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LdB109 seravalle_sketchnoting_22-24_10_2014

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Lezioni 22-23 ottobre

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LdB109 seravalle_sketchnoting_22-24_10_2014

  1. 1. CORSO BASE ILLUSTRAZIONE STRATEGICA a cura di Monica Diari e Sara Seravalle Tutte le immagini contenute in questa dispensa sono state disegnate da Monica e Sara. Per utilizzarle chiedete il permesso e citate le fonti. (per info: www.sketchapensieri.it mdiari@hotmail.com saraseravalle@gmail.com).
  2. 2. Sei cintura nera nell’ascolto attivo. Quando parli con qualcuno, spesso ti fermi e riassumi: “Se ho capito bene intendi dire che…” e l’interlocutore si riconosce nella tua sintesi. Hai una calligrafia leggibile. Sei coraggioso e stai di fronte a un gruppo a scrivere e/o disegnare senza problemi. Sai mettere da parte le tue necessità per aiutare il gruppo nel migliore dei modi. Hai esperienza nel mondo della grafica, del design, dell’arte, del fumetto o della progettazione. Sai come fare una composizione e come disporre gli elementi nello spazio. Sai usare i colori e le combinazioni di colore e il disco cromatico. Sai organizzare le informazioni. Sai ascoltare obiettivamente “con orecchio equo” anche se hai un interesse implicato nel discorso. Non dici mai, o quantomeno raramente “non mi state ascoltando”. I FATTORI DI SUCCESSO DELLA FACILITAZIONE VISUALE Segna tra questi elementi quelli che ti caratterizzano, che riconosci come tuoi:
  3. 3. Sai disegnare o imparerai a farlo. Se già sai disegnare bene, sai anche farlo velocemente. Se già sai disegnare bene, non tendi a innamorarti dei tuoi disegni. Desideri aiutare gli altri. Sei bravo a creare connessioni tra le cose. Tendi a vedere le cose per grandi immagini. Riesci a comprendere come le singole parti costituiscono o possono costituire un insieme. Ti piace cercare di capire come sono organizzate le idee. Impari con le tue stesse mani. Comprendi e ascolti meglio se scrivi o disegni. Ti piace lavorare coinvolgendo tutto il tuo corpo. Riesci a concentrarti in una conversazione e a sentirti parte di essa. Sei multitasking. L’idea di ascoltare, organizzare, disegnare al tempo stesso non manda in cortocircuito il tuo cervello. Scrivi bene. Non ti spaventa fare errori di fronte alla gente, sai come recuperare rapidamente. Sai riconoscere i modelli che emergono. Cerchi spesso gli elementi comuni tra persone, idee e cose. Ti piace lavorare nei meeting e nelle riunioni per essere più produttivo e non sprecare il tempo di nessuno. Sei bravo a leggere le dinamiche di gruppo. Lavori bene in un ambiente dinamico e sfidante che cambia continuamente. Ti adatti bene ai cambiamenti. Ti gestisci bene da solo sul lavoro. Sei indipendente. Sei consapevole di te e sai come sfidarti. Sei bravo a dedurre cose e a immaginarle anche fuori dal loro contesto.
  4. 4. ILLUSTRAZIONE STRATEGICA GRAPHIC RECORDING E’ il processo di traduzione in tempo reale di idee complesse in parole e immagini. Serve per essere capiti senza fraintendimenti. Consente di sviluppare rapidamente strategie. Il graphic recording esplicita su fogli di grandi dimensioni le connessioni possibili tra gli speeches o gli interventi che si sussegguono durante un convegno/incontro. È il processo di coinvolgimento creativo di persone che lavorano insieme allo sviluppo di un’’immagine di una visione, piano, prodotto, messaggio, storie, ecc... Trasforma il business con arte. Visualizza per realizzare nuove idee.
  5. 5. PERCHÉ L’ ILLUSTRAZIONE STRATEGICA PUÒ AIUTARTI ? - Nelle situazione in cui si esprime un pensiero critico: spesso in un gruppo di lavoro le informazioni di base di cui si dispone prima del confronto e del lavoro comune sono differenti e diventa difficile “parlare la stessa lingua” e comprendersisenzafraintendimenti.Leimmaginieleparole-chiavepossono aiutare. - In caso di conflitto e di necessita’ di problem solving: rappresentare il problema e i termini del conflitto su un foglio significa mettere da parte le posizioni e tenere l’interesse comune al centro del discorso in modo chiaro e richiede una riflessione sulle parole che spesso sono la miccia scatenante del problema. - Nella pianificazione strategica: un progetto complesso richiede la visualizzazione di tutti i passaggi condivisi e la messa in comune degli stessi con tutto il team di lavoro in modo chiaro, trasparente, non fraintendibile. Ragionare per icone e parole-chiave, per interconnessioni e passaggi espliciti, aiuta ad attivare una strategia di progetto più consapevole, rapida e sviluppata.
