUNZIONALMENTE 6 SERVIZI U.O. 1-3 U.O. 4-13 13 U.O. DISTRETTI
  • 33. EVOLUZIONE DEGLI OSPEDALI 1° FASE (fino ai primi del 1900): funzione soprattutto caritatevole per poveri e indigenti 2° FASE (dai primi 1900 al 1968): progressiva espansione ed importanza ► CENTRALITA’ DELL’OSPEDALE 3° FASE (fino ai giorni nostri): ridimensionamento per costi eccessivi ed elevata inappropriatezza OSPEDALI
  • 34.
  • 35.
  • 36. In sede di piano regionale potranno essere trasformati in Aziende quei Presidi Ospedalieri che si doteranno delle caratteristiche richieste All’inverso, la perdita delle caratteristiche strutturali e funzionali può comportare la revoca dell’autonomia e il confluire dell’Ospedale nella ASL come Presidio
  • 37. AZIENDE OSPEDALIERE DI RILIEVO NAZIONALE E DI ALTA SPECIALIZZAZIONE IN CAMPANIA CARDARELLI (NAPOLI) SANTOBONO (NAPOLI) MONALDI (NAPOLI) COTUGNO (NAPOLI) SAN GIOVANNI DI DIO (SALERNO) SAN GIUSEPPE MOSCATI (AVELLINO) G. RUMMO (BENEVENTO) SAN SEBASTIANO (CASERTA )
  • 38. IGIENE AMBIENTALE Dipartimento di Prevenzione A.R.P.A. (agenzia regionale per l’ambiente)
  • 39.
  • 40.
  • 41. FORMAZIONE CONTINUA COMPRENDE: I. AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE Attività successiva a diplomi, lauree, specializzazione etc…. E’ diretta ad adeguare per la restante vita professionale le conoscenze professionali II. FORMAZIONE PERMANENTE Attività finalizzata a migliorare le competenze e le abilità ….. Con l’obiettivo di garantire efficacia, efficienza, appropriatezza, sicurezza all’assistenza prestata dal S.S.N. CREDITI FORMATIVI: Attività formative che devono essere maturate dagli operatori in un certo intervallo di tempo.
  • 42. FORMAZIONE MANAGERIALE Obbligatoria per lo svolgimento di incarichi di direzione sanitaria aziendale e per l’esercizio di funzioni dirigenziali di II livello