Ce diaporama a bien été signalé.
Nous utilisons votre profil LinkedIn et vos données d’activité pour vous proposer des publicités personnalisées et pertinentes. Vous pouvez changer vos préférences de publicités à tout moment.

Traduction mécanique d'un extrait de Zadig par Federico Pucci (1931)

913 vues

Publié le

Premier exemple au monde d'un texte traduit "mécaniquement", publié dès 1931, fruit du génie de Federico Pucci, qui réussit même à faire mieux que Google avec 87 ans d'avance !

Publié dans : Sciences
  • Soyez le premier à commenter

  • Soyez le premier à aimer ceci

Traduction mécanique d'un extrait de Zadig par Federico Pucci (1931)

  1. 1. Naples, 23/03/1896 - Salerno, 6/03/1973 Federico Pucci, homme d'ingéniosité et de culture, précurseur absolu – et totalement oublié – de la traduction automatique telle que nous la connaissons aujourd’hui, bat pourtant tous les records :  2019 sera le 90e anniversaire de la première présentation de son concept de « traducteur mécanique », en décembre 1929 à Salerne ;  c’est lui qui nous donne très vraisemblablement (jusqu’à preuve du contraire) le premier livre au monde jamais publié sur un dispositif de « traduction mécanique », mis sous presse à Salerne en 1931 (An IX de l’ère fasciste !), intitulé (ma traduction) : « Le traducteur mécanique et la méthode pour correspondre entre européens, chacun en connaissant uniquement sa propre langue - Partie I » ;  c’est encore lui qui nous donne le premier texte au monde traduit « mécaniquement » et imprimé noir sur blanc, en concluant par l’exemple les 68 pages descriptives de l’ouvrage mentionné au point précédent, dans lequel il explique sa « méthode dérivée » pour traduire un texte du français à l'italien sans connaître le français ; il s’agit d’un passage extrait du Zadig (début du chapitre II) de Voltaire, à qui M. Pucci vouait une sincère admiration (selon sa fille et sa petite-fille). Bien que 87 ans séparent cette première « traduction mécanique », imprimée en 1931, de la « traduction automatique neuronale » de Google (2018), M. Pucci tient parfaitement la comparaison qualitative avec Google, en allant même jusqu’à dépasser le système GNMT là où celui-ci commet un contre-sens ! M. Pucci : 1 - Google : 0, qui dit mieux ? Mais pour vous laisser juger par vous-même, permettez-moi de vous présenter sous forme de tableaux le texte source et ses différentes traductions (dans l’ordre : Federico Pucci, Google, Ed. Studio Tesi, Giunti Editore SpA, Newton Compton Editori et, pour finir, ma propre version), d’abord en entier, puis segment par segment. Pour faciliter la compréhension, j’y ai ajouté le code couleur suivant : Zadig, de Voltaire (1747-1748) Traduction mécanique de Federico Pucci (1931) Traduction automatique neuronale de Google (2018) Ed. Studio Tesi (1994) Giunti Editore SpA (2005) Newton Compton Editori (1995, 2011) Ma version italienne (2018) Bonne lecture ! *
  2. 2. Source : Zadig, de Voltaire (1747-1748) Le nez d’un mari Un jour Azora revint d’une promenade, tout en colère, et faisant de grandes exclamations. Qu’avez- vous, lui dit-il, ma chère épouse ? Qui peut vous mettre ainsi hors de vous-même ? Hélas ! dit-elle, vous seriez indigné comme moi, si vous aviez vu le spectacle dont je viens d’être témoin. J’ai été consoler la jeune veuve Cosrue, qui vient d’élever depuis deux jours un tombeau à son jeune époux auprès du ruisseau qui borde cette prairie. Elle a promis aux dieux dans sa douleur de demeurer auprès de ce tombeau tant que l’eau de ce ruisseau coulerait auprès. …Azora se répandit en des invectives si longues, éclata en reproches si violents contre la jeune veuve, que ce faste de vertus ne plut pas à Zadig. Il avait un ami, nommé Cador, qui était