Elio varutti, la resistenza in italia, guerra civile e rinascita morale

Elio Varutti
Elio Varuttigià docente, Istituto Statale d'Istruzione Superiore "B. Stringher"
LA RESISTENZA IN ITALIA: GUERRA
CIVILE E RINASCITA MORALE.
CENNI LOCALI
CORSO SU
«LA STORIA DELLA DEPORTAZIONE»
U.T.E. “P. Naliato” di Udine, Lezione n. 9
Mercoledì 9 marzo 2022, ore 17
Prof. Elio Varutti, docente alla UTE di
Sociologia del Ricordo. Esodo giuliano dalmata
Vent’anni dopo la marcia su
Roma, nel novembre del ’43, al
congresso (primo e unico) del
Partito Repubblicano Fascista,
si registrano 70.000 iscritti,
frutto di convinzioni che
derivano sia dagli avvenimenti
correnti che per il ventennale
indottrinamento fascista. Il PNF
contava al 28 ottobre 1937,
2.152.240 iscritti. Le adesioni
nel 1943 sono state molte di più
verso la RSI che verso la
resistenza partigiana, che
contava a fine ’43 solo 15.000
componenti.
Dove sono moralità e etica?
La Resistenza italiana (anche detta Resistenza partigiana, o
semplicemente Resistenza, oppure Secondo Risorgimento) fu
l'insieme di movimenti politici e militari che in Italia, dopo
l'armistizio di Cassibile 3 settembre 1943, si opposero al
nazifascismo nell'ambito della guerra di liberazione italiana.
Roma 9 settembre 1943
«Tutto questo i ragazzi non lo sanno: o forse imparano,
su ignobili testi di storia messi in giro da vecchi arnesi
tornati in cattedra…»
«Era giunta l’ora di resistere, era giunta l’ora di
essere uomini: di morire da uomini, per vivere da
uomini».
Pietro Calamandrei
Firenze, 1889 – 1956
Poche ore dopo la comunicazione
radiofonica del maresciallo Badoglio e
a battaglia già in corso, il 9 settembre
1943, alle 16:30, a Roma, in via Carlo
Poma, sei esponenti politici dei partiti
antifascisti, usciti dalla clandestinità a
seguito del crollo del regime, si
riunirono e costituirono il Comitato di
Liberazione Nazionale (CLN), struttura
politico-militare che avrebbe
caratterizzato la Resistenza italiana
contro l'occupazione tedesca e le
forze collaborazioniste fasciste
della Repubblica di Salò in tutto il
periodo della guerra di liberazione.
I sei componenti erano Pietro
Nenni per il PSIUP, Giorgio
Amendola per il PCd’I, Ugo La
Malfa per il Partito d'Azione, Alcide De
Gasperi per la Democrazia
Cristiana, Meuccio
Ruini per Democrazia del
Lavoro e Alessandro Casati per
i liberali.
Bandiera del CLN
30-31.12.1943, i
partigiani uccisero
Oreste Millone,
farmacista e segretario
del fascio di Dronero, e
la sua compagna,
Anna Albenga. Due
giorni più tardi, la
reazione nazista delle
SS, con 400 uomini
Misero a ferro e fuoco
la cittadina
piemontese, bruciando
vari edifici e uccidendo
sul posto dieci
persone, di cui solo
quattro partigiani, gli
altri cittadini presi a
caso.
Vennero arrestati altri
quattordici cittadini, di
cui cinque furono
deportati a
Mauthausen
Al 30 aprile 1944, alcune fonti hanno calcolato che le forze della Resistenza
ammontassero ormai a 20 000-25 000 persone, considerando anche i GAP, i SAP e gli
ausiliari, con una massa combattente in montagna di circa 12.600 uomini e donne, di cui
9.000 al nord e 3.600 al centro-sud. I garibaldini erano ora la maggioranza ed erano
saliti a circa 5.800, con 3.500 autonomi, 2.600 giellisti e 700 cattolici.
Il numero di partigiani effettivi alla fine della guerra è tuttavia oggetto di dibattito. Una
stima governativa del 1947 quantifica in 223.639 il numero di combattenti e in 122.518 il
numero di individui accreditati come patrioti per la loro collaborazione alla lotta
partigiana.
