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Progetto musicoterapia 1

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Progetto musicoterapia 1

  1. 1. 1 PRIMA PARTE: TEORIA SECONDA PARTE:ESERCIZI
  2. 2. PRIMA PARTE: TEORIA Musicoterapia Il termine indica l'uso dell'espressione musicale (in quanto forma di comunicazione non verbale) e/o dei singoli elementi musicali ‒ suono, ritmo, melodia e armonia ‒ a scopo terapeutico, volto al ristabilimento, mantenimento e miglioramento della salute mentale e fisica dell'individuo. Si distinguono due procedimenti fondamentali, che spesso risultano in stretto rapporto fra loro: uno recettivo, consistente nell'ascolto di messaggi sonori, ritmici e musicali; uno attivo, consistente nel fare concretamente musica, nell'accezione più ampia, utilizzando strumenti musicali, oggetti, parti del corpo. Fin dalla vita prenatale, il feto avverte costantemente il ritmico battere del cuore e la ciclicità del respiro materno. La musica, dunque, svolge una funzione importante nell'esistenza umana. Pitagora propose per primo una forma di musicoterapia atta a modificare gli stati d'animo e a riarmonizzare la personalità dell'individuo. Anche Platone riconobbe sia alla musica sia alla danza importanti qualità terapeutiche. In epoche più recenti, numerosi episodi hanno messo in luce come la musica possa significare molto dal punto di vista terapeutico. J.S. Bach, per es., compose le variazioni Goldberg con lo scopo di risolvere i problemi d'ansia e d'insonnia del nobile K. von Keyserling. Filippo V, re di Spagna, uscì da una profonda depressione grazie all'intervento del cantante italiano C. Broschi, detto il Farinello (o Farinelli), che cantò per lui arie inizialmente un po' melanconiche e sentimentali, e poi via via sempre più vitali e gaie. Egli anticipò in questo modo quello che è forse il cardine del processo terapico della musica, vale a dire il principio di identità sonora, teorizzato alcuni anni or sono da R. Benenzon, ma che già Pitagora aveva individuato quando affermava, sostanzialmente, che la musica triste guarisce le persone tristi e la musica stimolante guarisce le persone agitate e nervose. La moderna musicoterapia nasce da un importante incontro tra il teologo, filosofo, medico e psicoterapeuta viennese F.A. Mesmer, autore della Dissertatio physico-medica de planetarum influxu (1766) e W.A. Mozart. Mesmer, vedendo la gente entrare quasi in trance durante l'ascolto delle composizioni di Mozart, iniziò a utilizzarle per le sue sedute di ipnosi individuali e collettive. Da parte sua, il compositore salisburghese, affascinato dal carisma e dalle capacità terapeutiche di Mesmer, lo citò in due opere: Così fan tutte (1790) e Il flauto magico (1791). Risulta così che, nei secoli, la musicoterapia sia sempre stata una terapia d'ascolto, nel senso che l'ammalato veniva curato tramite musiche suonate, cantate o anche ballate appositamente per lui, come nel tarantismo, tecnica coreutico-musicale di catarsi da crisi psichiche, in cui una danzatrice impersona la 'tarantata'. Come la farmacoterapia è la terapia che cura la salute fisica e mentale dell'individuo attraverso l'uso di farmaci, analogamente la musicoterapia tende a curare i problemi fisici, psichici e mentali con l'impiego di suoni e di brani musicali. Attualmente, la musica viene proposta come terapia o come sostegno anche nei casi di malattie mentali e fisiche sempre più gravi e complesse, quali i disturbi psichiatrici (psicosi, schizofrenia, autismo), o nei problemi di handicap e nelle sindromi di Down, ma anche negli stati di coma, nei tumori e per gli ammalati di AIDS (in questi casi impiegando soprattutto le visualizzazioni e/o la musicoterapia immaginativa). Sulla base 2
  3. 3. delle indicazioni teoriche e pratiche di molti musicoterapeuti, ma soprattutto di Benenzon, fondatore del primo corso universitario a Buenos Aires, la musicoterapia, negli anni Ottanta e Novanta del 20° secolo, ha sempre più abbracciato l'indirizzo terapeutico attivo, che prevede l'insegnamento o semplicemente l'uso di strumenti musicali, della voce, del canto, del movimento e della gestualità, al fine di ottenere miglioramenti nei soggetti psicotici oppure nei portatori di handicap psicofisici più o meno gravi. Essa assume un ruolo principalmente educativo, riabilitativo e socializzante, e si propone di aprire canali di comunicazione più ricchi ed efficaci con il mondo della psicosi, con la realtà degli handicappati e dei Down. Insegnando loro a usare non solo la musica, ma anche il suono, il ritmo, la gestualità, la motricità e l'espressione, ci si pone l'obiettivo di un recupero neuropsicologico delle funzioni sensomotorie e di un migliore adattamento e una maggiore autonomia sociale. Si cerca, dunque, tramite l'uso degli elementi musicali, di soddisfare quei bisogni fisici, emozionali, psichici e mentali, che spesso rimangono inappagati. A ciò si è giunti dopo una lunga serie di studi (iniziati verso la metà dell'Ottocento), effettuati per verificare gli effetti della musica sugli aspetti fisici e psicologici dell'individuo: dalle modificazioni della circolazione sanguigna a quelle del ritmo respiratorio e cardiaco, al riflesso psicogalvanico, e così via, fino alle diverse risposte a test di personalità ottenute ascoltando musiche diverse. A questo proposito, vanno ricordati gli sforzi di sistemazione organica di una materia già tanto complessa e articolata. Tra essi meritano particolare rilievo gli studi e le teorizzazioni di B. Callieri e di A. Petiziol (1962). Attualmente si può così distinguere la musicoterapia attiva e quella d'ascolto o ricettiva. La prima è un'attività clinica che, sviluppando una relazione non verbale tra terapeuta e paziente attraverso la comunicazione corporeo-sonoro-musicale, cerca di andare incontro alle necessità fisiche e psichiche del paziente. In questi casi, il musicoterapeuta è anche un musicista che opera nell'ambito di una équipe costituita generalmente, dal medico psichiatra, dallo psicologo clinico, dall'assistente sociale e dall'infermiere. Insegnanti di musica, preparati anche dal punto di vista medico e psicologico, possono avviare i pazienti all'uso di diversi strumenti musicali, a volte costruiti appositamente a seconda della patologia e delle menomazioni sulla base del metodo messo a punto da C. Orff. I soggetti vivono, così, con minori difficoltà nell'ambiente sociale che li circonda, si sentono più valorizzati, apprezzati e sicuri di sé; sono meno isolati e possono superare handicap dovuti a malformazioni e atrofie da disuso. La maggioranza delle scuole attualmente esistenti abbraccia questo indirizzo teorico. La musicoterapia d'ascolto o ricettiva non implica necessariamente la presenza di un musicista nell'eventuale équipe, ma è comunque indispensabile quella di un musicologo o di un esperto che conosca bene i vari generi musicali, dalla musica classica (in particolare quella sinfonica) a quella jazz, fino all'ambient music e alla world music, e alla musica naturale (P. Hübner). Secondo questo indirizzo, il 'musicale' diviene l'oggetto intermediario e mediatore della relazione terapeuta-paziente. Tale approccio, adatto anche in tutti i casi in cui viene applicato quello attivo, prevede l'ascolto di brani musicali che possono suscitare sentimenti ed emozioni, utilizzati poi dall'équipe per sondare il mondo inconscio dei pazienti, in modo da ridare loro una maggiore consapevolezza di sé e del mondo che li circonda. La musicoterapia d'ascolto, infatti, stimola l'immaginazione, la socializzazione e può aiutare a scaricare ansia e aggressività. Se l'ascolto della musica è accompagnato anche da tecniche di rilassamento e dall'impiego di visualizzazioni e immagini mentali simboliche, si entra nella particolare forma di musicoterapia d'ascolto definita immaginativa (Carrozzini 1991). La musicoterapia immaginativa sfrutta il grande potere suggestivo e immaginativo della musica. È particolarmente indicata nel caso dei 3
  4. 4. disturbi nevrotici (ma non esclude applicazioni in ambito psicotico e nell'handicap), e può facilmente rientrare in un programma psicoterapeutico anche a indirizzo analitico, poiché favorisce la mobilitazione del mondo affettivo e l'esplorazione delle dinamiche inconsce, oltre a stimolare la creatività e ad agevolare uno stato di rilassamento psicofisico. La percezione,la conoscenza del proprio corpo e movimento sono per tutta la vita in stretta relazione con le nostre attività mentali, emotive, relazionali: già nel corso della prima infanzia motricità e psichismo sono strettamente collegati, nonché due aspetti indissociabili di una stessa organizzazione. Nella personalità sana il livello mentale e quello fisico cooperano per promuovere il benessere mentre nella personalità disturbata ci sono zone di sensazioni e di comportamento in cui questi livelli di funzionamento (o aspetti di personalità ) sono in conflitto. Noi siamo il corpo e il corpo è noi, possiamo affermare che è il nostro modo di essere nel mondo. Operando in ambito musicoterapico è naturale ed efficace prolungare il percorso conoscenza-espressione dal corpo alla voce; esplorare, conoscere, esprimersi attraverso il corpo e la voce non può prescindere da due tappe fondamentali di questo percorso: il respiro ed il silenzio. La coscienza del respiro e del ritmo respiratorio diventa essenziale, è il primo passo per far nascere un movimento naturale e organico che coinvolga tutto il corpo. Respiro e silenzio, opportunamente esplorati, potenziano la qualità espressiva del corpo attraverso lo strumento che più ci caratterizza: la voce. Nel momento in cui la voce nasce, prima ancora di manifestarsi come linguaggio, si afferma come grido di presenza, come volontà di dire e riconoscere la propria esistenza. Il gesto fisico e l’emissione vocale accrescono nel complesso il livello espressivo dell’individuo,quindi “corpo per capire quello che sono e voce per capire come sono: da ciò che si è a come si è”. Il singolo, all’interno del gruppo, concentrandosi sui propri limiti fisici e le proprie caratteristiche riscopre la propria differenza, individualità, unicità. Si tratta di un lavoro su se stessi, differenziando gli atteggiamenti “naturali “ e “ culturali”, allontanando le inflessioni e i condizionamenti sociali. In genere si ritiene che la musica sia un ottimo canale di comunicazione per i bambini autistici. Questa affermazione risulta vera solo in parte perché molti bambini autistici trovano la musica fastidiosa. Alcuni riescono ad ascoltarla solo a con il volume basso e per poco tempo, altri si tappano le orecchie. Anche con gli strumenti musicali risulta essere alquanto incerto l’intervento perché spesso il bambino autistico lo considera un giocattolo e non un produttore di suoni e musica. Una esempio classico è quello della tastiera musicale (keyboard) dove con una molteplicità di suoni, ritmi e musiche a disposizione, il bambino è attratto più dalle lucette e dai tasti elettronici. È compito del musicoterapista infondere nel bambino autistico il piacere della musica e del canto. Secondo una teoria molto comune per fare questo è di aiuto l’anamnesi musicale del bambino,come,ad esempio, la musica che ascoltava la mamma, quella che ascoltava in gravidanza .I genitori non riescono a fornire dati completi sull’anamnesi musicale. Sedersi ad un pianoforte (tastiera) con un bambino è il primo approccio che preferisco, salvo casi eccezionali. Il bambino si siede accanto e poggia le dita sul pianoforte (tastiera) e produce suoni, in qualunque modo: pigiando, percuotendo o solo appoggiando le dita. Molti preferiscono strumenti a percussione, ma anche gli strumenti a percussione non producono nel bambino il piacere del suono delle dita su un 4