  6. 6. RISPETTO PER IL FOGLIO BIANCO Spesso un foglio bianco crea imbarazzo. Pensate al blocco dello scrittore. Non si sa mai da che parte iniziare, come riempirlo, se basterà un foglio per un intero incontro/riunione/progetto. E’ bene partire dalla considerazione che il bianco non è un problema. Lasciare spazi vuoti non è sbagliato.. Certo ragionare prima su come organizzare una mappa o uno storytelling aiuta a rappresentare tutto il processo in modo organico e coerente. Impareremo a farlo. PRENDIAMO CONFIDENZA CON IL FOGLIO Non pensate di avere un foglio bianco davanti a voi. . . rilassatevi. Rilassate piedi, gambe, pancia, polmoni, spalle, braccia, . . . Ascoltate la musica e. . . lasciatevi andare. . . lasciate che la vostra mano vi guidi e disegni per voi e cosa importante anzi importantissima ricordatevi di respirare! NON CREDIAMO NELL’ ERRORE Disegnando non si commettono veri e propri errori, alcuni disegni riescono in modo più chiaro e convincente di altri. Non preoccupatevi e lasciate andare la fantasia. Alcuni disegni riescono in modi diversi a seconda delle dimensioni in cui vengono rappresentati: per qualcuno è più semplice disegnare in piccolo, per altri in grande e variare può generare incertezze nel tratto, ma non è un problema, si tratta di fare tanto esercizio e trovare coraggio!
  7. 7. LETTERING Griglia: quando si lavora dal vivo non c’è il tempo per predisporre una grigla. Immaginala e non preoccuparti di scrivere storto. L’importante è che concetti di peso diverso vengano scritti in modo da porre l’accento sulla loro importanza. Concentrati quindi sulle dimensioni dei caratteri (mai meno di 2 cm) e sulle diverse tipologie di font e colori. Linee a matita: la prima linea aiuta, una in alto, una in mezzo e una in basso con un divisore verticale se possono esservi d’aiuto. Font:utilizzailfontchetipermettediesserepiùrapidotrannepericoncetti principali che devono essere evidenziati anche dal tipo di carattere che usi. Puoi utilizzare lo stampato maiuscolo, stampato minuscolo, corsivo o font più da fumetto writing e sbizzarrirti con la fantasia. CONSIGLI PER DIVENTARE UN BRAVO RECORDER - ascolta per comprendere le parole-chiave; - cerca di catturare l’idea di base, l’essenza di quello che viene detto; - non è necessario annotare ogni parola; - metti in evidenza ciò che viene ripetuto più volte perché è sicuramente un concetto centrale; - fai attenzione all’ortografia; - se vuoi abbrevia alcune parole che normalmente vengono abbreviate (x, sig.ra, ecc., es.); - sottolinea o cerchia le parole-chiave o i concetti da porre in risalto; - varia i colori: utilizza i colori per evidenziare concetti diversi; - usa stelle, frecce, numeri per le connessioni; - se usi una flipchart ricordati di numerare tutti i fogli.
  8. 8. • capacità espressive • flessibilità • resistenza fisica • velocità • ascolto attivo • buona consapevolezza dello spazio • tendenza a pensare in modo non lineare • capacità di sintesi • obiettività • divertimento • energia • inclusione • pensare per grandi immagini • illuminazione • trasformazione • riflessione • senso dell’insieme competenze qualità personali CHE COSA CARATTERIZZA UN FACILITATORE VISUALE
  9. 9. TEMPLATES Ci sono vari modi di fare graphic recording: • mappe mentali; • storyboard; • mandala; • liste articolate; • flussi; • matrici (mappe strategiche e planning map, business model canvas). Oppure si può lavorare con l’ausilio di vere e proprie immagini di grande formato e molto colorate che riportano il senso della metafora (il viaggio, la scalata, il passaggio difficile, la crescita, il cammino, i traguardi ecc.) • presentazione del gruppo di lavoro; • road map (strada); • bridge arrow map (ponti a freccia); • mountain map (montagna e passaggi).