T. H. Tiervo,
Elaborazione
cromatica digitale
su fotografia
dell’opera di
Luciano Ceschia,
di Tarcento,
intitolata ‘Trasporto
di un partigiano
ferito’, di inchiostro
su carta del 1950,
courtesy
dell’artista, 2021.
Susan Jacobs, Fighting with the
Enemy: New Zealand POWs and
the Italian Resistance, Auckland
(NZ), Penguin Books, 2003.
Tradotto nel 2006 da Mazzanti,
Venezia col titolo: Combattendo
col nemico. I prigionieri di guerra
neozelandesi e la Resistenza
italiana.
I soldati Neozelandesi – kiwi –
Jack Lang, Bob Smith e Ross
Greening (USA) per 3 mesi stanno
nascosti in una caverna a
Masarolis (Torreano, UD), aiutati
dai partigiani e dalla popolazione
locale. Jack Lang muore in NZ nel
2001. Ecco il libro della loro storia.
È stato calcolato che i Caduti nella Resistenza
italiana (in combattimento o eliminati dopo essere
finiti nelle mani dei nazifascisti), siano stati
complessivamente circa 44.700; altri 21.200
rimasero mutilati o invalidi. Fonte ANPI
Nel nostro Paese secondo l'Ufficio Storico dello
Stato Maggiore dell'Esercito i partigiani morti furono
più di 54mila: di questi, 17.488 erano militari e
37.288, civili. Alla cifra vanno aggiunti i partigiani
italiani morti nei Balcani, circa 9.249, soldati.
In tutto si tratta di meno dello 0,17 per cento della
popolazione (nel 1939, 40 milioni). Il maggior
numero di partigiani caduti veniva dal Veneto
(6.006).
Paola Del Din, dell’Associazione Partigiani
Osoppo di Udine Lapide dei fratelli Cervi
La Zona
d'operazioni del
Litorale adriatico
o OZAK
(acronimo di
Operationszone
Adriatisches
Küstenland) fu
una suddivisione
territoriale
comprendente le
province italiane
di Udine, Gorizia,
Trieste, Pola,
Fiume e Lubiana,
sottoposta alla
diretta
amministrazione
militare tedesca e
quindi di fatto
sottratta al
controllo della
RSI. Dal
settembre 1943.
Fotografia Di Piazza e Co., Esplosioni a Gemona del Friuli,
1945. Ente Regionale Patrimonio Culturale della Regione Friuli
Venezia Giulia (ERPAC).
Secondo le stime degli studiosi furono oltre 100.000 le italiane e gli italiani
che finirono, nei venti mesi successivi all’8 settembre 1943 oltre confine
come lavoratori civili coatti.
Considerando la cifra, pressoché uguale, di coloro che erano già in territorio
tedesco prima dell’8 settembre e che vi erano rimasti rinchiusi, si trattò a
quel punto di un numero consistente di oltre 200.000 «schiavi di Hitler».
Stazione di Udine, per
ricordare le donne
friulane che aiutarono i
deportati e gli ebrei nei
vagoni per Auschwitz.
Fernanda Revelant e Iris Bolzicco
Tolmino
Belluno
Biglietti dei deportati lanciati dai vagoni ferroviari
Terezín,
Giorgio Celiberti,
2020.
Il ghetto dei
bambini,
200mila morti nei
forni di Auschwitz
Via S. Martino, Udine
Pinzano 1943 - Donne aiutano i deportati. Ist. Provinc. per storia mov. liberaz. di PN
Udine, Porta Aquileia, 1945 – esito dei bombardamenti alleati
Cividale, Un caccia-carri di fabbricazione USA in piazza del Duomo, 2.5.1945. Da: E.
Accornero, G. Clemente, L. Favia (a cura di), 2 e 3 maggio 1945. Cividale liberata… e storia di un amore. Scatti
fotografici di Manlio Bront, Associazione per lo sviluppo degli studi storici ed artistici di Cividale del Friuli, 2009.