  5. 5. pianoforte. Fatta eccezione per la batteria e la chitarra che sono gli strumenti che attirano di più i bambini. Purtroppo però anche i quelli più difficili da utilizzare, la batteria per i costi e il troppo rumore, la chitarra per la difficoltà di esecuzione. In un primo momento si incomincia suonando e cantando, scegliendo tra le canzoni del proprio repertorio e molte altre tra le canzoni più note. Devono avere strofe e ritornelli semplici e anche ripetitivi così da attirare l’attenzione del bambino. In un secondo momento lasciar libera la fantasia e comporre canzoni adattate alla situazione, alle azioni, al bambino. CAMPI DI APPLICAZIONE. Gli ambiti di intervento della musicoterapia sono molteplici e riguardano per lo più le aree della neurologia e della psichiatria, come ad esempio l'autismo infantile, il ritardo mentale, e sindromi varie. Modalità. Le sedute di musicoterapia si svolgono individualmente o in gruppo, a seconda delle patologie e delle indicazioni mediche. Trattamento di gruppo. La musicoterapia di gruppo rappresenta la possibilità di manifestare sé stessi esprimendo le emozioni attraverso il non-verbale; fornisce una gratificazione attraverso il piacere di produrre sonorità per sé e per gli altri. Le dinamiche di gruppo favoriscono la motivazione, la comunicazione, l'interazione e la socializzazione. Trattamento individuale. In base agli specifici problemi dei pazienti, vengono utilizzate differenti modalità comunicative, disposizioni fisiche dello strumentario nel setting e diverse tipologie di strumenti. Il rilassamento in musicoterapia. Il rilassamento in musicoterapia si struttura attraverso esercizi di respirazione associati all'utilizzo della vocalità. Tali esercizi vengono solitamente effettuati nella prima parte della seduta e fungono da preparazione per la seconda parte che è caratterizzata dall'utilizzo di specifici strumenti, nella libera espressione e nel "dialogo sonoro". Gli esercizi di rilassamento, intervenendo in maniera pre-attentiva sul benessere del paziente, non richiedono l'integrità delle funzioni attentive, mnesiche e logico-integrative e pertanto possono essere effettuati anche in assenza di consapevolezza e di capacità di apprendimento. Approfondendo invece la tecnica di respirazione diaframmatica associata alla vocalità, si struttura un training volto a migliorare le capacità di controllo e gestione degli stati d'ansia e alla riduzione dei tempi di veglia notturna. Gli strumenti possono essere utilizzati, oltre che in modo convenzionale, anche come metafore di prassi o azioni inerenti il passato che, vissute nella realtà del momento, favoriscono lo strutturarsi di una relazione più profonda che consente un più semplice recupero dell'immagine di sé e della propria 5
  6. 6. autoefficacia. Deficit attentivi. Nel corso della seduta, gli stimoli multisensoriali sorretti da elementi ritmico- sonori, facilitano il mantenimento di un adeguato livello attentivo nel tempo (attenzione sostenuta) e stimolano le capacità di focalizzare l'attenzione (attenzione selettiva), di eseguire più compiti contemporaneamente (attenzione divisa) e di passare ripetutamente da un compito all'altro (attenzione alternata). Problematiche comportamentali. L'impiego di tecniche di specularità, imitazione, sovrapposizione etc… consente di modificare atteggiamenti perseveranti ed impulsivi. Inoltre è possibile ridurre i fenomeni di disinibizione, di agitazione psicomotoria e favorire la capacità d'iniziativa, nel rispetto dell'alternanza comunicativa. Problematiche emotivo-affettive. Nella relazione terapeutica, il dialogo sonoro permette di esprimere, comunicare e condividere azioni ed emozioni: consente così di contenere stati ansioso-depressivi e fenomeni di rabbia e aggressività. Consapevolezza. L'utilizzo funzionale delle capacità residue non-verbali e procedurali favorisce la graduale assunzione di consapevolezza circa le proprie capacità, limitazioni e risorse. Stimola inoltre la consapevolezza dello spazio personale, extrapersonale e dello schema corporeo. Musicoterapia e afasia. L'afasia è un disturbo della comprensione e/o della produzione del linguaggio causata da lesioni alle aree del cervello primariamente deputate all'elaborazione del linguaggio. Nello specifico della riabilitazione del paziente afasico, il trattamento musicoterapico integra alcuni importanti obiettivi: " COMUNICAZIONE NON VERBALE: la comunicazione gestuale-sonora, nella sua non-verbalità, coinvolge tutti gli stimoli multisensoriali e facilita l'utilizzo della gestualità corporea. Nei pazienti con grave afasia globale è così possibile aprire importanti canali di comunicazione alternativa. " ESPRESSIONE DEL MESSAGGIO VERBALE: il paziente afasico, nella maggior parte dei casi, riesce ad articolare la parola cantata, legata a canzoni a lui conosciute. Nella forma improvvisata la parola cantata facilita l'utilizzo spontaneo di una corretta respirazione diaframmatica e rappresenta un veicolo verso forme sempre più articolate di espressione parlate. " IMPULSO RITMICO: nel contesto della seduta, con l'utilizzo di semplici strumenti musicali, si sviluppa tra paziente e terapeuta un "dialogo sonoro" fatto di movimento, ritmo, suono, silenzio e ascolto. Tale dialogo consente di riconoscere la velocità ("impulso") ottimale del paziente, sia motoria che verbale, impulso attraverso il quale egli meglio riesce ad eseguire compiti ed azioni. L'individuazione dell'impulso personale ed il monitoraggio costante delle eventuali modificazioni, consente agli operatori di poter comprendere e utilizzare la modalità comunicativa più efficace. 6
  7. 7. " PERCEZIONE CORPOREA: attraverso l'utilizzo di strumenti sonori a "contatto corporeo" è possibile trasmettere le vibrazioni sonore nelle diverse parti del corpo. Questo induce alla percezione della presenza del proprio corpo e della sua vitalità. La percezione attraverso il contatto manuale del paziente su un corpo vibrante facilita inoltre l'emissione vocale in pazienti mutacici. " PERCEZIONE ED ESPRESSIONE EMOTIVA: la comunicazione non verbale si realizza sostanzialmente attraverso uno scambio affettivo ed emozionale. Il setting di musicoterapia offre uno spazio in cui "scaricare" e manifestare emozioni e atteggiamenti al fine di poterli elaborare e modificare. Le sedute di gruppo facilitano l'innalzamento del tono dell'umore e stimolano la relazione con gli altri, la socializzazione e la condivisione. La musicoterapia, pertanto, se integrata nell'insieme delle attività riabilitative, può considerarsi un efficace metodo per la riabilitazione multifunzionale. SECONDA PARTE: ESERCIZI A)ASCOLTO PASSIVO Ecco una prima guida che comprende brani per diverse possibili applicazioni, ben ribadendo che in musicanimazione e musicoterapia non esiste un protocollo d’intervento fisso. SEZIONE:1 MUSICA DAI PRIMI MESI AI PRIMI ANNI DELL’INFANZIA. MUSICA INCANTATA. Brano N. 1 – Aria sulla 4a corda J.S. Bach: durata 4,52” In questo speciale arrangiamento prevalgono effetti sonori di acqua e di aria. Questo brano presenta le caratteristiche emozionali della fascinazione e dello stupore. E’ molto importante alimentare nei primi anni “Lo stupore verso la vita”. Brano N. 2 – Il valzer dei fiori P.Tchaikovski: durata 6,17” Il valzer di fiori in un magnifico arrangiamento in cui emergono anche suoni naturali (uccelli). In questo brano è significativo lievemente il ritmo scandito dal suono dei piatti e dal disegno musicale che descrive arrotondate oscillazioni sonore. L’utilizzio potrebbe essere indicato per momenti di risveglio e/o di dinamizzazione della sfera volitiva in semplici giochi psicomotori. 7
  8. 8. Brano N. 3 Il ruscello nel bosco: durata 5,15” Suoni naturali per destare curiosità e stimolare l’immaginazione. Le attuali condizioni di vita, difficilmente consentono ai nostri bambini di stare a contatto con la natura, i suoi suoni, le sue atmosfere. In mancanza di una casa in campagna, è comunque utile evocare atmosfere campestri. L’ascolto di questo brano può essere anche impiegato prima e/o durante una sessione di disegno o di racconti in tema naturale. Brano N. 4 Morning Grieg: durata 4,02” La fascinazione di questo brano in cui emergono suoni d’aria crea immediatamente la condizione ideale per esercizi di rilassamento e momenti di tenerezza da esprimere anche con coccole e carezze. E’questo un brano che facilita il sonno ed il sogno. Brano N.5 - Primavera dalle quattro stagioni Vivaldi: durata 2,27” Questo brano evoca la germogliazione e la riattivazione che si manifesta in primavera. In egual modo possiamo far visualizzare immagini di grande vitalità quali quelle naturali di fiori, di zampilli d’acqua, di voli d’uccelli, di cieli azzurri e batuffoli di bianche nuvole. Possiamo inventare giochi mimici per emulare la forza, la vitalità, la gioia della natura in primavera SEZIONE: 2 MUSICA PER RILASSARSI E LASCIARE LIBERA L’IMMAGINAZIONE I suoni e le musiche di questa sezione possono aiutarci a raggiungere momenti di profondo rilassamento e benessere psicofisico. Allentando la morsa dei pensieri, creano la condizione ideale per favorire un’attivazione del sentire e del sentire profondo. In tale situazione è facilmente intuibile che è possibile raggiungere uno stato di rilassamento sognante che ci porta alle soglie del sonno e fino a farci, probabilmente, addormentare. Per questo è consigliabile ascoltare queste musiche in una situazione di silenzio ambientale e riposo fisico. Il volume non dovrà essere troppo alto. Si sconsiglia l’uso di cuffie in quanto creerebbero, comunque, un elemento di disturbo al corpo che, invece, deve potersi rilassare completamente. Utilissima l’applicazione di qualche semplice tecnica di rilassamento corporeo prima dell’ascolto. Brano N.6 – First Touch kostia: durata 2,21” Brano N. 7 – Secret Garden Kostia:durata 4,38” Questi due brani, da ascoltare, se si preferisce, in successione, per la loro dolcezza, possono predisporre ad una situazione di rilassamento che potrà essere meglio rafforzata dal brano che segue. L’ascolto di questi due brani può riuscire molto gradito a qualsiasi età. Per la sua natura di musica d’acqua sortisce, facilmente, stati di commozione legati a Brano N.6 – First Touch kostia: durata 2,21” Brano N. 7 – Secret Garden Kostia:durata 4,38” Questi due brani, da ascoltare, se si preferisce, in successione, per la loro dolcezza, possono predisporre ad una situazione di rilassamento che potrà essere meglio rafforzata dal brano che segue. L’ascolto di questi due brani può riuscire molto gradito a qualsiasi età. Per la sua natura di musica d’acqua sortisce, facilmente, stati di commozione legati a ricordi infantili o ad evocazioni di natura nostalgica. Possiamo immaginarne l’applicazione anche per l’utilizzo in musica d’ascolto prenatale. Brano N. 8 REIKI: durata 10 minuti Suoni naturali missati a note lievi ma profondamente incisive. E’ questo il primo brano che ci aiuterà a rilassarci profondamente e, nel contempo, ci aiuterà anche a liberare l’immaginazione Ascoltando questo brano in situazione di riposo (occhi chiusi, distesi, ambiente protetto) possiamo immaginarci tra scenari naturali o semplicemente attendere che le immagini 8