un de ces jeunes gens à qui sa femme trouvait plus de probité et de mérite qu’aux autres: il le mit dans sa confidence et s’assura autant qu’il le put de sa fidélité par des présents considérables. Federico Pucci, « Il traduttore meccanico » (1931) Il naso di un marito Un giorno Azora ritornò da una passeggiata tutta in collera, e facendo di grandi esclamazioni. Che avete voi, le (gli) disse Zadig, mia cara sposa? Chi può voi mettere così fuori di voi stessa? Ahimè! disse ella, voi sareste indignata come me, se voi avevate visto lo spettacolo di cui io vengo da essere testimone. Io ho stato consolare la giovane vedova Cosrue, che viene da elevare da due giorni una tomba a suo giovane sposo presso il ruscello che costeggia questa prateria. Ella ha promesso agli dei in suo dolore di dimorare (restare) presso quella tomba, finché l’acqua di quel ruscello scorrerebbe presso. (omissis) Eli aveva un amico, chiamato Cador, che era uno di quelle giovani genti a chi sua moglie trovava più di probità e di merito che agli altri, egli lo mise in sua confidenza e si assicurò, tanto che egli lo poteva, di sua fedeltà con un dono considerevole. Google's Neural Machine Translation (GNMT, 2018) Il naso di un marito Un giorno Azora tornò da una passeggiata, arrabbiata e facendo forti esclamazioni. Che cosa dici, mia cara moglie? Chi può farti uscire da te? Ahimè! lei disse, saresti indignato come me, se tu avessi visto lo spettacolo di cui sono stato appena testimone. Ho consolato la giovane vedova Cosrue, che ha appena alzato per due giorni una tomba al suo giovane marito vicino al torrente che costeggia questo prato. Ha promesso agli dei nel suo dolore di stare vicino a questa tomba mentre scorreva l’acqua di questo flusso. Azora si sparse in lunghe invettive, scoppiò in violenti rimproveri contro la giovane vedova, che questa ostentazione di virtù non piaceva a Zadig. Aveva un amico, di nome Cador, che era uno di quei giovani uomini a cui sua moglie trovava più probità e merito degli altri: lo confidava e si assicurava quanto poteva della sua fedeltà da regali considerevoli.
  3. 3. Ed. Studio Tesi (1994) Il naso Un giorno Azora ritornò da una passeggiata in preda a una grande collera, pronunciando grandi esclamazioni. «Che avete, – le disse, – mia dolce sposa? Chi può causarvi tanta ira?» «Oh! – disse, – sareste indignato quanto me se aveste assistito allo spettacolo di cui sono stata testimone. Mi sono recata a consolare la giovane vedova Cosrou, che da due giorni ha eretto la tomba al suo giovane sposo presso il ruscello che delimita la prateria. Sconvolta dal dolore, ha promesso agli dei che sarebbe rimasta presso quella finché l’acqua del ruscello avesse continuato a scorrere accanto.» Azora proruppe in invettive così lunghe, esplose in biasimi così violenti contro la giovane vedova che tale fasto di virtù non piacque a Zadig. Egli aveva un amico di nome Cador, uno di quei giovani che sua moglie trovava più onesti e più saggi degli altri: Zadig gli confidò il suo segreto e si assicurò, per quanto possibile, della sua fedeltà con un dono considerevole. Giunti Editore SpA (2005) Il naso Un giorno Azora tornò incollerita da una passeggiata, lamentandosi ad alta voce. «Che cos’ha, mia cara sposa?», le chiese Zadig. «Chi può procurarle una così grande collera?» «Ohimè!» rispose Azora. «Sarebbe anche lei come me, se avesse assistito allo spettacolo di cui sono appena stata testimone. Sono andata a consolare la giovane vedova Cosru, che due giorni fa ha innalzato una tomba al suo giovane marito nei pressi del ruscello che lambisce il prato. Nel suo dolore, ha promesso agli dei di rimanere accanto alla tomba fino a che l’acqua del ruscello vi scorrerà vicino». Azora si profuse in invettive