I cosacchi dell’Ucraina erano alleati dei nazifascisti. Con decine di tradotte furono
portati in Friuli – precisamente in Carnia – dalla Polonia, dove Hitler li aveva usati
nella repressione contro la breve resistenza polacca. In Friuli Hitler aveva
promesso per loro una nuova terra: “Kosakenland in Nord Italien”. Loro gli avevano
creduto! Del resto le autorità tedesche non li descrivono come truppe combattenti,
dato che tutto sommato, alcuni di loro indossavano la divisa delle Waffen SS, ma
come “profughi cosacchi”, visto che girano con famiglie, con i carriaggi pieni di
masserizie e pure dei cammelli.
Cosacchi a Mena di
Cavazzo Carnico (UD)
Collezione Nevio Candolini
Squadra femminile della TODT al lavoro sul trincerone anticarro di Baldasseria, 1945. Si
riconoscono Leony Talotti (1926-2014), terza in basso, da destra e Teresa Novelli Marioni, seconda
a sinistra in alto. (Collezione Monica Secco, Udine)
Brani scelti: PIERO CALAMANDREI,
Discorso sulla Costituzione, 1955.
È così bello, è così comodo: la libertà c'è. Si vive in regime di libertà,
c'è altre cose da fare che interessarsi alla politica. E lo so anch'io! Il
mondo è così bello, ci sono tante cose belle da vedere, da godere,
oltre che occuparsi di politica. La politica non è una piacevole cosa.
Però la libertà è come l'aria: ci si accorge di quanto vale quando
comincia a mancare, quando si sente quel senso di asfissia che gli
uomini della mia generazione hanno sentito per vent'anni, e che io
auguro a voi, giovani, di non sentire mai.
E vi auguro di non trovarvi mai a sentire questo senso di angoscia, in
quanto vi auguro di riuscire a creare voi le condizioni perché questo
senso di angoscia non lo dobbiate provare mai, ricordandovi ogni
giorno che sulla libertà bisogna vigilare, dando il proprio contributo
alla vita politica.
Gemona, 3 maggio 1945
- davanti al comando
provvisorio partigiano, ex
caserma della Milizia, in
Via XX Settembre.
Febbrili trattative tra il
maggiore Tommy
Macpherson, dalla
torretta del blindato e un
capitano jugoslavo del IX
Korpus, salitogli accanto.
Il maggiore scozzese ha
la meglio, scacciando i
titini, che volevano
annettere Gemona del
Friuli alla Jugoslavia.
Libro del 2007
Segnaletica inglese in piazzale XXVI luglio. A Udine e nei comuni limitrofi rimangono
in stanza truppe alleate fino al 1947 sotto giurisdizione dell‘Allied Military Govern.
Elio Morpurgo (1858-1944), sindaco ebreo di Udine, ebbe una carriera politica
brillante: deputato e sottosegretario nei governi liberali dell'epoca. Durante la
Prima guerra mondiale si dedicò all'assistenza ai profughi e, nel dopoguerra, alla
ricostruzione. Grande benefattore, insieme alla moglie, si fece apprezzare per
competenza e probità. Tradito dalle leggi razziali fasciste, con l’arrivo dei tedeschi
finì tragicamente la sua vita: vecchio, malato e quasi cieco venne trascinato fuori
dall’ospedale di Udine e caricato su un convoglio per Auschwitz. Morì durante il
viaggio in Carinzia. Vedi: Valerio Marchi, Il sindaco ebreo. Elio Morpurgo in Friuli
tra Otto e Novecento, 2014.
Alesso di Trasaghis (UD), 2022 - festa dei coscritti
FINE
1 sur 26

Recommandé

Ebrei a udine sud, 2017 par
Ebrei a udine sud, 2017Ebrei a udine sud, 2017
Ebrei a udine sud, 2017Elio Varutti
411 vues20 diapositives
Don Janni Sabucco, vessato dai titini, esule da Fiume a Pisa, 1948 par
Don Janni Sabucco, vessato dai titini, esule da Fiume a Pisa, 1948Don Janni Sabucco, vessato dai titini, esule da Fiume a Pisa, 1948
Don Janni Sabucco, vessato dai titini, esule da Fiume a Pisa, 1948Elio Varutti
444 vues17 diapositives
Le Tabacchine istriane esuli al Centro Profughi di Firenze par
Le Tabacchine istriane esuli al Centro Profughi di FirenzeLe Tabacchine istriane esuli al Centro Profughi di Firenze
Le Tabacchine istriane esuli al Centro Profughi di FirenzeElio Varutti
1K vues54 diapositives
Centro raccolta profughi di Laterina e quello di Udine par
Centro raccolta profughi di Laterina e quello di UdineCentro raccolta profughi di Laterina e quello di Udine
Centro raccolta profughi di Laterina e quello di UdineElio Varutti
531 vues34 diapositives
Insegnare l'esodo giuliano dalmata. Centri Raccolta Profughi in Toscana, 1945... par
Insegnare l'esodo giuliano dalmata. Centri Raccolta Profughi in Toscana, 1945...Insegnare l'esodo giuliano dalmata. Centri Raccolta Profughi in Toscana, 1945...