  9. 9. fluiscano spontaneamente. Se stiamo guidando una seduta di rilassamento sarà nostro compito indurre in primo momento uno stato di profondo rilassamento fisico e mentale e successivamente scegliere se guidare il nostro assistito/a verso scene di natura o evocare vissuti, ricordi, contenuti dapprima studiati e preparati. REIKI è un brano di grandissima efficacia terapeutica, ne raccomando l’uso anche per cicliche sedute con bambini iperattivi. Da utilizzare anche per azioni arteterapeutiche. Brano N. 9 Dolphin’s Cathedral : durata 12,49” Si continua con la sessione dedicata alle musiche per il rilassamento profondo con questo brano particolarmente adatto per le tecniche d’ascolto prenatale. Nei bambini, nei giovani e negli adulti così come negli anziani, questi suoni possono favorire regressioni mentali ed emozionali. Per questo motivo il brano in oggetto è da utilizzare in una situazione d’ascolto altamente protetta. Dobbiamo essere sicuri di non avere improvvise interferenze acustiche e luminose. Dobbiamo mantenere una continua vigilanza sui nostri assistiti e partecipare con tutto il calore e l’amore possibile agli stati emozionali che possono accendersi. Sulle note di questo brano, non sarà difficile osservare soggetti che assumeranno la tipica posizione fetale…alcuni potranno portare un dito alle labbra per ciucciarselo e facilmente appariranno lacrime a rigare qualche volto. Da utilizzare anche per azioni arteterapeutiche Brano N. 10 Suggestioni Musicali: durata 18,13” Con questa esecuzione, andiamo in un ambito molto particolare, dove i suoni non rispettano più disegni melodici ed armonici ma sono stati studiati e testati per offrire la possibilità di raggiungere profondi stati di quiete mentale (sincronizzazione dell’attività dei due emisferi) e notevole distensione fisica. I suoni di questo brano vanno rigorosamente ascoltati in situazioni dedicate al rilassamento o ad azioni arteterapeutiche. Può essere molto pericoloso ascoltare questi suoni durante la guida di un autoveicolo o in qualsiasi situazione che richieda massima attenzione e concentrazione. SEZIONE: 3 MUSICA RIATTIVANTE L’UMORE E VOLONTÀ BRANO N.11 RITMI: DURATA 7,25” L’utilizzo di questo brano ci orienta verso passi di musicanimazione attiva. I partecipanti possono seguire il ritmo con il battere delle mani, dei piedi o con qualsiasi altra modalità estemporanea. Si avvera così un esercizio per riattivare il volere in accordo con il sentire. ATTENZIONE: i suoni delle percussioni possono creare situazioni di disagio e/o disturbo mentale e/o emozionale o addirittura della sfera volitiva, in questo caso, l’azione musicoanimativa entra nell’ambito di competenza del musicoterapeuta. E’ consigliabile, quindi, fare brevi test di ascolto e di osservazione delle reazioni individuali. L’esercizoo di musica attiva con i ritmi tende a far scricare tensioni ed armonizzare l’attività corale del gruppo. Brano N.12 W. A. Mozart Sinfonia N. 40: durata 4, 28” Stupenda esecuzione in arrangiamento new age. Potente stimolatore del Buon umore. Indicatissimo in qualsiasi fascia compresa tra i 5/6 ed i 100 anni e più. L’ascolto di questo brano può essere fatto con diverse modalità. Ad occhi chiusi, danzando, disegnando, giocando….il risultato è certo. ATTENZIONE: L’ascolto ripetuto e continuo può creare dipendenza. Brano N. 13 L. Perini Ouverture: durata 1, 26” + 14 W.A. Mozart Adagio dal concerto per clarinetto: durata 4,41” La fusione di due brani. Siamo sempre nella sfera della riattivazione dell’umore e della stimolazione della volontà attraverso un’azione di apertura del sentire. Valgono le stesse modalità ed avvertenze indicate per il brano Brano N. 1 John Williams The Olimpic Spirit: durata 4,06 Siamo sempre nella sfera della riattivazione dell’umore e della stimolazione della volontà 9
  10. 10. attraverso un’azione di apertura del sentire con, in più, una forte stimolazione emozionale che può far presa su sentimenti di competitività. Valgono le stesse modalità ed avvertenze indicate per il brano 12 Brano N. 2 John Williams Summon the Heroes: durata 6,17” Siamo sempre nella sfera della riattivazione dell’umore e della stimolazione della volontà attraverso un’azione di apertura del sentire con, in più, una forte stimolazione emozionale che può far presa su sentimenti cooperazione di gruppo. Valgono le stesse modalità ed avvertenze indicate per il brano 12 SEZIONE: 4 MUSICA RICHIAMANTE LIBERTÀ INTERIORE, GIOIA, CAPACITÀ DI GUARDARSI, AUTOSTIMARSI, SAPERSI MIGLIORE Con questa sezione musicale, penetriamo in un ambito operativo ben più impegnativo. Le musiche che ascolterete possono animare, stimolare, attivare in maniera anche molto potente stati d’animo, ricordi, associazioni d’ immagini i cui contenuti non sempre fanno parte della nostra storia individuale ma, sovente, attingono anche al mondo delle immagini archetipiche. Tale premessa, vuole essere, naturalmente, un’esortazione a procedere con la cautela di sempre nell’utilizzo di questeBrano N. 13 L. Perini Ouverture: durata 1, 26” + 14 W.A. Mozart Adagio dal concerto per clarinetto: durata 4,41” La fusione di due brani. Siamo sempre nella sfera della riattivazione dell’umore e della stimolazione della volontà attraverso un’azione di apertura del sentire. Valgono le stesse modalità ed avvertenze indicate per il brano Brano N. 1 John Williams The Olimpic Spirit: durata 4,06 Siamo sempre nella sfera della riattivazione dell’umore e della stimolazione della volontà attraverso un’azione di apertura del sentire con, in più, una forte stimolazione emozionale che può far presa su sentimenti di competitività. Valgono le stesse modalità ed avvertenze indicate per il brano 12 Brano N. 2 John Williams Summon the Heroes: durata 6,17” Siamo sempre nella sfera della riattivazione dell’umore e della stimolazione della volontà attraverso un’azione di apertura del sentire con, in più, una forte stimolazione emozionale che può far presa su sentimenti cooperazione di gruppo. Valgono le stesse modalità ed avvertenze indicate per il brano 12 SEZIONE: 4 MUSICA RICHIAMANTE LIBERTÀ INTERIORE, GIOIA, CAPACITÀ DI GUARDARSI, AUTOSTIMARSI, SAPERSI MIGLIORE Con questa sezione musicale, penetriamo in un ambito operativo ben più impegnativo. Le musiche che ascolterete possono animare, stimolare, attivare in maniera anche molto potente stati d’animo, ricordi, associazioni d’ immagini i cui contenuti non sempre fanno parte della nostra storia individuale ma, sovente, attingono anche al mondo delle immagini archetipiche. Tale premessa, vuole essere, naturalmente, un’esortazione a procedere con la cautela di sempre nell’utilizzo di queste musiche, specie se in una situazione di rilassamento e rilassamento profondo. BRANO N. 3 DAVID ARKENSTONE YOSEMITE: DURATA 5,34” Entriamo in un meraviglioso ambito ai limiti tra musicoanimazione e musicoterapia. La musica evocatrice sortisce grandiosi effetti sul pensare e sentire. Sentimenti, sensazioni, impressioni di liberazione, di attivazione e di libertà s’innescano facilmente. Con le musiche di questa sezione possiamo intraprendere, (sempre con prudenza) magnifici percorsi di visualizzazioni libere e/o guidateBRANO N. 4 AIDA: MARCIA TRIONFALE: G. VERDI DURATA: 3,20 Brano solare, allegro, riattivante. I suoni di alta regalità di questo brano, pare rivogliano dare o ridare dignità emozionale a chi li ascolta. 10
  11. 11. Brano N. 5 Vospiel Richard Wagner. Durata 4,30” La musica dell’anima che lotta per liberarsi dalle acque torbide di un sentire bloccato dalle ripercussioni di un piano mentale che non riesce ad oggettivare se stesso. Musica magica, potente, liberatoria del sentire. Brano N. 6 Patrik Ball Morgan Magan durata: 3,38” Arpa Celtica: musica di aria e/o di acqua. I suoni cristallini di questa musica ci aprono a sensazioni e impressioni di fresca naturalità SEZIONE: 5 Musica Evocativa Brano N. 7 -8 - Intr& Prelude How the west Was Lost: durata 5,00 Sacred Spirit Canti degli Indiani d’America: musica dalla forza dirompente per gli animi più sensibili. Musica evocativa, sciamanica, alterante gli stati di coscienza. Brano N. 9 Ya –Na –Hana Celebrate wild rice durata: 7,05” Sacred Spirit Canti degli Indiani d’America: musica dalla forza dirompente per gli animi più sensibili. Musica evocativa, sciamanica, alterante gli stati di coscienza Brano N. 10 Synphony N. 5 – Allegro con brio Beethoven: durata 6,52”Il primo movimento della quinta sinfonia, una musica che può essere accettata subito o radicalmente rifiutata. L’impatto con i suoni, l’andamento, l’intensità del disegno musicale è fortissima. Musica di fuoco, accende la volontà che se mal controllata può aprire le porte a pulsioni anche distruttive. Brano N.11 Ave Maria F. Schubert durata 4,59” Questo brano può essere utilisssimo nel lavoro di evocazioni cromatiche o nell’esercizio della proiezione di luce bianca. Agisce fortemente sul piano emozionale, sciogliendo resistenze e tensioni. Brano N.12 Hallelujah G.F.Handel durata 3,39” Il sentire, il pensare, il volere vengono presi in un vortice che eleva verso l’alto. Per attimi si può sperimentare il tutta la sua potenza, il potere di guarigione della musica nella sua triplice azione contemporane a sulle tre facoltàHo avuto, nel corso di questi mesi, moltissime richieste di titoli di dischi e loro possibile utilizzo in pratica di musicanimazione e musicoterapia. Ecco una prima guida che comprende brani per diverse possibili applicazioni, ben ribadendo che in musicanimazione e musicoterapia non esiste un protocollo d’intervento fisso. Sperando di aver, almeno in parte esaudito le numerosissime richieste, è mia intenzione, preparare una seconda lista nei prossimi tempi. Qualora dovessero sorgere difficoltà per l’individuazione dei dischi, autori o altro, scrivetemi pure e farò in modo di agevolare al massimo la vostra ricerca. Buon lavoro SEZIONE:1 MUSICA DAI PRIMI MESI AI PRIMI ANNI DELL’INFANZIA. MUSICA INCANTATA. Brano N. 1 – Aria sulla 4a corda J.S. Bach: durata 4,52” In questo speciale arrangiamento prevalgono effetti sonori di acqua e di aria. Questo brano presenta le caratteristiche emozionali della fascinazione e dello stupore. E’ molto importante alimentare nei primi anni “Lo stupore verso la vita”. Brano N. 2 – Il valzer dei fiori P.Tchaikovski: durata 6,17” Il valzer di fiori in un magnifico arrangiamento in cui emergono anche suoni naturali (uccelli). In questo brano è significativo lievemente il ritmo scandito dal suono dei piatti e dal disegno musicale che descrive arrotondate oscillazioni sonore. L’utilizzio potrebbe essere indicato per momenti di risveglio e/o di dinamizzazione della sfera volitiva in semplici giochi psicomotori. Brano N. 3 Il ruscello nel bosco: durata 5,15” Suoni naturali per destare curiosità e stimolare l’immaginazione. Le attuali condizioni di 11
  12. 12. vita, difficilmente consentono ai nostri bambini di stare a contatto con la natura, i suoi suoni, le sue atmosfere. In mancanza di una casa in campagna, è comunque utile evocare atmosfere campestri. L’ascolto di questo brano può essere anche impiegato prima e/o durante una sessione di disegno o di racconti in tema naturale. Brano N. 4 Morning Grieg: durata 4,02” La fascinazione di questo brano in cui emergono suoni d’aria crea immediatamente lacondizione ideale per esercizi di rilassamento e momenti di tenerezza da esprimere anche con coccole e carezze. E’questo un brano che facilita il sonno ed il sogno. Brano N.5 - Primavera dalle quattro stagioni Vivaldi: durata 2,27” Questo brano evoca la germogliazione e la riattivazione che si manifesta in primavera. In egual modo possiamo far visualizzare immagini di grande vitalità quali quelle naturali di fiori, di zampilli d’acqua, di voli d’uccelli, di cieli azzurri e batuffoli di bianche nuvole. Possiamo inventare giochi mimici per emulare la forza, la vitalità, la gioia della natura in primavera SEZIONE: 2 MUSICA PER RILASSARSI E LASCIARE LIBERA L’IMMAGINAZIONE I suoni e le musiche di questa sezione possono aiutarci a raggiungere momenti di profondo rilassamento e benessere psicofisico. Allentando la morsa dei pensieri, creano la condizione ideale per favorire un’attivazione del sentire e del sentire profondo. In tale situazione è facilmente intuibile che è possibile raggiungere uno stato di rilassamento sognante che ci porta alle soglie del sonno e fino a farci, probabilmente, addormentare. Per questo è consigliabile ascoltare queste musiche in una situazione di silenzio ambientale e riposo fisico. Il volume non dovrà essere troppo alto. Si sconsiglia l’uso di cuffie in quanto creerebbero, comunque, un elemento di disturbo al corpo che, invece, deve potersi rilassare completamente. Utilissima l’applicazione di qualche semplice tecnica di rilassamento corporeo prima dell’ascolto. Brano N.6 – First Touch kostia: durata 2,21” Brano N. 7 – Secret Garden Kostia:durata 4,38” Questi due brani, da ascoltare, se si preferisce, in successione, per la loro dolcezza, possono predisporre ad una situazione di rilassamento che potrà essere meglio rafforzata dal brano che segue. L’ascolto di questi due brani può riuscire molto gradito a qualsiasi età. Per la sua natura di musica d’acqua sortisce, facilmente, stati di commozione legati a ricordi infantili o ad evocazioni di natura nostalgica. Possiamo immaginarne l’applicazione anche per l’utilizzo in musica d’ascolto prenatale. Brano N. 8 REIKI: durata 10 minuti Suoni naturali missati a note lievi ma profondamente incisive. E’ questo il primo brano cheSuoni naturali missati a note lievi ma profondamente incisive. E’ questo il primo brano che ci aiuterà a rilassarci profondamente e, nel contempo, ci aiuterà anche a liberare l’immaginazione Ascoltando questo brano in situazione di riposo (occhi chiusi, distesi, ambiente protetto) possiamo immaginarci tra scenari naturali o semplicemente attendere che le immagini fluiscano spontaneamente. Se stiamo guidando una seduta di rilassamento sarà nostro compito indurre in primo momento uno stato di profondo rilassamento fisico e mentale e successivamente scegliere se guidare il nostro assistito/a verso scene di natura o evocare vissuti, ricordi, contenuti dapprima studiati e preparati. REIKI è un brano di grandissima efficacia terapeutica, ne raccomando l’uso anche per cicliche sedute con bambini iperattivi. Da utilizzare anche per azioni arteterapeutiche. 12