così lunghe, scoppiò in rimproveri così violenti contro la giovane vedova, che questa ostentazione di virtù non piacque a Zadig. Egli aveva un amico di nome Cador, uno giovane che Azora trovava più retto e più meritovole degli altri: si confidò con lui e, per quanto possibile, si assicurò la sua fedeltà con un regalo considerevole. Newton Compton Editori (1995, 2011) Il naso Un giorno Azora tornò da una passeggiata, piena di collera e lanciando alte esclamazioni. «Che cosa avete, le disse egli, mia cara sposa? Chi ha potuto farvi uscire così fuori di voi stessa? – Ahimè, disse lei, sareste indignato come me se aveste visto lo spettacolo di cui sono stata testimone. Sono stata a consolare la fresca vedova Cosru, che da due giorni ha innalzato una tomba al suo giovane sposo vicino al ruscello che limita il prato. Ella ha promesso agli dei, nel suo dolore, di rimanere vicino a quella tomba finché l’acqua del ruscello vi scorra accanto. Azora si profuse in invettive tanto lunghe, scoppiò in rimproveri tanto violenti contro la vedovella, che quell’ostentazione di virtù non piacque a Zadig. Egli aveva un amico, chiamato Cador, uno giovane nel quale sua moglie vedeva più probità e meriti che negli altri: si confidò con lui e si assicurò della sua fedeltà, per quanto poteva, con un dono considerevole.
  4. 4. Le nez d’un mari Il naso di un marito Il naso di un marito Il naso Il naso Il naso Il naso di un marito Un jour Azora revint d’une promenade, tout en colère, et faisant de grandes exclamations. Un giorno Azora ritornò da una passeggiata tutta in collera, e facendo di grandi esclamazioni. Un giorno Azora tornò da una passeggiata, arrabbiata e facendo forti esclamazioni. Un giorno Azora ritornò da una passeggiata in preda a una grande collera, pronunciando grandi esclamazioni. Un giorno Azora tornò incollerita da una passeggiata, lamentandosi ad alta voce. Un giorno Azora tornò da una passeggiata, piena di collera e lanciando alte esclamazioni. Un giorno Azora tornò da una passeggiata, arrabbiata e lamentandosi a gran voce. Qu’avez-vous, lui dit-il, ma chère épouse ? Qui peut vous mettre ainsi hors de vous-même ? Che avete voi, le (gli) disse Zadig, mia cara sposa? Chi può voi mettere così fuori di voi stessa? Che cosa dici, mia cara moglie? Chi può farti uscire da te? «Che avete, – le disse, – mia dolce sposa? Chi può causarvi tanta ira?» «Che cos’ha, mia cara sposa?», le chiese Zadig. «Chi può procurarle una così grande collera?» «Che cosa avete, le disse egli, mia cara sposa? Chi ha potuto farvi uscire così fuori di voi stessa? Che cosa avete, mia cara sposa? – le chiese Zadig. Chi ha potuto mettervi fuori di voi stessa in questo modo? Hélas ! dit-elle, vous seriez indigné comme moi, si vous aviez vu le spectacle dont je viens d’être témoin. Ahimè! disse ella, voi sareste indignata come me, se voi avevate visto lo spettacolo di cui io vengo da essere testimone. Ahimè! lei disse, saresti indignato come me, se tu avessi visto lo spettacolo di cui sono stato appena testimone. «Oh! – disse, –sareste indignato quanto me se aveste assistito allo spettacolo di cui sono stata testimone. «Ohimè!» rispose Azora. «Sarebbe anche lei come me, se avesse assistito allo spettacolo di cui sono appena stata testimone. – Ahimè, disse lei, sareste indignato come me se aveste visto lo spettacolo di cui sono stata testimone. Ahimè! – disse Azora, se aveste visto lo spettacolo di cui sono stata testimone, sareste indignato quanto me.