Insegnare l'esodo giuliano dalmata. Centri Raccolta Profughi in Toscana, 1945...Elio Varutti
1.1K vues51 diapositives
Ebrei di fiume transitati a Udine per Auschwitz, 1944-'45 par
Ebrei di fiume transitati a Udine per Auschwitz, 1944-'45Ebrei di fiume transitati a Udine per Auschwitz, 1944-'45
Ebrei di fiume transitati a Udine per Auschwitz, 1944-'45Elio Varutti
517 vues29 diapositives

Contenu connexe

Tendances

Il villaggio giuliano di S. Giorgio di Nogaro (Ud), 1950 par
Il villaggio giuliano di S. Giorgio di Nogaro (Ud), 1950Il villaggio giuliano di S. Giorgio di Nogaro (Ud), 1950
Il villaggio giuliano di S. Giorgio di Nogaro (Ud), 1950Elio Varutti
438 vues21 diapositives
Omaggio ad Arturo Zardini, cantore del Friuli par
Omaggio ad Arturo Zardini, cantore del FriuliOmaggio ad Arturo Zardini, cantore del Friuli
Omaggio ad Arturo Zardini, cantore del FriuliElio Varutti
1.5K vues36 diapositives
Itinerario giuliano a Udine, 2013 par
Itinerario giuliano a Udine, 2013Itinerario giuliano a Udine, 2013
Itinerario giuliano a Udine, 2013Elio Varutti
2.4K vues30 diapositives
Feminis tal forest_donne all'estero_elio varutti_istituto stringher udine par
Feminis tal forest_donne all'estero_elio varutti_istituto stringher udineFeminis tal forest_donne all'estero_elio varutti_istituto stringher udine
Feminis tal forest_donne all'estero_elio varutti_istituto stringher udineElio Varutti
1.8K vues48 diapositives
Memoriale dei 4 alpini fusilâts_Istituto Stringher_Udine_elio varutti par
Memoriale dei 4 alpini fusilâts_Istituto Stringher_Udine_elio varuttiMemoriale dei 4 alpini fusilâts_Istituto Stringher_Udine_elio varutti
Memoriale dei 4 alpini fusilâts_Istituto Stringher_Udine_elio varuttiElio Varutti
1.1K vues14 diapositives
Foibe- una mostra online curata dall'ANED par
Foibe- una mostra online curata dall'ANEDFoibe- una mostra online curata dall'ANED
Foibe- una mostra online curata dall'ANEDAdriana Paltrinieri
824 vues10 diapositives

Tendances(20)

Il villaggio giuliano di S. Giorgio di Nogaro (Ud), 1950 par Elio Varutti
Il villaggio giuliano di S. Giorgio di Nogaro (Ud), 1950Il villaggio giuliano di S. Giorgio di Nogaro (Ud), 1950
Il villaggio giuliano di S. Giorgio di Nogaro (Ud), 1950
Elio Varutti438 vues
Omaggio ad Arturo Zardini, cantore del Friuli par Elio Varutti
Omaggio ad Arturo Zardini, cantore del FriuliOmaggio ad Arturo Zardini, cantore del Friuli
Omaggio ad Arturo Zardini, cantore del Friuli
Elio Varutti1.5K vues
Itinerario giuliano a Udine, 2013 par Elio Varutti
Itinerario giuliano a Udine, 2013Itinerario giuliano a Udine, 2013
Itinerario giuliano a Udine, 2013
Elio Varutti2.4K vues
Feminis tal forest_donne all'estero_elio varutti_istituto stringher udine par Elio Varutti
Feminis tal forest_donne all'estero_elio varutti_istituto stringher udineFeminis tal forest_donne all'estero_elio varutti_istituto stringher udine
Feminis tal forest_donne all'estero_elio varutti_istituto stringher udine
Elio Varutti1.8K vues
Memoriale dei 4 alpini fusilâts_Istituto Stringher_Udine_elio varutti par Elio Varutti
Memoriale dei 4 alpini fusilâts_Istituto Stringher_Udine_elio varuttiMemoriale dei 4 alpini fusilâts_Istituto Stringher_Udine_elio varutti
Memoriale dei 4 alpini fusilâts_Istituto Stringher_Udine_elio varutti
Elio Varutti1.1K vues
Lettere di condannati a morte della resistenza italiana par Paolo Pascucci
