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Pieghevole20150430

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novara e dintorni

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Pieghevole20150430

  1. 1. La battaglia sugli appalti pubblici è la madre di tutte le battaglie dei cittadini onesti. Non si tratta soltanto di combattere la corruzione, che resta pur sempre la vera metastasi del nostro Paese, purtroppo diffusa ben oltre il settore dei lavori pubblici. Di sicuro non si tratta di discutere se l'1% o il 2% di tangenti sui lavori pubblici è la quantità moderata di corruzione da tollerare. Il problema è ben più ampio. Si tratta infatti di come scegliere i lavori pubblici che veramente servono al Paese, cancellando sul nascere quei lavori che sono assolutamente inutili o addirittura dannosi per l'ambiente, per la salute e le tasche dei cittadini. Per decenni in Italia sono stati progettati e messi in cantiere molte opere costosissime soltanto per soddisfare gli appetiti della classe politica, della burocrazia e del sistema parassitario delle imprese colluse. L' elenco di queste opere inutili è lungo e ben noto: dal TAV Torino- Lione al Mose, dal Terzo Valico alle molte autostrade inutili e super accessoriate con svincoli faraonici, dai mega-inceneritori inquinanti alle tangenziali fantasma, ecc. Se solo focalizziamo lo sguardo sulla nostra realtà novarese, balzano agli occhi le molte opere pubbliche (o miste pubblico- private), che sono opere inutili, costose, impattanti, come il Polo Logistico di Agognate, il raddoppio del CIM a Pernate, il cubo di cemento del PISU a Sant’Agabio, ecc. Tutte queste opere pubbliche inutili vengono portate avanti con procedure opache, al riparo dagli occhi della pubblica opinione, addirittura ignorando i principi elementari della trasparenza, del pubblico interesse e della partecipazione dei cittadini alla gestione della cosa pubblica. Le istituzioni pubbliche dovrebbero viceversa investire i soldi dei cittadini nelle opere veramente necessarie, come la sicurezza idrogeologica del territorio, la bonifica dei siti inquinati (in primo luogo la bonifica dell’amianto), la manutenzione del patrimonio immobiliare pubblico, il risparmio energetico, un sistema razionale dei trasporti, la scuola e la ricerca, ecc., c o n i u g a n d o t r e f a t t o r i fondamentali: lavoro, ambiente, salute. P e r r e a l i z z a r e q u e s t o programma, è necessario che, prima di ogni importante opera pubblica, già in fase di fattibilità, si apra un ampio dibattito pubblico, in cui i cittadini, individualmente o in forma associata, esprimano le loro opinioni nel merito. F.T. Italicum, guarda caso la minoranza PD si aggrappa alle poltrone Sì a fiducia da 50 dissidenti PD su 70. Quando si dice essere coeRENZI GabrieleSozzani@twitter Stampato in proprio Vogliamo la trasparenza
  2. 2. Scuola: Renzi, lo senti l'urlo degli insegnanti? Gli insegnanti il 23 aprile u.s. hanno invaso 120 piazze italiane, hanno inondato il centro di Roma e non si fermeranno perchè a rischio non c'è solo il loro futuro, ma quello della scuola italiana. Sono gli insegnanti, di ruolo e precari, che stanno provando a fermare la vergognosa riforma della scuola imposta dal governo. Renzi ha fatto ciò che nemmeno il pessimo ministro Gelmini era riuscito a fare: farli s c e n d e r e spontaneamente in piazza tutti insieme. Renzi, lo senti il loro fiato sul collo? Senti il grido che arriva da queste piazze? Ora più che mai sentiamo che la riforma del governo sta vacillando sotto l'onda d'urto di queste proteste, sentiamo che questa grande mobilitazione può avere la forza di fermare questo scempio e l'arroganza di questo governo. Per questo è il momento di andare avanti con forza in questa battaglia che si gioca contemporaneamente nelle piazza italiane e nelle Aule parlamentari. Il MoVimento5Stelle c'è, dentro e fuori il Parlamento: c'è con la sua presenza accanto a insegnanti e studenti, c'è nell'ascoltare il loro grido d'allarme e le loro richieste, c'è in Commissione e in Aula con i propri emendamenti. Noi ci siamo sul serio e non per finta, come invece fa Forza Italia che oggi contesta la riforma di Renzi