  5. 5. J’ai été consoler la jeune veuve Cosrue, qui vient d’élever depuis deux jours un tombeau à son jeune époux auprès du ruisseau qui borde cette prairie. Io ho stato consolare la giovane vedova Cosrue, che viene da elevare da due giorni una tomba a suo giovane sposo presso il ruscello che costeggia questa prateria. Ho consolato la giovane vedova Cosrue, che ha appena alzato per due giorni una tomba al suo giovane marito vicino al torrente che costeggia questo prato. Mi sono recata a consolare la giovane vedova Cosrou, che da due giorni ha eretto la tomba al suo giovane sposo presso il ruscello che delimita la prateria. Sono andata a consolare la giovane vedova Cosru, che due giorni fa ha innalzato una tomba al suo giovane marito nei pressi del ruscello che lambisce il prato. Sono stata a consolare la fresca vedova Cosru, che da due giorni ha innalzato una tomba al suo giovane sposo vicino al ruscello che limita il prato. Sono andata a consolare la giovane vedova Cosru, che due giorni fa ha eretto una tomba al suo giovane sposo, presso il ruscello che costeggia il prato. Elle a promis aux dieux dans sa douleur de demeurer auprès de ce tombeau tant que l’eau de ce ruisseau coulerait auprès. Ella ha promesso agli dei in suo dolore di dimorare (restare) presso quella tomba, finché l’acqua di quel ruscello scorrerebbe presso. Ha promesso agli dei nel suo dolore di stare vicino a questa tomba mentre scorreva l’acqua di questo flusso. Sconvolta dal dolore, ha promesso agli dei che sarebbe rimasta presso quella finché l’acqua del ruscello avesse continuato a scorrere accanto.» Nel suo dolore, ha promesso agli dei di rimanere accanto alla tomba fino a che l’acqua del ruscello vi scorrerà vicino». Ella ha promesso agli dei, nel suo dolore, di rimanere vicino a quella tomba finché l’acqua del ruscello vi scorra accanto. Nel suo dolore, ha promesso agli dei di rimanere accanto alla tomba finché l’acqua del ruscello vi scorrerà vicino. Azora se répandit en des invectives si longues, éclata en reproches si violents contre la jeune veuve, que ce faste de vertus ne plut pas à Zadig. (omissis, non tradotto) Azora si sparse in lunghe invettive, scoppiò in violenti rimproveri contro la giovane vedova, che questa ostentazione di virtù non piaceva a Zadig. Azora proruppe in invettive così lunghe, esplose in biasimi così violenti contro la giovane vedova che tale fasto di virtù non piacque a Zadig. Azora si profuse in invettive così lunghe, scoppiò in rimproveri così violenti contro la giovane vedova, che questa ostentazione di virtù non piacque a Zadig. Azora si profuse in invettive tanto lunghe, scoppiò in rimproveri tanto violenti contro la vedovella, che quell’ostentazione di virtù non piacque a Zadig. Azora si profuse in invettive così lunghe, scoppiò in rimproveri così violenti contro la giovane vedova, che quell’ostentazione di virtù non piacque a Zadig.
  6. 6. Il avait un ami, nommé Cador, qui était un de ces jeunes gens à qui sa femme trouvait plus de probité et de mérite qu’aux autres: Eli aveva un amico, chiamato Cador, che era uno di quelle giovani genti a chi sua moglie trovava più di probità e di merito che agli altri, Aveva un amico, di nome Cador, che era uno di quei giovani uomini a cui sua moglie trovava più probità e merito degli altri: Egli aveva un amico di nome Cador, uno di quei giovani che sua moglie trovava più onesti e più saggi degli altri: Egli aveva un amico di nome Cador, uno giovane che Azora trovava più retto e più meritovole degli altri: Egli aveva un amico, chiamato Cador, uno giovane nel quale sua moglie vedeva più probità e meriti che negli altri: Egli aveva un amico di nome Cador, uno di quei giovani che sua moglie trovava più onesto e meritevole degli altri: il le mit dans sa confidence et s’assura autant qu’il le put de sa fidélité par des présents considérables. egli lo mise in sua confidenza e si assicurò, tanto che egli lo poteva, di sua fedeltà con un dono considerevole. lo confidava e si assicurava