Lettere di condannati a morte della resistenza italianaLettere di condannati a morte della resistenza italiana
Lettere di condannati a morte della resistenza italiana
Paolo Pascucci2.3K vues
25 aprile liberazione d'italia.2 ppt par esterbesusso
25 aprile liberazione d'italia.2 ppt25 aprile liberazione d'italia.2 ppt
25 aprile liberazione d'italia.2 ppt
esterbesusso1.9K vues

Similaire à Elio varutti, la resistenza in italia, guerra civile e rinascita morale

Italia1943 1945- par
Italia1943 1945-Italia1943 1945-
Italia1943 1945-Valeria Serraino
85 vues43 diapositives
Slide tesi sulle foibe par
Slide tesi sulle foibeSlide tesi sulle foibe
Slide tesi sulle foibeSASSARI Milani
2.6K vues26 diapositives
Liberazione e costituzione repubblicana. Contributi per una rilettura par
Liberazione e costituzione repubblicana. Contributi per una riletturaLiberazione e costituzione repubblicana. Contributi per una rilettura
Liberazione e costituzione repubblicana. Contributi per una riletturaINSMLI
2.3K vues10 diapositives
Presentazione finale medie corretta par
Presentazione finale medie correttaPresentazione finale medie corretta
Presentazione finale medie correttaistituto manzoni
306 vues68 diapositives
La risiera di san sabba par
La risiera di san sabbaLa risiera di san sabba
La risiera di san sabbatreccia1
359 vues8 diapositives
Esperienza e memoria par
Esperienza e memoria  Esperienza e memoria
Esperienza e memoria daniela1964
789 vues46 diapositives

Similaire à Elio varutti, la resistenza in italia, guerra civile e rinascita morale(20)

Liberazione e costituzione repubblicana. Contributi per una rilettura par INSMLI
Liberazione e costituzione repubblicana. Contributi per una riletturaLiberazione e costituzione repubblicana. Contributi per una rilettura
Liberazione e costituzione repubblicana. Contributi per una rilettura
INSMLI2.3K vues
La risiera di san sabba par treccia1
La risiera di san sabbaLa risiera di san sabba
La risiera di san sabba
treccia1359 vues
Esperienza e memoria par daniela1964
Esperienza e memoria  Esperienza e memoria
Esperienza e memoria
daniela1964789 vues
La Resistenza vista dal mezzogiorno par INSMLI
La Resistenza vista dal mezzogiornoLa Resistenza vista dal mezzogiorno
La Resistenza vista dal mezzogiorno
INSMLI2.5K vues
1 maggio 1947. La ricostruzione dell'evento par INSMLI
1 maggio 1947. La ricostruzione dell'evento1 maggio 1947. La ricostruzione dell'evento
1 maggio 1947. La ricostruzione dell'evento
INSMLI1.4K vues
Ero diverso: ufficiale ed ebreo (di Silvio Ortona) par INSMLI
Ero diverso: ufficiale ed ebreo (di Silvio Ortona)Ero diverso: ufficiale ed ebreo (di Silvio Ortona)
Ero diverso: ufficiale ed ebreo (di Silvio Ortona)
INSMLI506 vues
Seconda Guerra Mondiale by Lucia Gangale par reportages1
Seconda Guerra Mondiale by Lucia GangaleSeconda Guerra Mondiale by Lucia Gangale
Seconda Guerra Mondiale by Lucia Gangale
reportages112.2K vues
La lotta partigiana in Italia par MIUR
La lotta partigiana in ItaliaLa lotta partigiana in Italia
La lotta partigiana in Italia
MIUR5K vues
Libere di votare. La Resistenza delle donne e le lotte per il suffragio par Daniel Degli Esposti
Libere di votare. La Resistenza delle donne e le lotte per il suffragioLibere di votare. La Resistenza delle donne e le lotte per il suffragio