  13. 13. Brano N. 9 Dolphin’s Cathedral : durata 12,49” Si continua con la sessione dedicata alle musiche per il rilassamento profondo con questo brano particolarmente adatto per le tecniche d’ascolto prenatale. Nei bambini, nei giovani e negli adulti così come negli anziani, questi suoni possono favorire regressioni mentali ed emozionali. Per questo motivo il brano in oggetto è da utilizzare in una situazione d’ascolto altamente protetta. Dobbiamo essere sicuri di non avere improvvise interferenze acustiche e luminose. Dobbiamo mantenere una continua vigilanza sui nostri assistiti e partecipare con tutto il calore e l’amore possibile agli stati emozionali che possono accendersi. Sulle note di questo brano, non sarà difficile osservare soggetti che assumeranno la tipica posizione fetale…alcuni potranno portare un dito alle labbra per ciucciarselo e facilmente appariranno lacrime a rigare qualche volto. Da utilizzare anche per azioni arteterapeutiche Brano N. 10 Suggestioni Musicali: durata 18,13” Con questa esecuzione, andiamo in un ambito molto particolare, dove i suoni non rispettano più disegni melodici ed armonici ma sono stati studiati e testati per offrire la possibilità di raggiungere profondi stati di quiete mentale (sincronizzazione dell’attività dei due emisferi) e notevole distensione fisica. I suoni di questo brano vanno rigorosamente ascoltati in situazioni dedicate al rilassamento o ad azioni arteterapeutiche. Può esseremolto pericoloso ascoltare questi suoni durante la guida di un autoveicolo o in qualsiasi situazione che richieda massima attenzione e concentrazione. SEZIONE: 3 MUSICA RIATTIVANTE L’UMORE E VOLONTÀ BRANO N.11 RITMI: DURATA 7,25” L’utilizzo di questo brano ci orienta verso passi di musicanimazione attiva. I partecipanti possono seguire il ritmo con il battere delle mani, dei piedi o con qualsiasi altra modalità estemporanea. Si avvera così un esercizio per riattivare il volere in accordo con il sentire. ATTENZIONE: i suoni delle percussioni possono creare situazioni di disagio e/o disturbo mentale e/o emozionale o addirittura della sfera volitiva, in questo caso, l’azione musicoanimativa entra nell’ambito di competenza del musicoterapeuta. E’ consigliabile, quindi, fare brevi test di ascolto e di osservazione delle reazioni individuali. L’esercizoo di musica attiva con i ritmi tende a far scricare tensioni ed armonizzare l’attività corale del gruppo. Brano N.12 W. A. Mozart Sinfonia N. 40: durata 4, 28” Stupenda esecuzione in arrangiamento new age. Potente stimolatore del Buon umore. Indicatissimo in qualsiasi fascia compresa tra i 5/6 ed i 100 anni e più. L’ascolto di questo brano può essere fatto con diverse modalità. Ad occhi chiusi, danzando, disegnando, giocando….il risultato è certo. ATTENZIONE: L’ascolto ripetuto e continuo può creare dipendenza. Brano N. 13 L. Perini Ouverture: durata 1, 26” + 14 W.A. Mozart Adagio dal concerto per clarinetto: durata 4,41” La fusione di due brani. Siamo sempre nella sfera della riattivazione dell’umore e della stimolazione della volontà attraverso un’azione di apertura del sentire. Valgono le stesse modalità ed avvertenze indicate per il brano Brano N. 1 John Williams The Olimpic Spirit: durata 4,06 Siamo sempre nella sfera della riattivazione dell’umore e della stimolazione della volontà attraverso un’azione di apertura del sentire con, in più, una forte stimolazione emozionale che può far presa su sentimenti di competitività. Valgono le stesse modalità ed avvertenze indicate per il brano 12Brano N. 2 John Williams Summon the Heroes: durata 6,17” Siamo sempre nella sfera della riattivazione dell’umore e della stimolazione della volontà 13
  14. 14. attraverso un’azione di apertura del sentire con, in più, una forte stimolazione emozionale che può far presa su sentimenti cooperazione di gruppo. Valgono le stesse modalità ed avvertenze indicate per il brano 12 SEZIONE: 4 MUSICA RICHIAMANTE LIBERTÀ INTERIORE, GIOIA, CAPACITÀ DI GUARDARSI, AUTOSTIMARSI, SAPERSI MIGLIORE Con questa sezione musicale, penetriamo in un ambito operativo ben più impegnativo. Le musiche che ascolterete possono animare, stimolare, attivare in maniera anche molto potente stati d’animo, ricordi, associazioni d’ immagini i cui contenuti non sempre fanno parte della nostra storia individuale ma, sovente, attingono anche al mondo delle immagini archetipiche. Tale premessa, vuole essere, naturalmente, un’esortazione a procedere con la cautela di sempre nell’utilizzo di queste musiche, specie se in una situazione di rilassamento e rilassamento profondo. BRANO N. 3 DAVID ARKENSTONE YOSEMITE: DURATA 5,34” Entriamo in un meraviglioso ambito ai limiti tra musicoanimazione e musicoterapia. La musica evocatrice sortisce grandiosi effetti sul pensare e sentire. Sentimenti, sensazioni, impressioni di liberazione, di attivazione e di libertà s’innescano facilmente. Con le musiche di questa sezione possiamo intraprendere, (sempre con prudenza) magnifici percorsi di visualizzazioni libere e/o guidate BRANO N. 4 AIDA: MARCIA TRIONFALE: G. VERDI DURATA: 3,20 Brano solare, allegro, riattivante. I suoni di alta regalità di questo brano, pare rivogliano dare o ridare dignità emozionale a chi li ascolta. Brano N. 5 Vospiel Richard Wagner. Durata 4,30” La musica dell’anima che lotta per liberarsi dalle acque torbide di un sentire bloccato dalle ripercussioni di un piano mentale che non riesce ad oggettivare se stesso. Musicamagica, potente, liberatoria del sentire. Brano N. 6 Patrik Ball Morgan Magan durata: 3,38” Arpa Celtica: musica di aria e/o di acqua. I suoni cristallini di questa musica ci aprono a sensazioni e impressioni di fresca naturalità SEZIONE: 5 Musica Evocativa Brano N. 7 -8 - Intr& Prelude How the west Was Lost: durata 5,00 Sacred Spirit Canti degli Indiani d’America: musica dalla forza dirompente per gli animi più sensibili. Musica evocativa, sciamanica, alterante gli stati di coscienza. Brano N. 9 Ya –Na –Hana Celebrate wild rice durata: 7,05” Sacred Spirit Canti degli Indiani d’America: musica dalla forza dirompente per gli animi più sensibili. Musica evocativa, sciamanica, alterante gli stati di coscienza Brano N. 10 Synphony N. 5 – Allegro con brio Beethoven: durata 6,52”Il primo movimento della quinta sinfonia, una musica che può essere accettata subito o radicalmente rifiutata. L’impatto con i suoni, l’andamento, l’intensità del disegno musicale è fortissima. Musica di fuoco, accende la volontà che se mal controllata può aprire le porte a pulsioni anche distruttive. Brano N.11 Ave Maria F. Schubert durata 4,59” Questo brano può essere utilisssimo nel lavoro di evocazioni cromatiche o nell’esercizio della proiezione di luce bianca. Agisce fortemente sul piano emozionale, sciogliendo resistenze e tensioni. Brano N.12 Hallelujah G.F.Handel durata 3,39” Il sentire, il pensare, il volere vengono presi in un vortice che eleva verso l’alto. Per attimi si può sperimentare il tutta la sua potenza, il potere di guarigione della musica nella sua triplice azione contemporane a sulle tre facoltà 14
  15. 15. Anche in questo caso si sono susseguite più fasi: 1) Fase preliminare. Con frequenza settimanale, il gruppo si è impegnato in esercizi di ascolto attivo di brani musicali ed esecuzione di ritmi per mezzo di strumenti quali tamburelli, legnetti e triangoli; lo scopo dell'attività era di sviluppare l'attenzione e la discriminazione destra-sinistra, alto-basso, ecc. Inoltre, l'ascolto dei brani suscitava reazioni e commenti. Gli esercizi ritmici volevano sviluppare regole comportamentali (ad esempio, l'esecuzione a turno), e riattivare le capacità di numerazione. Il risultato di questa prima fase è stato senz'altro positivo, visto il gradimento per le riunioni e il progressivo verificarsi di semplici apprendimenti, nonostante alcune difficoltà per gli esercizi ritmici. 2) Fase test. Sono state predisposte varie prove atte a riconoscere velocità, durata, intensità ed altezza dei suoni o l'andamento delle melodie. 3) Fase training. Terminati i due mesi della fase precedente, si è approfondito tale modo di agire e le ospiti si sono impegnate in esercizi più elaborati, focalizzati sui sopra citati elementi del linguaggio musicale. 4) Fase retest. Al termine, sono state di nuovo somministrate le prove iniziali, per valutare gli eventuali progressi ed abilità. In generale, si è constatato come la partecipazione a sedute di musicoterapia, come quelle descritte, può condurre ad una parziale riabilitazione delle capacità di attenzione, di coordinazione e intellettive. B)PRODUZIONE DI RUMORI E SUONI Attività: " Rilassamento: si struttura attraverso esercizi di respirazione associati all'utilizzo della vocalità, del suono indirizzato e dell'immaginazione. L'apprendimento del training permette al paziente di poter svolgere gli esercizi autonomamente, in particolar modo per ridurre l'ansia e l'insonnia. " Espressione sonora: vengono utilizzati semplici strumenti a coda, percussione e fiato, per aprire una comunicazione basata sulla libera espressione ritmico- melodica. Questa attività si basa sul concetto per il quale la produzione del suono è regolata da un gesto ritmico e regolare, il quale si modula attraverso l'interazione con il terapeuta, sulla spinta emotiva della comunicazione non verbale (gesto-suono). " Espressione vocale: vengono utilizzati il canto ed esercizi vocali per migliorare il controllo della respirazione, in quanto cantando la respirazione si realizza spontaneamente a livello diaframmatico; il controllo della prosodia con tutti i suoi contenuti, quali il ritmo, la velocità di esecuzione e l'intonazione. " Movimento: si utilizzano musiche registrate, proposte a diverse velocità ritmiche, per focalizzare e mantenere l'attenzione sulla postura in posizione eretta e sulla qualità del movimento durante il cammino. Fare musica è prendere contatto con sé e con gli altri. E' partecipazione attiva attraverso un canale privilegiato, il suono, in grado di portare in superficie realtà che il linguaggio verbale spesso non riesce ad esprimere. 15
  16. 16. Perché la musicoterapia per bambini così piccoli? • Per migliorare attraverso attività musicali di gruppo la capacità di socializzare; • per aiutarli ad accrescere l'autostima attraverso la creatività sonora; • per stimolare le loro capacità di base: attenzione e concentrazione, comprensione del simbolo, memorizzazione • per incrementare il loro sviluppo psicomotorio, l'accettazione positiva del corpo, il coordinamento globale ecc • per valorizzare l'affettività come elemento principale all'interno del rapporto umano educativo. Modalità: il successo del progetto è direttamente proporzionale al numero di ore ad esso dedicato. Il numero minimo di lezioni ad esso dedicate non può essere inferiore a 10 (1 lezione a settimana). Gruppi: 3 anni: massimo 8 bambini 4 anni: massimo 11 bambini 5 anni: massimo 13 bambini Dai 5 anni in su: massimo 15 bambini Prima lezione Ed ora cominciamo con qualche nozione spicciola, interessante per la tua acculturazione, ma non fondamentale per la qualità del tuo insegnamento. Le caratteristiche del suono Altezza: la qualità che permette di distinguere un suono grave da uno acuto. Intensità: la qualità che permette di distinguere un suono forte da uno piano. Durata: la determinazione della lunghezza dell'emissione sonora (suoni brevi o lunghi) Timbro: la qualità che permette di riconoscere la voce propria di uno strumento, una persona, un animale. Proprio su questo punto vi illustriamo alcuni giochi-esercizio da proporre alla classe, con l'intento di potenziare le capacità di ascolto attento, di socializzazione, di empatia. Facciamo ripetere ai bambini, tutti ed uno alla volta, questa frase: Mentre parlo mi presento. Non voltarti, stai attento. Dopo giochiamo al "Capomartello": bendiamo un bambino e tocchiamo un suo compagno/compagna, che al nostro tocco ripeterà la frase di prima. Il bambino bendato dovrà riconoscere l'emittente. Il gioco verrà ripetuto a turno da tutti gli alunni. In seguito si potranno proporre varianti per aumentare la difficoltà di discriminazione del timbro vocale: ad esempio si potrà far pronunciare metà frase ad un alunno e l'altra metà ad un altro, ed entrambi dovranno essere identificati. Oppure si potrà chiedere all'emittente di camuffare il proprio timbro vocale. Quando i bambini si saranno abituati ad ascoltarsi ... chiediamo loro di dare una definizione della voce di un compagno. Non pretendiamo accezioni strettamente pertinenti l'aggettivazione dei suoni; saranno accolte tutte le definizioni e le locuzioni che possono meglio descrivere la voce; senza dubbio i bambini assoceranno al timbro 16