  10. 10. esempio where I go map
  11. 11. esempio curriculum
  12. 12. esempio curriculum
  13. 13. esempio bridge arrow map esempio matrice
  14. 14. esempio mountain map
  15. 15. esempio road map
  16. 16. esempio agenda
  17. 17. RIFINITURE Perché una tavola di grandi dimensioni si possa considerare completa e finita si utilizzano due trucchi. • la cornice: può essere una semplice linea colorata o qualcosa di personalizzato e più elaborato e serve a “contenere” tutto ciò che è stato prodotto durante l’incontro. • Le ombre: portano in primo piano i punti salienti della discussione avvicinandoli a chi guarda. In una mappa molto complessa e dettagliata le ombre facilitano la lettura. E DA OGGI…
  18. 18. MAI PIÙ SENZA
  19. 19. BIBLIOGRAFIA In italiano esistono solo i testi di: • Dan Roam “sul retro del tovagliolo”, A. Vallardi, 2012 • Quentin Blake e John Cassidy, “Disegnare. Corso per geniali incompetenti, incompresi”, Editoriale Scienza, 1999 In inglese potete rifarvi a: • Ulric Rudebeck, “Stretegic vision work”, UR Vision AB, Sweden, 2008 • Robert h. McKim, “Thinking Visually, a strategy manual for problem solving”, Life Time Learning Pubblications, California • Jean Westcott& Jennifer Hammond Landau, “A Picture’s Worth. A 1000 words”, Abebooks.com (online shop) • Richard C. Brandt, “Flip Charts. How to draw them and how to use them”, Pfeiffer and co. • David Sibbett, “Visual meetings”, wiley, New Jersey, 2010 • “ Visual teams”, wiley, New Jersey, 2011 • “Visual leaders”, Wiley, New Jersey, 2012 • Dan Roam, “Unfoaldin the Napkin, Penguin Books Portfolio, 2009 • “Blah Blah Blah: What To Do When Words Don’t Work, Penguin Books Portfolio, 2011 • Larry Raymond, Reinventing Communication. A guide to using visual language for planning, problem solving and reengineering” • Will Eisner, “Graphic Storytelling and Visual Narrative”, PoorHouse Press, NJ, 1996 • Brandy Agerbeck, “The graphic Facilitator’s Guide”, loosetooth.com (online print), 2012 • Bicablo 1 e 2, Neuland (onlineshop)
  20. 20. UN PO’ DI STORIA... All’alba di questo nuovo millennio, c’è un numero crescente di ‘praticanti visuali’ costantemente in movimento in tutto il panorama internazionale. Questo movimento è composto da persone che si chiamano facilitatori grafici, registratori grafici, visual sintetizzatori, cartografi e simili... tutte queste persone utilizzano approcci “visual” con diversi livelli di interazione, per assistere i gruppi e gli individui a pensare, comunicare, condividere e prendere decisioni. Da dove proviene questo modo di lavorare? Quali sono le radici storiche di questo campo? La storia dell’uso di elementi visivi o grafici nei luoghi dove le persone si riuniscono è molto antica, e lo confermano le pitture rupestri, i pittogrammi e gli ideogrammi. Per anni, gli esseri umani hanno sfruttato l’enorme potenza del disegno per comunicare. Poche cose comunicano sentimento, tono e immediatezza come una buona immagine per definire un significato condiviso. L’AMBIENTE EMBRIONALE L’uso moderno di un approccio visivo per aiutare l’apprendimento e le interazioni di gruppo è stato fondato nella baia di San Francisco tra la metà degli anni sessanta e la metà degli anni settanta. Questa zona era un ricco ambiente intellettuale dove persone provenienti da molti campi differenti hanno promosso un cambiamento di pensiero in vari campi: architettura, cinema, cambiamento sociale, informatica e intelligenza artificiale – tutti i tipi di persone in quest’area stavano lavorando sui modi per aiutare gli esseri umani ad imparare e interagire più efficacemente. “I graphic recorders sono artisti delle grotte dei giorni nostri, visionari, scribi, insegnanti, studenti, e storici... tutti custodi della preziosa parola scritta e delle fantasie di voci e di cuori. La nostra pratica ha radici nelle antiche tradizioni di prestare attenzione, riflettendo, diregistraree‘ricordareperilfuturo’.Aiutiamoaportare avanti idee, ad aiutare la collaborazione, a “illuminare” l’individuo e la saggezza collettiva in questo mondo.” (Leslie Salmon-Zhu)