Libere di votare. La Resistenza delle donne e le lotte per il suffragio
*us13014 Una finestra aperta su par articolo9
*us13014 Una finestra aperta su*us13014 Una finestra aperta su
*us13014 Una finestra aperta su
articolo91.1K vues
Dal fascismo alla Resistenza par frantex
Dal fascismo alla ResistenzaDal fascismo alla Resistenza
Dal fascismo alla Resistenza
frantex2.2K vues
Note articolo - Il 68 "rivoluzionario" nelle scuole legnanesi - di G. Marazzini par Diario Legnanese
Note articolo - Il 68 "rivoluzionario" nelle scuole legnanesi - di G. MarazziniNote articolo - Il 68 "rivoluzionario" nelle scuole legnanesi - di G. Marazzini
Note articolo - Il 68 "rivoluzionario" nelle scuole legnanesi - di G. Marazzini
Diario Legnanese270 vues

Elio varutti, la resistenza in italia, guerra civile e rinascita morale

  • 1. LA RESISTENZA IN ITALIA: GUERRA CIVILE E RINASCITA MORALE. CENNI LOCALI CORSO SU «LA STORIA DELLA DEPORTAZIONE» U.T.E. “P. Naliato” di Udine, Lezione n. 9 Mercoledì 9 marzo 2022, ore 17 Prof. Elio Varutti, docente alla UTE di Sociologia del Ricordo. Esodo giuliano dalmata
  • 2. Vent’anni dopo la marcia su Roma, nel novembre del ’43, al congresso (primo e unico) del Partito Repubblicano Fascista, si registrano 70.000 iscritti, frutto di convinzioni che derivano sia dagli avvenimenti correnti che per il ventennale indottrinamento fascista. Il PNF contava al 28 ottobre 1937, 2.152.240 iscritti. Le adesioni nel 1943 sono state molte di più verso la RSI che verso la resistenza partigiana, che contava a fine ’43 solo 15.000 componenti. Dove sono moralità e etica?
  • 3. La Resistenza italiana (anche detta Resistenza partigiana, o semplicemente Resistenza, oppure Secondo Risorgimento) fu l'insieme di movimenti politici e militari che in Italia, dopo l'armistizio di Cassibile 3 settembre 1943, si opposero al nazifascismo nell'ambito della guerra di liberazione italiana. Roma 9 settembre 1943
  • 4. «Tutto questo i ragazzi non lo sanno: o forse imparano, su ignobili testi di storia messi in giro da vecchi arnesi tornati in cattedra…» «Era giunta l’ora di resistere, era giunta l’ora di essere uomini: di morire da uomini, per vivere da uomini». Pietro Calamandrei Firenze, 1889 – 1956
  • 5. Poche ore dopo la comunicazione radiofonica del maresciallo Badoglio e a battaglia già in corso, il 9 settembre 1943, alle 16:30, a Roma, in via Carlo Poma, sei esponenti politici dei partiti antifascisti, usciti dalla clandestinità a seguito del crollo del regime, si riunirono e costituirono il Comitato di Liberazione Nazionale (CLN), struttura politico-militare che avrebbe caratterizzato la Resistenza italiana contro l'occupazione tedesca e le forze collaborazioniste fasciste della Repubblica di Salò in tutto il periodo della guerra di liberazione. I sei componenti erano Pietro Nenni per il PSIUP, Giorgio Amendola per il PCd’I, Ugo La Malfa per il Partito d'Azione, Alcide De Gasperi per la Democrazia Cristiana, Meuccio Ruini per Democrazia del Lavoro e Alessandro Casati per i liberali. Bandiera del CLN
  • 6. 30-31.12.1943, i partigiani uccisero Oreste Millone, farmacista e segretario del fascio di Dronero, e la sua compagna, Anna Albenga. Due giorni più tardi, la reazione nazista delle SS, con 400 uomini Misero a ferro e fuoco la cittadina piemontese, bruciando vari edifici e uccidendo sul posto dieci persone, di cui solo quattro partigiani, gli altri cittadini presi a caso. Vennero arrestati altri quattordici cittadini, di cui cinque furono deportati a Mauthausen