  17. 17. anche qualche aspetto del carattere del compagno/a. Non influenziamoli con esempi inutili; solo in seguito arricchiremo il loro lessico, orientandolo verso vocaboli più consoni all'argomento. Occorrerà che i bambini imparino a sperimentare ciascuno il proprio ambito vocale, i propri suoni acuti e gravi, glissati ascendenti e discendenti. A tal uopo proponiamo il gioco delle cose che volano. Procuriamoci oggetti o immagini di cose/animali che volano (aerei, farfalle, uccelli, insetti...) Seduti in cerchio, a terra, individuiamo insieme ai bambini una rampa di lancio e una di atterraggio che segnino l'inizio e la fine dell'evento sonoro e ludico. Il percorso degli oggetti viene mimato da un bambino alla volta e sonorizzato da tutto il gruppo. Anche gli strumenti ritmici, che solitamente si hanno a disposizione nelle scuole, hanno un loro nome e un loro suono: presentiamoli ai bambini come fossero amici; mettiamoli nelle loro mani, chiediamo loro se sanno come vanno suonati; facciamoci proporre un uso alternativo a quello canonico. Se anche voi avete dubbi sui loro nomi, ecco una scheda che potrà risultarvi utile. Dopo aver ascoltato per un po' i suoni, possiamo ripetere il gioco del "Capomartello": questa volta i bambini bendati dovranno riconoscere lo strumento che viene suonato da un compagno, toccato dal "capomartello". Ora proponiamo alcuni giochi per l'identificazione orientata dei suoni; ricordiamo che seguire la fonte di un suono che continua a cambiare direzione obbliga a riorientamenti successivi percepiti soprattutto a livello della testa che, una volta orientata in una certa direzione, trascina con sé, tramite automatismi a feedback, tutto il corpo. Il tamburello magico I bambini bendati si sforzeranno di seguire l'educatore che suona il tamburello. Ogni tanto l'educatore interrompe il suono e cambia posizione. Quando riprende il suono, i bambini bendati dovranno verbalizzare la direzione di provenienza. Il suono viene da ... Alcuni bambini bendati si disporranno in fila al centro della stanza; l'educatore disporrà in 4 angoli diversi un bambino con i piatti, uno con il tamburello, un altro con il guiro, un ultimo con il triangolo. L'educatore comanderà battute e suoni successivi indicando con la mano; i bambini bendati verbalizzeranno la direzione e al contempo la indicheranno con l'orientamento delle sole mani. Possiamo utilizzare gli strumenti in modo desueto, poi, per stimolare la coordinazione e il controllo degli schemi motori. Un esempio di gioco potrebbe essere il re del silenzio. Occorre preparare un percorso con superamento di ostacoli o cammini complessi, con una meta designata. Un bambino viene bendato e nominato re del silenzio. Uno alla volta i compagni eseguiranno il percorso tenendo legate ad una gamba le sonagliere: se il re del silenzio le udrà suonare ... penitenza! Ancora più complessa è la ricerca di accordi ritmici, con isocronie a coppie, a gruppi o singolarmente. I giochi seguenti sono volti ad accrescere concentrazione, attenzione, inibizione volontaria nella fase di studio del ritmo, scioltezza neuro-motoria nella fase di esecuzione. ISOCRONIE 17
  18. 18. Passarsi una palla stando seduti in cerchio e seguendo il ritmo scandito dall'educatore (es. ogni 2 battute, ogni 3 battute, ecc.). Eseguire palleggi stando in piedi, sempre a ritmo. Compiere movimenti antistereotipi secondo un comando:al suono del tamburello lancia la palla al compagno che ti è di fronte; al suono del triangolo fai una piroetta. Compiere salti in avanti su un solo piede, stando in fila indiana: al suono del tamburello si salta sul piede destro, al suono dei piatti sul sinistro. Davvero divertente e un po' caotico è il gioco del portapiatto. Occorre formare due squadre di pari numero di elementi. L'educatore dispone sulla testa di un membro di ciascuna squadra un piatto di carta e inizia a cantare una filastrocca:<< Giro giro tondo, porto un piatto immondo, lo porto sulla testa, lo lascio a chi sta a destra>>. I bambini con il piatto devono uscire dal cerchio e completarne il giro nel tempo in cui l'educatore canta la filastrocca. Possono lasciare il piatto solo se giungono, al termine della filastrocca, al posto da cui sono partiti; in questo caso consegnano il piatto al compagno alla loro destra e si continua; in caso contrario devono ripetere il percorso. Vince la squadra che riesce a far "girare" per prima tutti i suoi componenti. Concludiamo questo primo appuntamento con il corso <<Musica Maestri!>> proponendovi una semplice canzone utile per familiarizzare con lo strumentario ritmico. Ecco il testo e il midi, per ascoltarne la melodia. 18
  19. 19. § 19 siamo un'orchestra   (le prime quattro strofe solo le voci e gli strumenti citati, l'ultima tutti insieme) suona il tamburo bum, bum ,bum insieme a noi bum, bum, bum i nostri suoni prima o poi ti piaceran! bum bum bum bum   suoniamo il guiro cra, cra, cra sembra una rana cra, cra, cra ma è di legno colorato è proprio buffo cra cra cra   ora i legnetti toc, toc, toc son proprio belli toc, toc, toc li abbiamo colorati con i pennarelli toc toc toc   ecco i piattini cin, cin, cin suoniamo insieme cin, cin, cin come un'orchestra forte e piano noi suoniamo cin cin cin   e forza bam bam bam bam bam facciam rumore bam bam bam ci divertiamo evviva evviva il buon umor! bam bam bam bam   ASCOLTA IL MIDI
  20. 20. Seconda lezione In questo secondo appuntamento torneremo ad affrontare, ma con analisi sistematica, due delle quattro componenti fondamentali della musica. Iniziamo dall'altezza. Nel nostro primo incontro ne abbiamo fornito una definizione didascalica, semplice ed intuitiva. Ora ve ne proponiamo una ad uso e consumo degli esperti: dicesi altezza la caratteristica del suono che dipende dal numero o frequenza di vibrazioni sonore che si hanno in un secondo. Il suono è tanto più acuto quanto maggiore è la frequenza. A minore frequenza corrispondono suoni più bassi e gravi. Insegnare ai bambini tale concetto sarebbe tedioso e inutile; lasciare che loro ne intuiscano il senso con esercizi e giochi sarà, invece, costruttivo e avvincente. Muniamoci di un tubofono ed esordiamo dicendo ai bambini che racconteremo loro una favoletta. Lo gnomo Manuele C'era una volta lo gnomo Manuele che, piccolo piccolo, con i piedi piccoli piccoli, giocava ogni giorno a percorrere "la strada delle note" che dalla nota grave porta velocemente alla nota acuta. Mentre camminava, canticchiava sempre il nome delle note: <<do, re, mi, fa sol, la si, do!>> (mentre pronunciamo il nome delle note percotiamo il tubofono, dal do basso al do dell'ottava superiore). Ma un brutto giorno il cattivo dragone ruppe tutta la strada delle note! (gettiamo a terra i tubi sonori). Fortunatamente la fata Fiorellino corse in suo aiuto; ma era una fata piccolina e poté sistemare la strada solo in tre punti. (rimettiamo al loro posto il do basso, il fa e il do alto). Sistemò l'inizio, perché era importante per partire; la fine perché era necessario un posto dove arrivare; e pose la barra centrale in modo che lo gnomo Manuele potesse, con due salti, passare dalla nota grave a quella acuta. Tanto grande era il desiderio dello gnomo Manuele di passare sulle note estreme che provò e riprovò, tanto che alla fine riuscì a saltare i buchi che si erano formati nella "strada delle note", passando con un balzo dalla nota grave a quella di mezzo- che per comodità chiameremo media- e con un altro da quella media a quella acuta. (facciamo ascoltare i tre passi compiuti dallo gnomo: do, fa, do). Allo stesso modo tornava indietro. L'unico inconveniente consisteva che non poteva più cantare tutte le note, ma solo quelle su cui poggiava i piedi, ma lui era contento lo stesso e si divertiva di nuovo ad andare su e giù per le note. L'ascolto della favola, in realtà, è anch'esso propedeutico ad una serie di giochi vocali 20
  21. 21. tesi a comprendere il concetto di altezza. Per il primo gioco-esercizio dividiamo la classe in tre gruppi. Accordiamo il primo gruppo sulla nota do, quella grave. Questo primo gruppo di bambini dovrà pronunciare la vocale U emettendo suoni gravi e lunghi. Il secondo gruppo si accorderà sul fa e dovrà pronunciare il gruppo vocalico O/A con suoni medi e scanditi. Il terzo gruppo sarà accordato sul do dell'ottava sopra; esso pronuncerà il dittongo EI emettendo suoni acuti e veloci. L'insegnante potrà dirigere il coro delle altezze vocali così da simulare le vibrazioni che contraddistinguono, appunto, l'altezza del suono. Ora ripetiamo l'esercizio intonando parole che, per colore vocalico e per feedback di significato, suggeriscono altezze diverse. Il primo gruppo di bambini intonerà: RIM-BOM-BA sul do basso. Il secondo gruppo: SUS-SUR-RA sul fa medio. Il terzo gruppo: RI-DEN-DO sul do alto. Il maestro dirigerà il coro creando suggestivi effetti di eco, dando in successione gli attacchi ad un gruppo o ad un altro. Utilizziamo, come sopra, altre parole. Per i suoni gravi: DON-DO-LA-RE. Per i suoni medi: SAL-TEL-LA-RE. Per i suoni acuti: TRA-FIG-GE-RE. Cercate insieme ai bambini altre parole da cantare sulle varie altezze sonore. Per gli allievi più grandi si può concludere l'attività proponendo una riflessione scritta. Utilizziamo, ad esempio, queste tabelle con la consegna: usereste suoni acuti o gravi per descrivere queste situazioni? ACUTI GRAVI Il volo di un uccello Una fine pioggerellina La marcia di un elefante Lo scorrere di un fiume in piena Usereste suoni acuti o gravi per descrivere queste sensazioni? ACUTI GRAVI Leggerezza Oscurità Luminosità Pesantezza Confusione Passiamo ora a definire rigorosamente l'intensità del suono. Essa ne è la componente 21
  22. 22. detta anche volume; dipende dall'ampiezza delle vibrazioni che produce un suono. In musica questa differenza fa parte della cosiddetta dinàmica, un termine derivante dal greco dìnamos, <<forza>>. Si indica con i simboli pp, mp, p, mf, f, ff corrispondenti ai termini pianissimo, mezzo piano, piano, mezzo forte, forte, fortissimo. Anche su questo concetto proponiamo, naturalmente, giochi di mimica sonora o di interpretazione a comando del maestro. Il primo esercizio gioco va eseguito dopo aver disposto gli allievi in fila: il primo bambino della fila scandirà il suono nome ad un volume corrispondente al piano; il secondo lo dirà forte; il terzo, piano; il quarto forte e così via. Dividendo i bambini in tre gruppi assegniamo questi comandi: - il 1° gruppo pronuncerà le vocali U;O;A;E;I pianissimo (pp) - il 2° gruppo dirà le stesse vocali piano (p) - il 3° gruppo le dirà forte (f). Anche in questo caso il direttore d'orchestra è d'uopo e potrà simulare suggestive atmosfere di echi lontani, ritorni di tema forte ecc. È possibile far riempire una tabella anche su questo parametro sonoro, dando però questa richiesta: usereste una successione di suoni sempre più forti o sempre più deboli per accompagnare un filmato con queste immagini? Sempre più forti Sempre più deboli Il sorgere del sole Un'onda che si infrange sulla scogliera Un gruppo di bambini che entrano in classe dove li attende una maestra severissima! Un calciatore che si avvicina alla porta e fa GOL! La capacità di percepire la dinamica di un evento sonoro o di un più complesso brano musicale non dipende solo dal grado di sensibilità che ha l'orecchio verso lo stimolo in sé. Soprattutto durante l'ascolto di brani musicali classici o melodici, la sensibilità personale gioca un ruolo forse ancor più importante. Per questo motivo è fondamentale insegnare ai bambini, fin da...subito, quanto sia bella la caleidoscopica forma della musica. Ora, ad esempio, useremo la musica "barocca" per distinguere le caratteristiche della dinamica in un brano classico. I caratteri più evidenti di questo stile sono la grandiosità, la potenza, la teatralità e la ricerca di complicati effetti decorativi, che rispecchiano la fastosità delle nascenti monarchie assolute europee. Si è scelto come compositore Vivaldi,La Primavera, perché sintomatica del genere. Il 22