quanto poteva della sua fedeltà da regali considerevoli. Zadig gli confidò il suo segreto e si assicurò, per quanto possibile, della sua fedeltà con un dono considerevole. si confidò con lui e, per quanto possibile, si assicurò la sua fedeltà con un regalo considerevole. si confidò con lui e si assicurò della sua fedeltà, per quanto poteva, con un dono considerevole. si confidò con lui e, per quanto possibile, si assicurò della sua fedeltà con doni considerevoli. Ma version italienne (2018) Il naso di un marito Un giorno Azora tornò da una passeggiata, arrabbiata e lamentandosi a gran voce. Che cosa avete, mia cara sposa? – le chiese Zadig. Chi ha potuto mettervi fuori di voi stessa in questo modo? Ahimè! – disse Azora, se aveste visto lo spettacolo di cui sono stata testimone, sareste indignato quanto me. Sono andata a consolare la giovane vedova Cosru, che due giorni fa ha eretto una tomba al suo giovane sposo, presso il ruscello che costeggia il prato. Nel suo dolore, ha promesso agli dei di rimanere accanto alla tomba finché l’acqua del ruscello vi scorrerà vicino. Azora si profuse in invettive così lunghe, scoppiò in rimproveri così violenti contro la giovane vedova, che quell’ostentazione di virtù non piacque a Zadig. Egli aveva un amico di nome Cador, uno di quei giovani che sua moglie trovava più onesto e meritevole degli altri: si confidò con lui e, per quanto possibile, si assicurò della sua fedeltà con doni considerevoli. *
  7. 7. Dans l’attente qu’une université ou un acteur majeur de la traduction automatique dans le monde finisse par comprendre l’importance de Monsieur Pucci dans l’histoire de la TA et se lance dans la construction d’un prototype fonctionnel des différentes déclinaisons de ses « machines à traduire », une première étape, d’ores et déjà réalisable sans aucun investissement lourd, passerait par la reconstitution de ce premier texte traduit « mécaniquement » en suivant simplement les instructions de Monsieur Pucci ! Il nous l’explique lui-même dans son livre-machine, intitulé : « Le traducteur dynamo- mécanique. Type "livre-machine". Série a. L'invention pour traduire de manière immédiate dans les langues de l'Occident sans les connaitre et presque sans dictionnaire. Op. I : Italien-Anglais », où sont décrits les 4 modules composant une « maquette » de la machine : A désigne le vocabulaire mobile, B le complément au vocabulaire mobile, C le correcteur syntaxique et D le correcteur morphologique. Or en disposant déjà du fascicule 1 (français - italien) de son « traducteur dynamo- mécanique » (1949), de son « Vocabulaire mobile italien - français : (partie Traducteur mécanique) » (1958), et, surtout, des différents tableaux de clés et de correspondances décrits en 1931 dans son « traducteur mécanique », il ne devrait pas être impossible de reconstituer le vocabulaire mobile français-italien ainsi que les correcteurs syntaxique et morphologique pour cette paire linguistique. Il se pourrait d’ailleurs que l’Université de Salerne soit intéressée pour approfondir les termes d’une collaboration. Si c’est le cas, je ne manquerai pas de leur proposer cette première expérimentation (certains des ouvrages de M. Pucci se trouvant déjà à la bibliothèque provinciale de Salerne) : parvenir à reconstituer 87 ans après - en respectant scrupuleusement les indications de son concepteur - le premier texte traduit « mécaniquement », puis le comparer à la version rapportée ici, publiée dès 1931 ; obtenir une correspondance de 100 % entre les deux textes (avec une tolérance de ± 10 %) serait la preuve définitive, un témoignage éclatant et irréfutable de la clairvoyance unique, voire du génie de M. Federico Pucci ! Jean-Marie Le Ray, Rome, 24 septembre 2018

×