e che solo qualche anno fa ne presentò una identica con la Gelmini. M5S Senato I partiti sono pronti a rimettere le mani nelle tasche dei cittadini con il ritorno a pieno titolo del finanziamento pubblico. Un finanziamento che in realtà non era mai scomparso del tutto. Il MoVimento5Stelle, è l'unica forza politica che ha rinunciato a 42 milioni di euro nel 2013 a cui si aggiungono 12 milioni di euro restituiti dai parlamentari pentastellati in questi primi due anni di legislatura. Tutti i partiti dal Pd a Sel stanno presentando disegni di legge per tornare in maniera stabile al finanziamento pubblico. Si va dalla proposta di Sel con la proposta “un euro un voto”, al Pd con Sposetti (ex tesoriere Ds) al Senato. Dove attingere i fondi per il 'gran ritorno'? Come anticipato da alcuni organi di stampa il decreto del governo Letta che istituì lo scorso anno il finanziamento pubblico tramite il 2 per mille nelle dichiarazioni dei redditi (che si sta rilevando un totale fallimento), stabilì uno scalare dei finanziamenti pubblici con un sempre più teorico azzeramento nel 2017. In tempi non sospetti il MoVimento5Stelle d e n u n c i ò l'imbroglio. O r a i p a r t i t i tentano il 'blitz' per riesumare pienamente il finanziamento pubblico. Dove troveranno i soldi? Come ha rivelato ieri 'Il Sole 24 Ore' allo stesso tempo Letta fissò dei fondi a copertura del 2 per mille: 7,75 milioni per il 2014, 9,6 milioni per il 2015, 27,7 milioni per il 2016 e 45,1 dal 2017. Di quei 7,75 milioni di euro per il 2014 sono stati impegnati solo 300mila euro. Ed è lì che i partiti vogliono mettere le mani per finanziarsi ancora alla faccia dei cittadini e del referendum del 1993. F o n d i c h e p e r i l MoVimento5Stelle andrebbero invece destinati a finanziare il reddito di cittadinanza. M5S Senato Notizie dal parlamento Notizie dal parlamento Notizie dal parlamento Notizie dal parlamento I partiti rivogliono i finanziamenti pubblici!
  3. 3. IL Def (Documento di Economia e Finanza) è il principale strumento di programmazione economica del governo, perché indica dei parametri di finanza pubblica vincolanti per la manovra finanziaria dell'ottobre successivo(LeggediStabilità). Da quando l'Italia fa parte dell'Unione Europea, il Def è controllato rigorosamente dalla Commissione Europea, e informalmente anche dalle due istituzioni che insieme alla Commissione compongono l'ormai celebre Troika: Fondo Monetario Internazionale e Banca centrale europea. Valeadirechelapoliticaeconomica italiana non si fa più a Roma, e i risultati,purtroppo,sivedono. Dal Governo Monti in avanti il Def si è trasformato in una macelleria sociale, ma quantomeno il rettore della Bocconi non si inventava "tesoretti" elettorali e bonus fallimentari per indorare l'amara pilloladell'austerità. In questo Def è stimato per il 2015 un Pil in crescita del +0,7% e su questo numero il Governo costruisce il suo programma economico per gli anni successivi. Negli ultimi anni i governi di ogni colore hanno sistematicamente sbagliato le previsioni sul Pil, insieme alle più prestigioseistituzioniinternazionali. Nel 2014 questo esecutivo garantiva una crescita del +0,8%, mentre a fine annoidatiufficialisegnavanounnuovo calo (-0,4%). Un errore dell'1,2% del Pil è gravissimo e la sensazione è che a fine 2015 anche le stime di oggi si riveleranno ridicole. Se il Pil crescerà come al solito meno del previsto, o addirittura continuerà a calare, non solo il "tesoretto" scomparirà come di incanto, ma il Governo si troverà costretto a coprire le minori entrate reali connuovitagliemaggioritasse. NelDefsiscrivenerosubiancochenel futuro dell'Italia ci sarà sempre e solo austerità, dato che viene programmato il pareggio di bilancio nel 2018 e addirittural'avanzodibilancionel2019. Nonsaràlacrescitaagarantircilaparità fra entrate e spese pubbliche, ma altre tasse e nuovi tagli. Vediamolo nel dettaglio. Per gli anni 2015, 2016 e 2017 la pressione fiscale crescerà, alla faccia di tutte le promesse: si confermerà al 43,5%delPilquest'annopersfondareil muro del 44% nei due anni seguenti (44,1%). A far aumentare ancora le tasse saranno le clausole di salvaguardia, pronte a scattare il 1 gennaio 2016: +12,8 miliardi nel 2016, +19,2 miliardi nel 2017 e +22 miliardi nel 2018 tra Iva eaccisesulcarburante. L'Iva, già oggi altissima al 22%, salirà gradualmentefinoal25,5%nel2018. Il prestigiatore di Firenze promette che le clausole saranno evitate grazie ai tagli di spesa, ma non dice quali. Nel Defperòc'ètuttoscritto:sitrattadeisoliti tagli alle pensioni, alla spesa sociale, e agliinvestimenti. La spending review del Governo non mira a rendere la spesa pubblica più efficiente, ma a dimagrire i servizi fondamentali per gettarli nelle fauci del settore privato, ancor meglio se estero. Stiamo parlando di Welfare, Sanità, Istruzione, Trasporto Pubblico: i pilastri diognisocietàcivile. Ultimo capitolo, non meno doloroso, riguarda le mitologiche privatizzazioni, celebrate a destra e a sinistra negli ultimi 20 anni, ma disastrose per le taschedeicittadinielaqualitàdellavita. Le tariffe sull'acqua si sono moltiplicate negli anni, i pedaggi autostradali continuanoacrescereeiserviziprimari, asserviti alla logica del profitto privato, trascuranoormailaqualità. Di qui al 2019, però, è prevista la svendita di altre partecipazioni pubbliche di importanza strategica, per quasi 2 punti di Pil. Svendere ai privati, spesso stranieri, i nostri gioielli residui significa rinunciare per sempre a investimenti assicurati, posti di lavoro, diritti (vedi Whirpool) e non ultimi ingenti profitti, trasferiti in gran parte fuori dai nostriconfini. Inutile dire che il M5S scriverebbe un Def del tutto diverso, per la semplice ragione che non è sensibile agli interessi della finanza internazionale e delle multinazionali nascoste dietro alla Troika. Un Def a 5 stelle riporterebbe al centro,finalmente,l'economiareale. È urgente infatti ripudiare i vincoli europei, uscire dall'euro, promuovere investimenti nei settori innovativi e ad alta occupazione. Tutto questo garantirebbe di abbassare davvero la pressione fiscale e il debito pubblico, senza i tagli controproducenti allo Stato socialeeaiservizifondamentali. M5SSenato Def 2015: l'austeritànel futuro dell'Italia Notizie dal parlamento Notizie dal parlamento Notizie dal parlamento Notizie dal parlamento
  4. 4. Oggi 28 aprile si è celebrata la Giornata mondiale della sicurezza sul lavoro e la Giornata mondiale delle vittime d e l l ’ a m i a n t o , d u e r i c o r r e n z e c h e i n Piemonte hanno un significato particolare. Ogni anno nella nostra Regione si registrano decine di morti sul posto di lavoro, inoltre proprio su questo territorio si è verificata la più grande t r a g e d i a d o v u t a all’amianto a Casale M o n f e r r a t o , s e n z a dimenticare la più grande cava amiantifera d’europa che si trova a Balangero (TO). Sicurezza sul luogo di lavoro ed emergenza amianto sono ben rappresentate anche dal grave caso di Palazzo Nuovo a Torino, attualmente chiuso per la p r e s e n z a d i materiale nocivo e dove sono stati registrati due d e c e s s i p e r l ’ e s p o s i z i o n e all’amianto. Il MoVimento5Stelle ha presentato proposte precise su entrambi i fronti. A b b i a m o depositato un emendamento per f i n a n z i a r e i l capitolo relativo al “Fondo di solidarietà per le vittime degli incidenti sul lavoro (L.R. 25/2007)” ed auspichiamo un atteggiamento collaborativo da parte della maggioranza. Non sarà un intervento r i s o l u t i v o m a p r o b a b i l m e n t e contribuirà a migliorare i dati preoccupanti degli ultimi anni e magari anche gli effetti negativi del Jobs Act ( c h e c o n s e n t e i l c a m b i a m e n t o d i m a n s i o n e d e l lavoratore anche senza obbligo di formazione). Sempre sul bilancio regionale abbiamo presentato una serie di emendamenti per incrementare le risorse per le bonifiche, lo smaltimento e la rimozione di materiali contenenti amianto. Un modo per rendere, almeno in parte, giustizia a tutte le vittime piemontesi dell’amianto g i à b e f f a t e d a SICUREZZA SUL LAVORO ED EMERGENZA AMIANTO, LE NOSTRE PROPOSTE PER IL BILANCIO REGIONALE Attenzioneci troviamo sempre al venerdì dalle ore 21.00 In piazza Sacro Cuore n°5. (zona viale Roma ex sede di quartiere) Naturalmente a Novara

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