  23. 23. grande veneziano ha infatti dato forma e perfezione definitive al concerto solistico confermando la divisione tripartita e rafforzando la contrapposizione del "tutti" e dei "soli". Già nei primi movimenti della Primavera potremo udire l'oscillazione del forte e del piano, tesa a diversificare una stessa melodia, che si ripete a tratti cercando di suggerire le straordinarie immagini scenografiche che tutti conoscono... Senza scendere nel ridondante, noi vi consigliamo, invece, di far disporre i bambini in cerchio, un cerchio che si dà la mano. Durante l'ascolto del brano i bambini allargheranno il cerchio quando la melodia impenna verso il forte, lo restringeranno quando la musica scende al piano. Dopo un po' di pratica il cerchio che si allarga e si stringe potrà essere trasformato in una vera carola con salti, corsette, piroette. Inutile sottolineare che vi occorrerà un certo spazio! Ascoltate il brano e, ad occhi chiusi, figuratevi la scena...La Primavera Adesso, non ce ne vogliate, ma torniamo con i piedi per terra! E non è solo un modo di dire, giacché andremo a parlarvi de i Gesti-Suono e della loro indiscussa valenza educativa nel campo delle diversabilità e là dove occorra potenziare capacità di concentrazione, attenzione e coordinazione. Vogliamo qui ricordare che, pur non essendo gli insegnanti dei musicoterapeuti, durante le nostre lezioni non dobbiamo mai abbandonare il metodo del Matching Pacing Leading. Il matching indica il rispecchiamento, il pacing l’andare al passo con i bambini, l’assecondarli, il leading indica il guidare, condurre i bambini su una strada costruttiva. Perciò non dimentichiamo mai di cantare con loro, muoverci con loro, con loro giocare. Tornando al gesto-suono, del quale abbiamo accennato il valore terapeutico e didattico, aggiungiamo che esso rappresenta un modo di fare suoni con il corpo. Cominciamo chiedendo ai bambini di produrre un gesto-suono senza darne una definizione teorica: i bambini si produrranno in movimenti di vario tipo e con varie risultanze sonore. Proponiamo in seguito l'esecuzione di una canzone da accompagnare con gesti-suono che avremo concordato insieme agli alunni e rappresentato in maniera iconica alla lavagna; è necessaria una sequenza di quattro gesti-suono per le strofe della canzone che segue; il ritornello suggerisce invece,già nel testo, la mimica da eseguire. Prima di iniziare l'esecuzione del brano ripetiamo la sequenza dei movimenti per diventarne padroni. Durante il corso ci siamo, naturalmente, cimentate anche noi in tutte le attività e ... avreste dovuto vederci. Ma ora passiamo alla canzone, corredata da illustrazioni che indicano la sequenza di movimenti scelta da noi: 23
  24. 24. Terza lezione La terza lezione di si soffermerà sul terzo parametro del suono a cui si è data definizione nel primo incontro: la durata. Introdurre i bambini al concetto di durata, in musica così come in attività di altro tipo, non è cosa semplice. La definizione pedissequa della durata non ci aiuterebbe punto. Molto più utile, invece, sarà fare ricorso a giochi che si basino sulla discriminazione dei suoni distinti appunto non per timbro o intensità, ma per lunghezza. Per questo motivo, le prime attività da proporre ai bambini vertono sulla produzione di suoni lunghi e/o brevi prodotti con lo strumento "voce". Si tratta di veri e propri giochi di parole, che possono essere ripresentati nel corso degli anni scolastici per aiutare a consolidare l'abilità musicale preposta al riconoscimento e alla riproduzione dei ritmi. Ve ne forniamo solo alcuni esempi che certamente potranno ispirarvi a creare ulteriori giochi ritmici con le parole. 24 Mani in movimento (Ascolta il midi Leggi lo spartito) Batti batti batti sul tuo corpo. Cerca un suono fallo proprio tu . Con le mani e con le parole . Fai dei gesti meglio che si può . Rit. Girale, girale, battile, chiudile Tutte e due le mani. Girale, girale, battile, chiudile Proprio su di te. Girale, girale, battile, chiudile Tutte e due le mani. Girale, girale, battile, chiudile Fallo proprio tu!
  25. 25. Dividiamo la classe in tre gruppi; scriviamo alla lavagna alcune parole e indichiamo su ciascuna il numero di colpi del tamburello che accompagneranno l'emissione delle sillabe sonore che le compongono. Facciamo esercitare alla lettura ritmica delle parole un gruppo alla volta e, in seguito, tutti e tre i gruppi assieme. Un esempio? 3 1 1° gruppo DAAA - DO 1 1 1 1 2° gruppo TET-TO TET-TO 2 2 3° gruppo SAAS-SOO L'unica accortezza da seguire è il numero complessivo di colpi di tamburello, che deve essere uguale per ogni gruppo (nel nostro esempio 4 colpi). I bambini percepiranno la differenza di lunghezza tra le sillabe "tenute" per la durata di due colpi di tamburello e quelle lette velocemente, nel tempo di un solo colpo. Un ulteriore esempio, leggermente più complesso, è questo: 1 1 1 1 2 2 2 2 1° gruppo bab-bo bab-bo BAB-BO BAB-BO 2 2 2 2 1 1 1 1 2° gruppo BAB-BO BAB-BO bab-bo bab-bo 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 3° gruppo piop-pi piop-pi piop-pi piop-pi piop-pi piop-pi In questo caso l'unisono si realizza in dodici colpi di tamburello ma, naturalmente, il maestro può proseguire l'esecuzione del coro parlato ad libitum... Dopo un certo numero di esercizi così strutturati si può passere ad un'esecuzione corale su filastrocche, accompagnate da sillabe lunghe come sottofondo ritmico. Nell'esempio qui sotto un gruppo di alunni pronuncia ogni vocale nel tempo di una battuta di tamburello e, al contempo, un secondo gruppo di alunni deve scandire la filastrocca scritta sotto la vocale corrispondente. IL MIO GATTO A E I O Il mio gatto è un po' grasso A E I O Lui fa sempre un gran fracasso A E I O Vieni, vieni mio bel gatto A E I O Vieni qui e facciam fracasso A E I O Il mio gatto non c'è più Bum! 25
  26. 26. A E I O Il mio gatto non c'è più Bum! Di questi esercizi se ne può proporre una versione accompagnata dal movimento: è possibile, avendo a disposizione ampio spazio, disporre i bambini su due file poste orizzontalmente l'una di fronte all'altra. I bambini di una fila, a larghe falcate, cammineranno pronunciando una vocale ad ogni passo; i bambini dirimpetto nello stesso tempo di un passo dei compagni ne faranno due e reciteranno la filastrocca. Le due file dovrebbero incontrarsi esattamente al centro! (: Dopo un certo numero di esperienze sonore, quali giochi sonori spontanei e di esplorazione eseguiti con lo strumentario ritmico di classe, possiamo proporre l'esecuzione di un gioco utile a classificare i suoni di questi strumenti in base alla durata. Uno di questi potrebbe essere: LUNGO, CORTO, DECIDO IO Gli strumenti sono disposti al centro della stanza. Ciascun bambino ne sceglie uno e, dopo aver prodotto alcuni suoni, identifica la durata. Gli strumenti, a seguito di approvazione collettiva, vengono posti in zone separate: la zona degli strumenti che producono suoni lunghi (ad esempio il triangolo, il piatto sospeso...), la zona dei suoni corti (legnetti, nacchere...) o, se sono di durata modificabile dall'esecutore (per esempio il flauto, il palo della pioggia...), nella zona dei "decido io". Gli alunni più grandi (non vi diamo una fascia d'età precisa perché molto dipende dal grado di dimestichezza con la musica conquistato a scuola o altrove...) possono certamente essere avviati alla lettura delle figure di valore. Non è necessario proporre la canonica nomenclatura frazionaria: noi, ad esempio, sostituiamo il valore frazionario al numero di colpi battuti dal tamburello. Utilizziamo inizialmente, a scopo nozionistico "astratto", una scheda tipo questa: 26
  27. 27. Dopo proviamo "in concreto" a scrivere alla lavagna alcune sequenze ritmiche e facciamole eseguire dapprima con la voce. Sfruttando l'empirica esperienza che la vocale I corrisponde ad un suono breve e la A ad un suono lungo, moduliamo i ritmi in questo modo: TAA TA TI TI TAA TAAAA TA TI TI TAA TAA TA TA TAAAA TI TI TI TI TAA TA TAA TAAAA Dopo varie esecuzioni vocali si può certamente e gioiosamente passare ad esecuzioni strumentali, sempre ed anche con gli strumenti ritmici di classe. Di sicuro effetto gioioso è la proposta di eseguire una sequenza ritmica aggiungendo un esecutore al termine della stessa. Tale esercizio può essere fatto anche dai bambini che non hanno ancora appreso a leggere le figure di valore: sarà sufficiente che la maestra proponga una pulsazione ritmica regolare e compiuta; per aggregazione i bambini la imiteranno aggiungendosi secondo un turno stabilito in precedenza (se sono in fila, da destra a sinistra ...). Il concerto si può concludere per sottrazione, tacendo uno alla volta. Lasciamo a voi le varianti per gruppi di strumento, che sicuramente già vi sono venute in mente. Buon divertimento! Un tipo di coro parlato che costituisce vera e propria attività di drammatizzazione è il racconto: Nel giardino del castello (tratto da Gulliver edizioni) Una Rana da uno stagno chiama un Cigno per il bagno. A quel segno accorre il Ragno con il Topo Carlomagno. Volto arcigno, stretto il pugno, l'Orso Bruno arriva a giugno. "Non c'è miele" è il suo mugugno "Ma io qui che ci guadagno?" Da un cespuglio sbuca il Grillo, il Cane, il Gatto e il Pappagallo: "Accorrete" fa un Cavallo "Grande festa nel castello, frutta fresca e caramello: offre tutto Lord Cammello!" Orso Bruno, non lo sente (sta fingendo, certamente) e si avvia verso il torrente camminando pigramente. Rana, Ragno, Topo e Grillo, Cane Gatto e Pappagallo, col Cavallo dal Cammello si dilettano nel ballo. A fare da sottofondo agli eventi narrati si utilizza la filastrocca ritmica Cri Cri Cra, inserita nell'Antologia di Classe qui sotto. Lo spartito può essere stampato:soffermatevi con il puntatore sull'immagine e vi compariranno gli strumenti per stamparla o salvarla 27
  28. 28. sul vostro pc; in alternativa, cliccate di destro sull'immagine e scegliete salva o stampa dal menu di scelta rapida. Di questa filastrocca ritmica la nostra Insegnante del corso ha curato anche una versione a canone, anch'essa inserita nell'Antologia qui sotto. Sempre nell'Antologia trovate un bellissimo canone melodico dal titolo "Per la Pace", adatto però ai bambini più grandi. (È inutile ricordarvi quanto sia difficile l'esecuzione di una polifonia a canone, anche la più semplice... Se non ci credete, provate a far eseguire a tre gruppi di bambini la conosciutissima "Fra Martino". Se invece ci volete smentire... scriveteci la vostra felice esperienza.) Sempre contenuto nell'Antologia di Classe è un altro canone assai accattivante e proponibile agli alunni più piccoli:"Koocaburra". Sotto l'Antologia trovate i collegamenti ai files midi che vi permetteranno di "orecchiare" i ritmi e le melodie degli spartiti da cantare. Sfogliate le pagine dell'Antologia con gli appositi tasti sotto di essa. Ricomincia ASCOLTA: Cri Cri Cra (versione ritmica strumentale) Cri Cri Cra (versione ritmica strumentale a canone) Per la Pace (canone) Koocaburra (canone) Quarta lezione 28
  29. 29. Il tema portante di questo appuntamento è la dinamica del suono e del... silenzio. La necessità di affrontare la musica nel duplice aspetto di assenza e presenza di suoni è particolarmente eclatante nel contesto scolastico. Sia insegnando ai bambini piccoli della scuola dell'infanzia, sia a quelli più adulti della scuola primaria, il punto nodale è sempre lo stesso: come far comprendere loro l'importanza del silenzio come elemento di presenza nell'ambiente, e non di assenza? Il percorso didattico da privilegiare dovrà essere necessariamente graduale, anche se avessimo deciso di affrontare il problema un po' tardivamente. Per questo motivo vi proponiamo una serie di esercizi che prendono avvio dalla drammatizzazione di testi in poesia, accompagnati o no da semplici e libere esecuzioni strumentali, ad oralismi ed espressioni onomatopeiche scandite secondo i parametri sonori dell'intensità, fino a giungere all'esecuzione corale di semplici canti e canoni con dinamiche più complesse. Vogliamo esordire con un testo-gioco ispiratoci dal metodo RITMìA dal titolo " I FACCIOSILENZIO" 29