  • 7. Al 30 aprile 1944, alcune fonti hanno calcolato che le forze della Resistenza ammontassero ormai a 20 000-25 000 persone, considerando anche i GAP, i SAP e gli ausiliari, con una massa combattente in montagna di circa 12.600 uomini e donne, di cui 9.000 al nord e 3.600 al centro-sud. I garibaldini erano ora la maggioranza ed erano saliti a circa 5.800, con 3.500 autonomi, 2.600 giellisti e 700 cattolici. Il numero di partigiani effettivi alla fine della guerra è tuttavia oggetto di dibattito. Una stima governativa del 1947 quantifica in 223.639 il numero di combattenti e in 122.518 il numero di individui accreditati come patrioti per la loro collaborazione alla lotta partigiana. T. H. Tiervo, Elaborazione cromatica digitale su fotografia dell’opera di Luciano Ceschia, di Tarcento, intitolata ‘Trasporto di un partigiano ferito’, di inchiostro su carta del 1950, courtesy dell’artista, 2021.
  • 8. Susan Jacobs, Fighting with the Enemy: New Zealand POWs and the Italian Resistance, Auckland (NZ), Penguin Books, 2003. Tradotto nel 2006 da Mazzanti, Venezia col titolo: Combattendo col nemico. I prigionieri di guerra neozelandesi e la Resistenza italiana. I soldati Neozelandesi – kiwi – Jack Lang, Bob Smith e Ross Greening (USA) per 3 mesi stanno nascosti in una caverna a Masarolis (Torreano, UD), aiutati dai partigiani e dalla popolazione locale. Jack Lang muore in NZ nel 2001. Ecco il libro della loro storia.
  • 9. È stato calcolato che i Caduti nella Resistenza italiana (in combattimento o eliminati dopo essere finiti nelle mani dei nazifascisti), siano stati complessivamente circa 44.700; altri 21.200 rimasero mutilati o invalidi. Fonte ANPI Nel nostro Paese secondo l'Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell'Esercito i partigiani morti furono più di 54mila: di questi, 17.488 erano militari e 37.288, civili. Alla cifra vanno aggiunti i partigiani italiani morti nei Balcani, circa 9.249, soldati. In tutto si tratta di meno dello 0,17 per cento della popolazione (nel 1939, 40 milioni). Il maggior numero di partigiani caduti veniva dal Veneto (6.006).
  • 10. Paola Del Din, dell’Associazione Partigiani Osoppo di Udine Lapide dei fratelli Cervi
  • 11. La Zona d'operazioni del Litorale adriatico o OZAK (acronimo di Operationszone Adriatisches Küstenland) fu una suddivisione territoriale comprendente le province italiane di Udine, Gorizia, Trieste, Pola, Fiume e Lubiana, sottoposta alla diretta amministrazione militare tedesca e quindi di fatto sottratta al controllo della RSI. Dal settembre 1943.
  • 12. Fotografia Di Piazza e Co., Esplosioni a Gemona del Friuli, 1945. Ente Regionale Patrimonio Culturale della Regione Friuli Venezia Giulia (ERPAC).
  • 13. Secondo le stime degli studiosi furono oltre 100.000 le italiane e gli italiani che finirono, nei venti mesi successivi all’8 settembre 1943 oltre confine come lavoratori civili coatti. Considerando la cifra, pressoché uguale, di coloro che erano già in territorio tedesco prima dell’8 settembre e che vi erano rimasti rinchiusi, si trattò a quel punto di un numero consistente di oltre 200.000 «schiavi di Hitler».