  21. 21. Michael Doyle e Peter Strauss, ex architetti, hanno lanciato la loro società interaction Associates (IA) e hanno scritto la ‘Bibbia gialla’ su come fare riunioni di lavoro. Doyle e Strauss hanno posto al centro del lavoro la creazione di squadre composte da ‘facilitatore’ e ‘registratore’ per gestire le dinamiche personali e il pensiero dei gruppi. Partendo dalla convinzione che le persone apprendano meglio quando sono facilitate, le aiutano a porre l’attenzione su una singola cosa in una sequenza logica. Hanno lavorato verso la creazione di una documentazione visuale estesa, che hanno chiamato “memoria di gruppo”. Nel momento in cui Doyle e Strauss hanno istituito una società a San Francisco, diversi altri pionieri sperimentavano con profitto gli approcci visivi. Geoff Ball e Doug Englebart di SRI avevano avviato un progetto sull’esame della ‘memoria esplicita di gruppo’. Un altro architetto Joe Brunon, aveva creato un approccio chiamato ‘Grafica generativa’ e Fred Lakin, aveva iniziato con la creazione di strumenti per aiutare le nuove sperimentazioni visive (come utilizzare un lungo foglio di carta da macellaio appeso a parete). In mezzo a questo vortice creativo, un giovane volto nuovo si affaccia sulla scena per diventare il direttore della formazione di un programma di leadership di affari pubblici chiamato CORO: David Sibbet, un giornalista con un tocco artistico. Un pomeriggio ha l’ispirazione di trasferire i metodi appresi da IA su uno di quei lunghi fogli proposti da Fred per delineare il quadro delle esperienze di stage che stavano sostenendoi suoi studenti in tutta San Francisco. Ha creato così un nuovo stile di lavoro. Nel 1980 tiene il suo primo laboratorio pubblico (co-lead con Sandra Florstedt e Geoff Ball). Un altro innovatore che è stato costantemente attivo durante questo periodo in Inghilterra, è stato Tony Buzan, il creatore di Mind-mapping. GLI ANNI ‘80: BOOM DI CONSULENZE Sembra che il campo della facilitazione ebbe un boom negli anni ottanta determinato dalla necessità di aziende e agenzie governative, di far lavorare insieme i dipendenti in modo più efficace.
  22. 22. In questo stesso momento, nascosto nelle forze armate americane, un altro pioniere, Jim Channon usava tecniche di “imagining” e schermi multi-dimensionali per interpretare e comunicare informazioni complesse prima che i computer fossero in grado farlo. GLI ANNI ‘90 E LA SINDROME DELLA CENTESIMA SCIMMIA Dal 1990, la registrazione grafica e le metodologie di facilitazione grafica cominciarono a decollare. Come il mito urbano americano della sindrome della centesima scimmia (tutte le scimmie su una remota isola magicamente cominciarono a lavare le loro patate dolci dopo che la centesima scimmia aveva adottato l’abitudine di farlo). L’efficacia riconosciuta del lavoro visuale si diffonde in modo incrementale. Dal 1995, il colosso della consulenza Cap Gemini Ernst Young ha costruito strutture specifiche per capitalizzare questo strumento in 10 città del Nord America, 5 in Europa e persino uno in Australia. Nello stesso anno si svolge la prima riunione informale di ‘ praticanti visuali’ in un ranch nel nord della California. Da quel momento il raduno ha una crescita che lo porta a raggiungere i 100 membri e diventa una conferenza annuale. Nel 2000 The International Forum of Visual praticants (IFVP) è diventato un’associazione ufficiale, guidata a rotazione da un Consiglio di volontari. “A whole network of people is now involved, using graphic language as a key tool in organizational development and communication consulting, and helping to literally “draw out the best in people”. We work all over the world with every kind of organization you can imagine. We work with deaf people, disabled people, philanthropists, manufacturing teams, architects, politicians, bankers, and even gardeners!Graphiclanguageworkseverywhere.Thereisnoquestion that we’ve stumbled on one of the most natural and amazing tools we have as humans”. (David Sibbet)
  23. 23. I MIEI APPUNTI...

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