  30. 30. Si introduce la lezione disponendo i bambini in classe in maniera non convenzionale, magari seduti a terra in cerchio. L'insegnante, elemento del cerchio, recita o legge la poesia iniziando con un'intensità pari al pianissimo e innalza il tono della voce solo nel momento in cui irrompono nella scena- virtuale!- i Rompisilenzio. Il volume della voce raggiunge l'acme del fortissimo nel momento in cui arriva il re Silenzio e pone fine ai suoni. L'insegnante ripeterà la lettura invitando i bambini ad assumere una postura immobile, con la mano davanti alla bocca per evitare di emettere, col movimento o con la voce, qualsivoglia rumore che possa turbare l'incipit del racconto. In un secondo momento gli alunni diventeranno membri attivi della drammatizzazione. Si formeranno due gruppi:uno rappresenterà i Facciosilenzio e l'altro i Rompisilenzio. A questi ultimi saranno dati gli strumenti ritmici, da suonare secondo una pulsazione regolare concordata, e con essi rompere il silenzio. La voce recitante potrà essere ancora quella dell'insegnante (almeno fin quando i bambini non avranno memorizzato il testo) che 30
  31. 31. impersonerà dunque anche il re Silenzio. Un altro possibile testo da drammatizzare con suoni onomatopeici e movimenti mimetici è il seguente (di nostra creazione...) " 8 GEMELLI " La poesia può essere drammatizzata come la precedente: noi abbiamo utilizzato un grande plaid per nascondere i quattro gemelli silenziosi, i quali hanno iniziato a muoversi (e ad emettere i flebili suoni descritti) nel momento dei loro sogni. Il volume della voce recitante deve crescere con l'approssimarsi delle 4 sorelle rumorose. Esse, naturalmente, parlano e si muovono come i loro nomi impongono. L'arrivo del babbo è il punto del fortissimo del testo. Al termine della narrazione, i gemelli sotto la coperta si scoprono e si alzano. 31
  32. 32. Possono essere create da voi poesie di siffatta specie, sempre utilizzando nomi che rievochino suoni forti e deboli: tranquilli, vi riusciranno benissimo! Procedendo per gradi, come raccomandato all'inizio, vi consigliamo di passare poi ad attività di modulazione della voce su bans parlati: uno molto facile e "multidisciplinare" potrebbe essere il seguente. " FOUR-TISSIMO " Si utilizza l'omofonia della parola inglese "four", cioè 4, con il for italiano, prefisso di molti aggettivi: nel nostro caso giocheremo con fortissimo e formidabile. Quest'attività aiuta a comprendere il passaggio dinamico dal pp al ff con le sfumature d'intensità intermedie (vedi seconda lezione). Scegliamo un alunno o un'alunna come voce solista; il resto della classe è il coro. Il coro risponde con "Tissimo" a ciò che dice il solista. Il solista dice pianissimo:<< E one!>> Coro:<< tissimo>>, sempre pp; solista mp:<< E two!>> Coro mp:<< tissimo>>. p:<< E three!>> p:<< tissimo>>. f:<< E four! >> ff:<< tissimooooo>>. La stessa cosa si fa con il FOUR-MIDABILE. Tutto il ban può essere scandito da una pulsazione regolare e costante prodotta mediante il battito delle mani, che sfocia nell'applauso finale. Oppure possiamo scandire la sequenza dei numeri con diversi battiti: per esempio il primo con le mani; il secondo con i piedi; il terzo con mani e piedi e l'ultimo con l'applauso. Una fase successiva è il canto, ma sempre introdotto con gradualità: ve ne proponiamo uno semplicissimo che sanno tutti, anche i ragni ...! Si tratta del ban: "IL RAGNO E LA MOSCA". Il ragno, la mosca. Il ragno la mosca l'amma zza-zza! La piglia pel collo e la stro zza-zza! Si ripete più volte con un diminuendo ad ogni ripetizione, fino alla scomparsa totale del suono nel pronunciare i versi da "Il ragno..." e "La piglia ...": il suono si ode fortissimo solo quando arriva la battuta del "zza-zza". I bambini devono apprendere a sentire il ritmo delle battute vuote ripetendo "a mente" le parole mute. Ascoltate il midi...per intero. Ascolta: "Il Ragno e la Mosca" Dopo un certo numero di bans facili si può procedere all'esecuzione di canoni in cui il maestro richiede una dinamica diversa nelle battute finali, un forte o un mezzo forte, per mettere in risalto la dominante della melodia. Mettiamo a vostra disposizione gli spartiti di due canoni con il testo: 32
  33. 33. Il Pendolo (pdf) Arriva Primavera (pdf) Potete ascoltarne anche i midi:iniziano ambedue con il tema eseguito all'unisono, per comprenderlo meglio, ed in seguito udrete le entrate a canone. Ascolta: Il Pendolo (mid) Arriva Primavera (mid) Quinta lezione Abbiamo già accennato, nella seconda lezione, come la modalità in cui ciascuno di noi si pone all'ascolto della musica è connotata da molteplici aspetti. In primo luogo c'è la motivazione ad ascoltare; dopo c'è la posizione che si assume durante l'ascolto, la quale si accompagna al luogo dove si ascolta e al contesto;da ultimo c'è la finalità. Come educatori nell'arte della musica (occorre che vi rammenti la genealogie delle nove Muse, volta a rafforzare le concezioni filosofiche sul primato della musica nell'universo?) a noi sta l'onere di guidare i bambini a selezionare con cura tutti quanti gli aspetti dell'ascolto sopra evidenziati. Il primo e fondamentale passo da compiere, però, è generare nei nostri alunni la motivazione. Come? Walt Disney saprebbe risponderci senza esitazione. Approfittiamo dei suoi suggerimenti e, sì, iniziamo proprio dalla proiezione di film d'animazione dove l'immagine suggerisce il suono... (questo è il punto di vista dei nostri alunni, lo sapevate?). In realtà accade il contrario:la musica ispira le immagini. Per darne ai bambini la tangibile prova, al secondo appuntamento con l'ascolto facciamo sentire la musica e... chiediamo loro di chiudere gli occhi per vedere meglio la storia che noi racconteremo... "Viveva un tempo nella città di Norimberga un presidente, chiamato il presidente Silberhaus, il quale aveva un figlio e una figlia: Friz e Maria. È la vigilia di Natale. In casa del presidente Silberhaus fervono i preparativi per la grande festa. Gli ospiti arrivano con molti regali. Ma i bambini Friz e Maria ne attendono uno in particolare, il mago Drosselmayer. Egli è un abile confezionatore di giochi e sa raccontare bellissime storie. La festa ha inizio e il mago racconta la favola del Principe Schiaccianoci, della Principessa e del perfido Re Topo...." Avete riconosciuto l'incipit di uno dei più introspettivi e oscuri racconti di Hoffman, scrittore noir del secolo romantico. Non vi consigliamo la lettura di questo testo ma, trasformato in una romantica e classica fiaba natalizia, la versione di Alexandre Dumas père (Storia di uno Schiaccianoci). La musica da ascoltare, naturalmente, è "Lo Schiaccianoci" di Pëtr Il'ič Čajkovskij. A livelli avanzati, questo brano si presta come poche altre partiture a far maturare importanti consapevolezze sul linguaggio musicale, in particolare sul "colore in musica", sul timbro. Con i bambini più piccoli l'approccio più immediato è quello di collegare la musica alla 33
  34. 34. vicenda, con lo scopo di produrre una propria creazione scenica della storia.Il balletto è molto lungo e, naturalmente, andrà fatta una preliminare selezione dei brani. L'attività potrebbe essere strutturata in un percorso laboratoriale di musica e arte-immagine. Ma niente vieta che si possa ambire a mettere in scena, lavorando con bambini particolarmente motivati, un vero e proprio spettacolo coreografato. Dagli undici anni in su possiamo eseguire un traslato pittorico di questo assioma di Čajkovskij: "L'arte della strumentazione consiste nel capire una serie di cose: come usare i singoli gruppi strumentali in alternanza; come legarli adeguatamente; come economizzare gli effetti forti; in altre parole, come applicare il timbro, il colore tonale, alle idee musicali". Ascoltando Čajkovskij insegneremo ai nostri alunni come stendere i colori a pastello, così lievemente e uniformemente come il musicista fa con lo stile timbrico dello Schiaccianoci. I contenuti dei disegni saranno suggeriti dai titoli dei diversi brani:Ouverture miniatura, Marcia, Danza della Fata Confetto, Danza cinese, Valzer dei fiori, Danza russa, Danza araba, Danza dei mirlitons. Vi suggeriamo, poi, un percorso musicale-grafico-pittorico più adatto ai bambini della primaria, con sottofondo musicale de "Le Carnaval des animaux" di Camille Saint- Saëns. Quest'opera va inserita nel genere musicale descrittivo, tale, cioè, da trasmettere suggestioni visive immediate e patenti nell'intento stesso dell'autore. Tant'è che al cinquantunenne Saint-Saëns, compositore parigino di solidissima reputazione, non sembrò opportuno al momento far conoscere al pubblico, mediante stampa, la sua "grande fantasia zoologica". Era il 1886: la presentazione del Carnevale avvenne la sera di "martedì grasso" nella casa del violoncellista Lebouc, e sorprese tutti per la singolarità del soggetto e per l'ironico tratteggio espressivo. Saint-Saëns lo intese come un innocuo "divertissement" ad uso casalingo (anche se si scorge una vena di sarcasmo allorché scorrono i personaggi d'ambiente musicale). Perciò proibì la pubblicazione del lavoro, almeno finché fosse stato in vita, fatta eccezione per il penultimo quadro, "Il cigno". I quadri della Suite sono in tutto 14 e, con intenzioni caricaturali, prendono di mira galline e galli, tartarughe, canguri, e anche gli uomini. Di questi brani noi vi proponiamo solo una selezione e in versione midi. Cambiando diametralmente genere e rispondendo alla necessità di esprimere e analizzare il sentimento che più affascina e repelle i bambini, la paura, vi proponiamo l'ascolto di un Bach notissimo... ASCOLTA:Toccata e fuga in do minore Quale finalità indicare ai nostri piccoli allievi durante questi ascolti? Noi vi suggeriamo un percorso cromatico semplice e suggestivo. Chiediamo ai bambini di tracciare a matita, su foglio bianco, una linea a volute 34
  35. 35. ininterrotta, la cui fine coincida con l'inizio; poi facciamo campire ogni singola regione con colori diversi, scegliendo l'accostamento cromatico per contrasti o per sfumature tono su tono, secondo le suggestioni della musica. Guarda gli esempi cliccandoci sopra 1 2 Chiediamo di tracciare linee con l'uso del righello, in orizzontale, in verticale o in obliquo, intersecanti. Facciamo riempire le diverse regioni come indicato sopra, sempre trascinati dalle suggestioni musicali. Guarda gli esempi cliccandoci sopra 1 2 Alternando linee e curve, possiamo ottenere accostamenti di forme e colori contrastanti: questo tipo di lavoro ben si addice all'arte della "fuga". Guarda gli esempi cliccandoci sopra 1 2 Quando la musica descrittiva ci dipinge a lucidi tratti il suo contenuto, tanto vale illustrarlo così com'esso desidera! Diamo ai bambini un foglio con il disegno della sagoma del soggetto descritto dalla musica(nel nostro caso l'elefante di Saint-Saëns); facciamo ricoprire il foglio da una linea curva con estremi coincidenti, tracciata leggera a matita; chiediamo di colorare solo le regioni interne al soggetto; infine cancelliamo la linea ad esso esterna. Guarda l'elefante 1 2 3 Se i nostri allievi sono più grandi, possiamo utilizzare la tecnica del calligramma partendo dal disegno del soggetto musicato: ascoltiamo, ad esempio, il cigno di Saint- 35
  36. 36. Saëns e scriviamo la bella parola:CIGNO. Le immagine seguenti sono state realizzate dai nostri ex alunni durante l'ascolto di Uccelleria di Saint-Saëns e, come vi apparirà evidente, della Toccata e fuga in do minore di Johann Sebastian Bach... Uccelli 36
  37. 37. La voce della mia paura Vai all'Inferno (senza offesa...) In quest'ultimo quadro possiamo cogliere la struttura musicale del canone -di cui vi abbiamo dato cenni nelle precedenti lezioni- e della fuga. La parola deriva dal latino e vuole indicare la fuga delle varie voci, sia umane che strumentali, che si allontanano e si rincorrono l'una con l'altra. L'immagine ci propone temi grafici che si ripetono e si distorcono in un'alternanza di segni e colori uguali. La fuga è stata spesso considerata 37