  • 14. Stazione di Udine, per ricordare le donne friulane che aiutarono i deportati e gli ebrei nei vagoni per Auschwitz. Fernanda Revelant e Iris Bolzicco
  • 15. Tolmino Belluno Biglietti dei deportati lanciati dai vagoni ferroviari
  • 16. Terezín, Giorgio Celiberti, 2020. Il ghetto dei bambini, 200mila morti nei forni di Auschwitz Via S. Martino, Udine
  • 17. Pinzano 1943 - Donne aiutano i deportati. Ist. Provinc. per storia mov. liberaz. di PN
  • 18. Udine, Porta Aquileia, 1945 – esito dei bombardamenti alleati
  • 19. Cividale, Un caccia-carri di fabbricazione USA in piazza del Duomo, 2.5.1945. Da: E. Accornero, G. Clemente, L. Favia (a cura di), 2 e 3 maggio 1945. Cividale liberata… e storia di un amore. Scatti fotografici di Manlio Bront, Associazione per lo sviluppo degli studi storici ed artistici di Cividale del Friuli, 2009.
  • 20. I cosacchi dell’Ucraina erano alleati dei nazifascisti. Con decine di tradotte furono portati in Friuli – precisamente in Carnia – dalla Polonia, dove Hitler li aveva usati nella repressione contro la breve resistenza polacca. In Friuli Hitler aveva promesso per loro una nuova terra: “Kosakenland in Nord Italien”. Loro gli avevano creduto! Del resto le autorità tedesche non li descrivono come truppe combattenti, dato che tutto sommato, alcuni di loro indossavano la divisa delle Waffen SS, ma come “profughi cosacchi”, visto che girano con famiglie, con i carriaggi pieni di masserizie e pure dei cammelli. Cosacchi a Mena di Cavazzo Carnico (UD) Collezione Nevio Candolini
  • 21. Squadra femminile della TODT al lavoro sul trincerone anticarro di Baldasseria, 1945. Si riconoscono Leony Talotti (1926-2014), terza in basso, da destra e Teresa Novelli Marioni, seconda a sinistra in alto. (Collezione Monica Secco, Udine)
  • 22. Brani scelti: PIERO CALAMANDREI, Discorso sulla Costituzione, 1955. È così bello, è così comodo: la libertà c'è. Si vive in regime di libertà, c'è altre cose da fare che interessarsi alla politica. E lo so anch'io! Il mondo è così bello, ci sono tante cose belle da vedere, da godere, oltre che occuparsi di politica. La politica non è una piacevole cosa. Però la libertà è come l'aria: ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare, quando si sente quel senso di asfissia che gli uomini della mia generazione hanno sentito per vent'anni, e che io auguro a voi, giovani, di non sentire mai. E vi auguro di non trovarvi mai a sentire questo senso di angoscia, in quanto vi auguro di riuscire a creare voi le condizioni perché questo senso di angoscia non lo dobbiate provare mai, ricordandovi ogni giorno che sulla libertà bisogna vigilare, dando il proprio contributo alla vita politica.
  • 23. Gemona, 3 maggio 1945 - davanti al comando provvisorio partigiano, ex caserma della Milizia, in Via XX Settembre. Febbrili trattative tra il maggiore Tommy Macpherson, dalla torretta del blindato e un capitano jugoslavo del IX Korpus, salitogli accanto. Il maggiore scozzese ha la meglio, scacciando i titini, che volevano annettere Gemona del Friuli alla Jugoslavia. Libro del 2007
  • 24. Segnaletica inglese in piazzale XXVI luglio. A Udine e nei comuni limitrofi rimangono in stanza truppe alleate fino al 1947 sotto giurisdizione dell‘Allied Military Govern.
  • 25. Elio Morpurgo (1858-1944), sindaco ebreo di Udine, ebbe una carriera politica brillante: deputato e sottosegretario nei governi liberali dell'epoca. Durante la Prima guerra mondiale si dedicò all'assistenza ai profughi e, nel dopoguerra, alla ricostruzione. Grande benefattore, insieme alla moglie, si fece apprezzare per competenza e probità. Tradito dalle leggi razziali fasciste, con l’arrivo dei tedeschi finì tragicamente la sua vita: vecchio, malato e quasi cieco venne trascinato fuori dall’ospedale di Udine e caricato su un convoglio per Auschwitz. Morì durante il viaggio in Carinzia. Vedi: Valerio Marchi, Il sindaco ebreo. Elio Morpurgo in Friuli tra Otto e Novecento, 2014.
  • 26. Alesso di Trasaghis (UD), 2022 - festa dei coscritti FINE