  38. 38. un mistero impenetrabile, una forma musicale tanto ricca e complessa da risultare spesso inaccessibile al profano. Il nostro giovane artista sembra,invece, averla ben compresa... Superato lo stadio dell'analisi grafica ed emozionale di un'opera musicale (che, vi ricordiamo, è la principale fonte di motivazione all'ascolto attento), possiamo accedere al gradino superiore dell'analisi sistematica dei pezzi. In classe prepariamo l'ascolto con un brainstorming di termini appropriati ai vari elementi che dovremo analizzare; possiamo scriverli alla lavagna e lasciarveli durante l'ascolto. Vi diamo degli esempi... RITMO: lento, svelto, armonioso, scandito, concitato, mosso, palpitante... DINAMICA: piano, forte, mezzo piano, crescendo, diminuendo ... TIMBRO: squillante, dolce, sensuale, imperioso, profondo, pesante, leggero ... STRUMENTI: archi, fiati, a corde, a percussione ... ALTEZZA: suoni acuti, medi, gravi. Ora facciamo ascoltare un brano due volte: la prima per riconoscere i vari movimenti;la seconda per analizzarne gli aspetti in una tabella che avremo cura di fornire agli alunni. Questo è un tipo di tabella adatto all'analisi di un brano musicale con introduzione e tema, come La marcia reale del leone. INTRODUZIONE TEMA Ritmo Dinamica Timbro Strumenti Altezza Quest'altra tabella si può utilizzare per analizzare brani con solo tema. Ritmo Dinamica Timbro Strumenti Altezza Naturalmente, vi consigliamo di mettervi alla prova prima di proporre questa complessa esercitazione ai vostri allievi. 38
  39. 39. Ora che l'orecchio dei bambini è ben allenato, proviamo ad esercitare anche l'occhio. Vi forniamo alcune facili partiture, che possono introdurre al canto corale polifonico, con o senza accompagnamento di strumenti. Le difficoltà nel leggere partiture orchestrali sono moltissime, ma noi ve ne forniamo versioni semplificate dove, ad esempio, mancano i segni di ripetizione e testo e musica sono scritti sempre per intero. Per quanto concerne l'apprendimento e l'esecuzione di polifonie... le cose si complicano ancor di più. I bambini, specie i più piccoli, tendono a lasciarsi trascinare dalla linea melodica principale. Perciò vi raccomandiamo, con gli allievi più giovani, di far apprendere a ciascun gruppo la propria parte (non in stanze diverse!) e di insistere nell'esecuzione di quei punti dove notate incertezze. Quando i gruppi saranno padroni del loro tema melodico, allora uniteli e curate la coloritura del pezzo. Gli spartiti che vi proponiamo (corredati di midi) si adattano anche a simpatiche animazioni e semplici coreografie. Ve ne suggeriamo alcune, ma la vostra fantasia non mancherà di stupirvi. La pioggia: flessioni sulle ginocchia, su e giù a ritmo. Se disponete i bambini su più file ed alternate il movimento, l'effetto pioggia battente è assicurato. La pioggia (spartito) (midi) Il matrimonio del grillo: qui si può inscenare una festa di nozze, imitando le andature degli strani ospiti... Il matrimonio del grillo (spartito) (midi) Gli animali che vedo: per ogni animale descritto nelle strofe si sceglierà un alunno che ne imiti il comportamento. È possibile affidare questo compito ad una sola persona o ad un piccolo gruppo che alternerà tutte le varie modalità motorie e gestuali. Le ultime dodici battute prevedono molta concitazione:attenti agli scontri! Gli animali che vedo (spartito) (midi) Sesta lezione Ci stiamo per addentrare nel mondo teorico della musica, ma vogliamo farvi una raccomandazione: è vostro dovere di insegnanti conoscere tutto lo scibile sull'argomento, è altrettanto vostro dovere non pretendere lo stesso dai bambini. Saltate pure senza remore la teoria, mettete loro in mano uno strumento e fateli suonare. Lentamente e operando come con i messaggi pubblicitari subliminali, centellinate le nozioni imprescindibili durante le esecuzioni e ... avete fatto tutto! Nelle prime due classi della scuola primaria (ma anche ai bambini di 5 anni) si può insegnare ad usare, oltre lo strumentario ritmico già descritto nelle precedenti lezioni, un piccolo xilofono, anche solo di un'ottava. Dalla classe terza in poi abbiamo personalmente sperimentato con successo che è possibile far suonare il flauto dolce. È proprio per questo strumento che abbiamo raccolto alcuni facili spartiti (quasi tutti 39
  40. 40. senza alterazioni) e un vademecum scarno e funzionale. La teoria in breve L'altezza dei vari suoni viene rappresentata con le note musicali. Le note sono sette: DO, RE, MI, FA, SOL, LA, SI. Per distinguerle vengono scritte su uno speciale rigo musicale detto pentagramma, formato da cinque linee e quattro spazi da esse delimitati. Le note si leggono partendo dal basso e salendo verso l'alto. La chiave di violino è una sorta di chiave di lettura delle note: essa ci dice che la nota scritta sul secondo rigo a partire dal basso si chiama sol. Si è soliti far memorizzare ai bambini in modo separato i nomi delle note poste sui righi e negli spazi. Note sui righi Note negli spazi Ma in realtà le note sono molte più di sette, ciascuna rappresentante un suono ad altezza diversa; perciò occorre aggiungere notte sotto e sopra il pentagramma, con tagli in testa (quelli che attraversano la nota) o tagli in gola (quelli che stanno sotto la nota). Le note in basso rappresentano il suono basso; salendo sul pentagramma si alza l'altezza del suono. Per conoscere invece la durata dei suoni, le note hanno bisogno di un'ulteriore forma di rappresentazione (vedi terza lezione). Per non dilungarci e ripeterci, vi forniamo uno schema riassuntivo delle figure di valore, completo di pause: 40
  41. 41. Insegnare ai bambini a riconoscere le figure di valore è più importante che insegnare loro a riconoscerne l'altezza sul pentagramma; questo, in alternativa, lavorando con i bambini più piccoli, può essere sostituito dal rigo unico, sul quale scrivere le figure di valore accompagnate dal nome della nota. Per allungare la durata dei suoni viene utilizzato il punto di valore: . Esso è un puntino che, messo dopo la nota, aumenta di metà il suo valore. A conti fatti... A volte possiamo trovare il "doppio punto": in questo caso il secondo punto vale la metà del valore del primo. Di nuovo fatti i conti... Un altro espediente per allungare la durata di un suono è la legatura di valore: 41
  42. 42. . I valori delle note legate vengono sommati come a formare un'unica nota. C'è poi la volontà dell'esecutore nel prolungare i suoni: . Si chiama corona e permette di tenere il suono quanto vogliamo. Ed ora parliamo di tempo: esso viene indicato da una didascalia sul pentagramma, all'inizio del brano: allegro, andante, moderato... Il pentagramma viene diviso da tante linee verticali dette stanghette. Lo spazio tra una linea e l'altra si chiama battuta o misura: . La durata della battuta viene indicata da una frazione posta all'inizio del brano musicale, subito dopo la chiave. Facciamola ben notare ai nostri allievi prima dell'esecuzione di un brano e alleniamoli a contare con esercizi di solfeggio corale, scanditi dal battere del tamburello. Il solfeggio... che bello!!! Rendiamolo tale con variazioni motorie: le minime ci fanno agitare in alto le braccia due volte, le semiminime ci fanno battere il palmo sul banco, le crome si tamburellano con l'indice ... fate voi... almeno all'inizio. Dopo, solfeggio breve e canonico con la voce, a ritmo di battute del tamburello. A noi piace molto sostituire le astrattezze di questi paragrafi fornendo ai nostri alunni questo spartito: "L'alfabeto della musica (pdf)" [ midi] . Il brano può essere cantato con l'accompagnamento dello xilofono, anche se siete alla ... primissima lezione di musica. Se torniamo a proporre ai bambini l'immagine del pentagramma con le note in successione e ci aiutiamo con una tastiera, possiamo far loro comprendere il concetto di intervallo musicale. 42
  43. 43. I sette suoni in successione che compongono l'ottava rappresentano sette piccoli intervalli: essi si suonano utilizzando unicamente i tasti bianchi e si chiamano intervalli di tono. Ma in realtà, tra un salto e l'altro ci sono degli intervalli intermedi, rappresentati dai suoni dei tasti neri: essi sono gli intervalli di semitono. Se contiamo ora i suoni ne troviamo 12: i sette naturali (DO-RE-MI-FA-SOL-LA-SI) più altri cinque alterati. Ovviamente su uno spartito musicale si possono trovare note alterate che ci indicano di suonare i corrispondenti semitoni. I segni delle alterazioni sono questi: . Il diesis aumenta di un semitono il suono naturale. Il bemolle abbassa di un semitono il suono naturale. Le alterazioni possono essere anche permanenti all'interno di un brano. In questo caso vengono indicate in chiave, cioè all'inizio del brano, vicino alla chiave di violino, sul rigo o nello spazio relativo al suono da alterare. 43
  44. 44. Per indicare che il suono alterato deve tornare allo stato naturale si usa questo simbolo: Torniamo ancora a ribadire che per amare la musica e imparare a farla ... bisogna farla. Perciò procuratevi un flauto per ogni vostro alunno e iniziateli tutti alla magia del concerto di classe. Raccomandiamo gradualità, giacché l'entusiasmo può farvi galoppare...lasciando indietro quei pochi allievi la cui manina piccola necessita di un po' di esercizio in più. Se questi piccolini non riescono a stare al passo, rischiano di tediarsi al suono della musica (altrui). Quando si suona il flauto dolce è importante tenere il corpo rilassato: schiena eretta, testa leggermente inclinata; spalle, braccia, mani e dita rilassate. Il flauto viene tenuto con entrambe le mani; il pollice della mano destra sostiene il flauto dal basso; il pollice e il medio della sinistra servono ad equilibrarlo. Il becco, la parte estrema dell'imboccatura, è appoggiata alle labbra inferiori senza toccare i denti. Il labbro superiore circonda il margine superiore del becco. Non deve passare aria dai lati. In questa immagine vediamo quale posto ha ciascun dito delle due mani coinvolte e la giusta presa, con la mano sinistra in alto, verso l'imboccatura, e la destra in basso. 44
  45. 45. Con le due seguenti immagini vi indichiamo come si suonano le diverse note: i fori neri sono quelli da chiudere per ottenere il suono indicato; il foro disegnato esternamente al flauto rappresenta il foro posteriore. Quando vedete fori semianneriti significa che, naturalmente, il foro stesso va tenuto semiaperto. Questa prima immagine è sufficiente per insegnare a suonare i suoni naturali: si parte dal DO basso e si termina con il RE" (alto). Lo so che ci ripetiamo, ma è d'uopo la gradualità nell'esercitare e memorizzare le posizioni per l'emissione dei suoni. Gli spartiti che abbiamo inserito in tabella a fine lezione sono graduati in modo da esercitare poche note alla volta (indicate accanto al titolo). Questa seconda immagine indica la diteggiatura per i più ... spericolati! Il flauto è rovesciato rispetto al precedente: l'imboccatura è indicata in alto. 45
  46. 46. Ci sono tutti i suoni naturali e alterati che si possono ottenere con il flauto dolce. Non ci preoccupiamo se l'immagine non è nitida, perché tanto la potete trovare sulla copertina di tutti i quadernini pentagrammati comunemente in vendita. Nella tabella qui sotto abbiamo raccolto semplici e orecchiabili melodie; molte sono conosciute e perciò più accattivanti. Alcune hanno un testo da cantare. Potete inventare semplici accompagnamenti ritmici per coinvolgere, nel concerto di classe, anche quei bambini che proprio non possono gestire il flauto... TITOLO pdf midi Giro girotondo, con testo (SOL-LA-MI-SI-DO") Oh che bel castello -tradizionale (MI-DO-RE-SOL-FA) Merrily we roll along , con testo (SI-LA-SOL-RE") When the saints go marching in, con testo (SOL-SI DO"- RE-LA) Inno alla gioia-L.V.Beethoven (SI-DO"-RE"-LA-SOL) Twinkle Tinkle Little Star - Mozart (DO-SOL-LA-MI- RE-FA) Piove piove - tradizionale, con testo (SOL-LA MI-SI-FA- RE-DO) Le belle statuine - tradizionale, con testo (DO-MI-RE- SOL-FA) Minuetto (SOL-DO-RE-MI-FA-LA-SI) Ninna nanna-Brahms (in 3/4, note con il punto) Astro del ciel (in 3/4, note con il punto) 46

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